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losangelista

Drone Wars

Qui  losangelsista come sapranno i lettori piu’ fedeli, siamo un po’ fissati coi droni – quei fulgidi simboli di egemonia tecnologca occidentale garanti di ordine morale, siano essi impiegati sopra l’Hindu Kush, sul confine messicano o nei cieli somali – cosi’ efficienti affidabili e sicuri. Questa settimana sono stati al centro dell’attenzione a partire  dalla “neutralizzazione” di Anwar Al-Awlaki, l’imam anglofono in Yemen. Lui era cittadino americano, vero, e questo ha suscitato qualche domanda sulla legittimita’ delle esecuzioni a distanza dei propri cittadini da parte del governo,  ma un paio di giorni fa sono venuti alla luce i memorandi segreti con cui l’amministrazione Obama si era premurata di mettere agli atti le giustificazioni legali per l’eliminazione telecomandata di Al-Awlaki. Tutto legale pare perche’,  hanno scritto gli avvocati, non era pratico l’arresto del nemico in questione. I documenti rivelano che le capriole legali e i sofismi dell’attuale casa bianca sono stati acrobatici  almeno quanto quelle famigerate praticate dall’avvocato presidenziale John Yoo per giustificare la tortura a Guantanamo sotto Bush. Un ulteriore dimostrazione di come la barbarie “antisettica”,  giustificata dallo stato di diritto risulti semmai piu’ sinistra di quando e’ semplice dispotico sopruso. Una delle ragioni questa forse che hanno indotto  gli indignados di Washington a protestare la nuova mostra che ai droni dedica da questa settimana il museo aerospaziale della capitale. Gli ingrati denigratori della tecnologia sono stati invitati dalle forze dell’ordine ad essere piu’ rispettosi della supremazia dell’aviazione robotica americana mediante l’applicazione di spray urticante negli occhi. Ma anche dopo questo episodio i velivoli sono rimasti nelle news,  domenica ne ha parlato il New York Times con la previsione nell’articolo del suo magazine che questa tecnologia, cosi’ “portatile”  e’ destinata prima o poi a cascare in mano a “elementi ostili” e a ritorcersi sui paesi che ne dispongono attualmente con felice monopolio. Manco si era asciugato l’inchiostro di quell’articolo che e’ uscita la notizia di un primo apparente “hacking” dei software di comunicazione che gestiscono i voli dei droni – per ora un interferenza “minore” ma stai avedere che presto tocchera’ compartire anche quest’ultima  superitorita’ morale.

  • Galaverna

    I droni USA hanno ammazzato almeno una ventina di dirigenti di Al Qaeda, fra cui Al Zarqawi.
    C’è da lamentarsi per questo, Celada?

  • alvise

    Non si preoccupi sig. Celada. A quel punto inventeranno qualcosa di più “nuovo”.
    Se non lo facessero , cesserebbero di essere una superpotenza militare, così come cinesi, russi et alii cercano di fare a loro volta.

    Non dimentichi che un drone può volare anche sopra ambienti nei quali una persona non potrebbe mai andare ( ad esempio sopra il reattore di Fukishima o impianti chimici con fuga di gas …..)
    Quanto al problema legale dell’esecuzione di un cittadino USA da parte delle autorità, riproponga la domanda il giorno in cui uno di questi avesse compiuto un attentato come quello di Oklahoma City contro FBI….
    Eppoi, detto tra noi, gli USA hanno le loro leggi, perchè devo occuparmene ?
    Se lo facessi , allora dovrei commentare tutte le altre volte che nel mondo uno Stato ammazza i suoi cittadini senza esser passato per tribunali e sentenze.
    Francamente non ce la faccio a considerare questo come un problema “italico”.

  • Stephen

    Cosa succedera’ quando altri paesi incominceranno a produrre i loro droni e li useranno ???

  • Stephen

    Cosa succedera’ quando altri paesi (Pakistan per esempio) incominceranno a produrre i “Loro Droni” e a
    usarli???

  • Fabio

    Sempre articoli dalla parte dei tagliagole. Da comunisti atei e razionalisti vi siete traformati in filo-islamici, cioè alleati di una cultura teocratica e tribale. Tristezza.