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Editoria, Angelucci perde al Consiglio di stato la partita sui contributi

Il Consiglio di stato ha condannato Antonio Angelucci per i contributi pubblici doppi e dunque illeciti per i giornali «Libero» e « il Riformista» (sentenza 02128/2012) .

Rovesciando la vittoria provvisoria del deputato del Pdl presso il Tar del Lazio, la terza sezione di Palazzo Spada, presieduta da Pier Giorgio Lignani, ha riconosciuto le ragioni dell’Agcom e della presidenza del consiglio, che dopo un’istruttoria lunghissima (iniziata nel novembre del 2008) avevano cancellato il diritto ai rimborsi per l’editoria ai giornali della famiglia dei potentissimi re delle cliniche romani. Il giudizio amministrativo è definitivo.

Angelucci dovrà pagare la multa personale di 103.300 euro all’Authority e soprattutto rinunciare ai fondi per gli anni dal 2006 al 2010 (prima sono prescritti). In ballo ci sono cifre multimilionarie.

In tutto le due testate avrebbero avuto diritto a 43 milioni di euro, di cui una parte già ottenuti (quelli dal 2006 al 2007 e dunque da restituire) e il resto riconosciuti come diritto ma «congelati» fino alla sentenza definitiva: 10 per «il Riformista» e 33 per «Libero», il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

Proprio il giornale che Macaluso comprò dagli Angelucci dopo la condanna dell’Agcom ha chiuso poche settimane fa per il mancato pagamento dei debiti da parte del deputato del Pdl. Gli Angelucci controllavano occultamente entrambi i quotidiani finanziati dallo stato attraverso una cassaforte di famiglia composta da scatole cinesi di trust in Lussemburgo e la Fondazione San Raffaele.

dal manifesto del 19 aprile 2012