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FranciaEuropa

E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista

Il biologo e genetista Albert Jacquard è morto ieri sera, per una leucemia, all’età di 87 anni. Era un grande umanista, impegnato in molte battaglie di civiltà, a fianco dei sans papiers, per il diritto alla casa, contro ogni razzismo e anche a favore dell’esperanto. Nel ’78 ha pubblicato Elogio della differenza: la genetica e l’uomo, che lo ha reso famoso come militante impegnato e anche come divulgatore scientifico. Era sempre in prima linea, per difendere i clandestini, dall’occupazione della chiesa Saint Bernard accanto a Stéphane Hessel fino alla più recente lotta a Lille, nel 2007. Nell’87 aveva testimoniato al processo di Klaus Barbie, il “boia di Lione”, per spiegare l’assurdità delle teorie razziste. Malgrado una salute sempre più precaria, fino all’ultimo ha lottato accanto al Resf (Rete Educazione senza frontiere). Era stato professore a Ginevra e a Paris VI, esperto presso l’Oms, dopo aver lavorato  a lungo all’Ined, l’Istituto di studi demografici e un periodo alla banque de France.

Nato a Lione nel ’25, di estrazione borghese, nulla lo destinava all’impegno militante. Ha fatto Polytechnique, ma verso la quarantina si rende conto di essere “nel campo dei bastardi, di quelli che lasciano fare”. Va allora negli Stati uniti, dove studia biologia e genetica a Stanford. Inizia li’ il suo impegno politico, nella rivolta contro la guerra del Vietnam. Mi sono reso conto che la vita non è eterna, spiegava, e che non la si puo’ sprecare per correre dietro a cose derisorie. Albert Jacquard era un ottimista: “essere coscienti che domani esisterà – diceva – e che io posso avere un’influenza su di esso è proprio dell’essere umano”. Si era anche presentato ad alcune elezioni, una scelta di semplice testimonianza senza mire di potere (nell’86 al comune di Parigi in una lista sostenuta dalla sinistra alternativa, nel ’99 al Parlamento europeo con i Verdi guidati da Daniel Cohn-Bendit), alle ultime presidenziali aveva sostenuto Jean-Luc Mélenchon. Le sue battaglie sono state a favore del disarmo, per una “decrescita gioiosa”, ha denunciato l’ “economia trionfante” degli ultimi decenni che distrugge gli esseri umani.  Si diceva ateo dall’età di 9 anni, quando in un grave incidente d’auto muore suo fratello e lui resta sfigurato.