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FranciaEuropa

Effetto Grecia: svolta del rigore in Francia

Il governo ha bandito dal suo vocabolario la parola “rigore”. Il primo ministro, François Fillon, nega con tutte le sue forze che si tratti di un piano di austerità. Ma l’opposizione non vi vede altro. I sindacati hanno annunciato una giornata di sciopero e manifestazioni per il prossimo 27 maggio, per difendere “l’occupazione, i salari e le pensioni” (un’analoga giornata di scioperi e manifestazioni, il 23 marzo scorso, aveva portato in piazza 800mila persone). Quello che Fillon nega essere un piano di austerità è stato annunciato giovedi’ sera, alla conclusione di un seminario governativo: “per i prossimi tre anni – ha spiegato Fillon – le spese dello stato, al di fuori del servizio del debito e delle pensioni, saranno congelate in termini di valore”. Traduzione: la spesa pubblica non solo resterà bloccata, ma non seguirà neppure più l’inflazione, cosa che significa, nei fatti, un calo. Non solo continueranno i tagli al pubblico impiego con la non sostituzione di un funzionario su due che va in pensione (che sta già decimando gli insegnanti, per esempio), ma tutte le strutture pubbliche, dai musei all’agenzia di collocamento, dovranno stringere la cinghia. Il governo ha già annunciato tagli agli assegni sociali. Per Michel Sapin, ex ministro delle finanze socialista, siamo di fronte “a uno straordinario piano di rigore”. Per il portavoce del Ps, Benoît Hamon, questa svolta “conferma la duplicità del governo”. Difatti, a pagare  saranno i più poveri, mentre resta in vigore il tabù del sarkozismo, lo scudo fiscale che protegge i più ricchi (che non devono pagare in tasse più del 50% del reddito, qualunque esso sia). Per il socialista Claude Bartolone, “è un errore pensare che possiamo cavarcela dando ancora un colpo al potere d’acquisto dei lavoratori, dei pensionati e dei disoccupati”.

La Francia nel 2009 ha accumulato un deficit pubblico del 7,5% (Maastricht prevede un tetto del 3%), e le previsioni per quest’anno sono all’8,2%. Grossa parte del deficit francese dipende dal peso del servizio del debito.  La Francia ha il terrore di vedersi abbassare il voto dalle agenzie di notazione, che ora è AAA. Ha votato un aiuto alle Grecia, un prestito di quasi 17 miliardi. Secondo l’eurodeputato di Europe-Ecologie Daniel Cohn-Bendit, è un prestito molto peloso, che sarebbe stato condizionato alla conferma, da parte di Papandreu, dell’impegno preso dal precedente governo greco di destra, di comprare armi made in France. “Vari miliardi di contratti di armi sono stati confermati – ha denunciato Cohn-Bendit – 2,5 miliardi per comprare delle fregate francesi, oltre a elicotteri e aerei”.