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FranciaEuropa

DSK, dopo il sesso, i soldi

Dominique Strauss-Kahn è al centro di una nuova inchiesta giudiziaria. Per l’ex presidente dell’Fmi, questa volta non si tratta di sesso, ma di soldi: un Fondo di Investimenti lussemburghese, di cui è stato presidente fino a un anno fa, è sospettato di aver fatto sparire 100 milioni di euro. Due creditori hanno sporto denuncia. Il Fondo si chiama LSK, dalle iniziali del fondatore, Thierry Leyne, che si è suicidato alla fine dello scorso anno, e Strauss-Kahn. I due uomini d’affari si erano associati per gestire investimenti, che avrebbero dovuto raggiungere i 2 miliardi di euro. Ma i primi 100 milioni raccolti sono spariti e il Fondo LSK è stato messo in liquidazione giudiziaria. Cattivi affari? Furto? Tocca all’inchiesta rispondere. Per il momento, l’avvocato di DSK afferma che l’ex presidente dell’Fmi, benché avesse la carica di presidente della società, “non ha mai esercitato funzioni operative”. DSK sarebbe addirittura una vittima secondo il suo avvocato, perché “la sua firma figura in documenti di consigli di amministrazione a cui non ha partecipato”. Gli ex impiegati di LSK che hanno accettato di testimoniare esprimono dubbi sulla gestione del Fondo.

Con questa inchiesta prosegue l’ormai lunga storia di DSK con la giustizia. Per il momento, sulle accuse legate al sesso, se l’è cavata: nel giugno scorso, l’ex ministro è stato assolto al processo sul giro di prostituzione al Carlton di Lille (per DSK, le donne erano delle “libertine”) e a New York, per quella che ha definito una “relazione inappropriata” con una cameriera del Sofitel, che lo aveva accusato di violenza, ha ottenuto un non luogo.