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FranciaEuropa

Effetto collaterale della destrutturazione del lavoro: aumenta la solitudine

L’11% della popolazione francese, cioè 4,8 milioni di persone, è “oggettivamente solo”. Lo dice un rapporto della Fondation de France, che nota che la percentuali di “soli” è aumentata del 20% dal 2010 (data del precedente sondaggio) a oggi (è definito  in situazione di solitudine da questa inchiesta chi nel mese precedente l’indagine ha avuto pochissime o nessuna relazione familiare, di amicizia o di lavoro). Soli non sono solo più gli anziani: la situazione di solitudine delle persone di più di 75 era stata rivelata in modo violento con la canicola del 2003. Oggi, il 21% di questa categoria di età è sola. Ma soli sono sempre di più anche i giovani. La più forte percentuale di crescita dell’isolamento rispetto al 2010 tocca la popolazione tra i 30 e i 39 anni: molto dipende dalle separazioni, ma, nota la Fondation, “un fattore determinante è il lavoro, oggi a 30 anni il lavoro non è stabilizzato, si accumulano stages, contratti a termine ecc”. Il lavoro ha perso il ruolo di integratore sociale, il 37% degli “isolati” lavorano, ma il problema è la forma che prende il lavoro, con la diffusione del precariato. I più colpiti sono i lavoratori poveri. Ma anche tra chi ha un contratto a tempo indeterminato cresce il sentimento di solitudine: il 7% è “isolato” secondo i criteri dell’inchiesta della Fondation, nel 2010 erano solo il 4%. Oggi, sul posto di lavoro è sempre più difficile passare da “collega” ad “amico”, le forme di management più feroci non permettono perdite di tempo “umano”.

  • Thomas

    Questi sono i veri effetti di impoverimento della società contemporanea. Altro che Pil e spread!

  • Giovanni

    Io credo che la destrutturazione del lavoro consista anche nella mancanza di certezza per il futuro del giovane lavoratore precario e quindi gli effetti collaterali possono essere molteplici, quali ansia, paura, indecisione, aumento di aggressività fino a scatenare atti di violenza veri e propri o, all’opposto, depressione con senso di frustazione e fallimento che può indurre a gesti inconsulti di suicidio. Poi ci sono i disturbi fisici che ne possono derivare come tic nervosi, alterazioni del ritmo sonno-veglia, gastroenteriti e coliti di origine psicosomatica, ecc.