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Quinto Stato

Docenti a rischio deportazione nella «Buona scuola» di Renzi

18desk precari scuola

Sono iniziate le procedure per l’assunzione dei 102.734 precari della scuola. Dureranno fino al 14 agosto. La denuncia della Flc-Cgil: “Per molti di loro c’è il rischio di una “deportazione forzata”. Decine di migliaia saranno costretti a trasferirsi da Sud a Nord in cambio di un modesto stipendio fisso

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Sono iniziate le procedure per l’assunzione dei precari della scuola. Dureranno fino alle 14 del 14 agosto. Da ieri i docenti candidati ai 102.734 posti messi a bando dovranno caricare un modulo sul sito del ministero dell’Istruzione (Miur) per partecipare alle cosiddette «fasi B e C» del reclutamento della «buona scuola». In queste ore si stanno svolgendo le procedure per assumere la quota dei docenti destinati al turn-over e dei vincitori del «concorsone» del 2012 per un totale di 36.627 persone. Tutti gli altri rischiano la deportazione. Si tratta di decine di migliaia di professori, molti dei quali con famiglie a carico e uno stipendio tra i più bassi dei paesi Ocse, Saranno obbligati a trasferirsi per trovare un incarico a tempo indeterminato.

I docenti assunti entro novembre – 10.849 della «fase B» e 55.258 dell’organico potenziato in «fase C» – entreranno a far parte del cosiddetto «organico potenziato». A settembre 2016 prenderanno ufficialmente il ruolo in una delle cinque province elencate nel modulo online. Una volta inseriti in un «albo territoriale» dovranno rispondere alla «chiamata» dei «presidi manager». Chi non avrà trovato una collocazione in una scuola nelle vicinanze del propria residenza dovrà fare le valige, cambiare provincia e soprattutto regione. Dopo tre anni potrà fare domanda di trasferimento, ma solo nelle province con i posti nella sua classe di concorso. È difficile che possa tornare a «casa». Per il sindacato Conitp questa condizione riguarderebbe quasi 26 mila docenti in Abruzzo, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia che dovranno trasferirsi a Nord per avere un incarico a tempo indeterminato.

Il destino che aspetta questi docenti – e tutti quelli che saranno assunti con il concorso che sarà bandito entro l’anno – è quello dei commessi viaggiatori, operai o freelance che rispondono just-in-time alle esigenze della produzione nella fabbrica scolastica. Per chi dovrà trasferirsi a Nord non è previsto un rimborso spese. Dovrà pagarsi l’affitto di tasca sua. Per chi ha famiglia le cose si complicheranno: o portarsela con sé oppure mantenerla a distanza. Cosa accadrà, mettiamo, per le donne che hanno uno o più figli piccoli? Dovranno arrangiarsi, evidentemente. Questa è la principale novità del «patto» chiesto (o estorto) da Renzi ai docenti: in cambio di un modesto stipendio fisso dovranno diventare i pacchi postali del Miur.

La discriminazione rispetto ai docenti oggi di ruolo, e persino tra i neo-assunti, è eclatante e parrebbe un tantinello incostituzionale. D’ora in poi tutti lavoreranno così nella scuola, caso unico nella pubblica amministrazione italiana. Per il momento. A parlare di rischio di «deportazione forzata» è la Flc-Cgil: «Sta crescendo tra precari l’idea di non fare la domanda di partecipazione al piano straordinario – sostiene il sindacato di Domenico Pantaleo – e rimanere così nelle graduatorie ad esaurimento, nella speranza di un posto migliore nei prossimi anni, pur consapevoli dei rischi che questo può comportare». La riforma che doveva eliminare la «supplentite», esaurire le graduatorie dei precari, eliminare il «precariato», non riguarda 26.040 docenti della scuola dell’infanzia, mentre molte classi di concorso non saranno esaurite nemmeno con l’organico potenziato.

Per la rivista specializzata «Tutto scuola» nella scuola secondaria di primo grado non saranno coperti 1.157 posti, in quella di secondo grado 1.985. Situazione complicata, ad esempio, per la classe di concorso di scienze matematiche e chimiche nella scuola media: i posti vacanti sono 2675, i docenti iscritti nelle graduatorie 2.014. O quella di spagnolo: i posti sono 465, i docenti 279, ne restano scoperti 186. Queste e altre graduatorie resteranno in vigore per anni. E il «precariato» di prima generazione continuerà nella scuola.

«Questa procedura – sostiene Pino Turi (Uil Scuola) – è come una lotteria, lascia le persone in sospeso». Il Miur ha pubblicato sul suo sito alcune Faq che non risolvono però le ambiguità. Una su tutte: cosa succede a chi non presenta una domanda di assunzione? Non potrà partecipare alle fasi successive e sarà espulso dalle graduatorie? O continuerà a lavorare fino al suo esaurimento? Per la Uil è valida quest’ultima ipotesi. Di queste incertezze è lastricata la strada di chi oggi vive sospeso nella scuola della triplice Renzi-Giannini-Faraone.