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Rovesci d'Arte

Dracula sbarca a Milano. E va al museo

Cento anni fa moriva Bram Stoker, lo scrittore che ha regalato diverse notti insonni ad adulti e bambini con l’ombra inquietante del mai-morto, il conte Dracula. A lui, alle sue peregrinazioni fra i diversi generi di arte, cinema, teatro, illustrazione, è dedicata la grande mostra che si aprirà il 23 novembre (fino al 24 marzo 2013) presso la Triennale di Milano. “Dracula e il mito dei vampiri” conta su più di cento opere fra dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video. Ideata, prodotta e organizzata da Alef-cultural project management in  partnership con La Triennale di Milano e in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, affronta la figura del vampiro per antonomasia, partendo dalla dimensione storica per procedere alla trasfigurazione letteraria, fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica e, infine, alle implicazioni sociologiche che sfociano nella “vampiromania” odierna, quella che ha fatto la fortuna della saga di Twilight e di una serie di libri improntati alla sete di sangue e d’amore. Capire perché il vampiro sia comparso improvvisamente sulla scena dell’immaginario europeo nel Settecento per non uscirne mai più, rileggere per immagini il Dracula di Bram Stoker, pensare a Dracula guardando a tutto quanto è stato prodotto dopo Stoker, ma anche conoscere Dracula prima di Bram Stoker: è questo l’intento della rassegna.

Da Vienna, proviene il ritratto del conte Vlad, figura storicamente esistita nel XV secolo e associata a quella leggendaria di Dracula; manifesti e proiezioni ci immergono negli ambienti dark del vampiro grazie al grande schermo, con particolare attenzione al “Bram Stoker’s Dracula” (1992) di Francis Ford Coppola, di cui sono presentati per la prima volta in Italia alcuni storyboards. La storia del costume apre le porte al “Design del Vampiro” attraverso un racconto per immagini delle dimore e dei luoghi frequentati dal re della notte, con una riflessione sul ruolo di Dracula come “costruttore di città” firmata dall’architetto Italo Rota. Completa il percorso dell’esposizione uno speciale omaggio dedicato a Guido Crepax. In mostra diciotto disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e Valentina