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Edicole, il vero presidio del pluralismo

di Mario Salani (presidente di Mediacoop)

Le edicole sono un punto cruciale del processo produttivo della carta stampata. A loro la legge attribuisce il compito di assicurare la pari visibilità delle testate.

Non c’è dunque eccesso d’enfasi nel ritenerle strategiche ai fini del pluralismo dell’informazione. Non sfugge che questo obbligo, nonostante gli investimenti che si stanno facendo sulle dimensioni delle edicole, diventi sempre più di difficile praticabilità man mano che aumenta il numero delle testate in offerta, tuttavia resta l’unica condizione per interpretare correttamente l’articolo 21 della Costituzione.

Ed è chiaro che a quest’obbligo, che è evidentemente “costoso”, deve corrispondere una qualche forma di sostegno o di esclusività per garantirne la sopravvivenza. Combattere il sistema delle edicole nel nome della liberalizzazione del mercato vuole dire svuotare il dettato costituzionale, marginalizzare il pensiero critico e non conforme, penalizzare le testate minori, imporre il dominio di quelle più forti e ottenere l’effetto opposto a quello che auspicano gli amanti del mercato.
Invece di ampliarla, infatti, si ridurrebbe l’offerta culturale.

Questo senza contare che il numero delle edicole si sta già riducendo per il contrarsi della domanda per cui il sistema non può essere inteso come caratterizzato da barriere “artificiali” all’ingresso e, quindi, da «liberalizzare». Anzi proprio questa riduzione dovrebbe preoccupare e suggerire, invece, interventi a salvaguardia delle aree più periferiche e marginali del paese. Né, d’altra parte, soccorrerebbero gli abbonamenti, del tutto irrilevanti -9% del venduto- nel campo dell’informazione per l’inefficienza storica dei servizi postali e per la soppressione delle «tariffe postali agevolate» voluta da Tremonti.

Le edicole sono dunque cruciali per la diffusione dell’informazione, un «bene comune» prezioso per la cultura e per tutti gli operatori dell’editoria. Soprattutto per i più piccoli: per questo noi di Mediacoop le abbiamo sempre “difese” e ci siamo battuti perché gli interventi legislativi non ne pregiudicassero l’esistenza. Per questo riteniamo che siano meritevoli di sostegno per tutte quelle trasformazioni che possono consentire un miglioramento economico anche attraverso l’ampliamento dei servizi e dell’offerta.

Trentatremila punti vendita distribuiti in tutto il paese, anche in zone disagiate, con fasce orarie amplissime, ne fanno un attore così diffuso da poter essere interessante per molte attività correlate alla distribuzione. Così come possono svolgere un ruolo significativo nel contenimento dei costi delle rese solo che si proceda alla loro informatizzazione sistematica. Basterebbero poche risorse facilmente recuperabili nelle pieghe del bilancio dello stato.

A conferma del ruolo e della potenzialità del sistema delle edicole c’è l’occhiuta attenzione da parte di molti attori, soprattutto di alcuni editori, che vedrebbero nella «verticalizzazione» la possibilità di un doppio obiettivo: assorbirne i margini economici e cercare di gestire la distribuzione a proprio vantaggio.

È per questo che Mediacoop ha più volte sottolineato la delicatezza del ruolo della distribuzione nel campo della produzione culturale e non solo di quella dell’informazione. Il controllo diretto della distribuzione e della vendita da parte degli editori singoli o associati deve essere contenuto, se non evitato: edicole autonome, come le librerie indipendenti, devono essere aiutate a sopravvivere perché sono le uniche che possono, se non garantire il pluralismo, almeno evitare la preoccupazione di derive opportunistiche o di marginalizzazione dei competitori più deboli.