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Quinto Stato

Disoccupazione, un boom lungo 8 mesi

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«La crescita della cassa integrazione straordinaria è la prova del carattere strutturale della crisi» Cgil: «Nella legge di stabilità bisogna redistribuire il reddito e alleggerire il prelievo su redditi e pensioni»

La crisi si fa strutturale. Chi ha perso il lavoro e ha beneficiato della cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), negli ultimi mesi è stato costretto a fare ricorso alla mobilità o cassa straordinaria (Cigs). Lo dimostrano i dati pubblicati ieri dall’Inps secondo i quali nel mese di settembre il numero di ore di cassa integrazione autorizzate è stato pari a 85,2 milioni in diminuzione del -1,3% rispetto allo stesso mese del 2012 quando sono state autorizzate 86,4 milioni di ore. Nel dettaglio, le ore di Cigo sono diminuite del 3,7% (da 33 a 31,8 milioni). Le ore degli interventi in deroga sono diminuite del 39,5%, a settembre erano 17,4 milioni contro i 28,8 milioni del 2012.

Questa diminuzione è il risultato del ritardo dell’erogazione delle risorse stanziate dal governo. Esistono centinaia di migliaia di lavoratori che, allo stato attuale, non percepiscono alcun sostegno al reddito. Nel frattempo le ore di Cigs sono aumentate del 46,8% (da 24 a 36 milioni). Per l’Inps «è in atto un progressivo passaggio verso la disoccupazione, e i dati sulle domande di mobilità e disoccupazione lo dimostrano, nonché un carattere sempre più strutturale della crisi, come emerge inequivocabilmente dalla crescita del ricorso alla cassa straordinaria». Chi ha perso il lavoro rischia di restare disoccupato a lungo, con scarse possibilità di recuperare un reddito.

I dati sulla distribuzione geografica della cassa integrazione rappresentano una mappa significativa della crisi che si è fatta «strutturale». Il maggior numero di ore autorizzate di Cig si registra nel Nord-Ovest con il 42,8%, segue il Mezzogiorno con il 20,9%, il Centro con il 18,5% e Nord-Est con il 17,9%. Cambiando prospettiva e procedendo per settori produttivi,, la diminuzione della cassa integrazione ordinaria è stata dell’8% nell’industria e del 14,7% nell’edilizia, un settore che risente più di altri della crisi.

Complessivamente negli ultimi nove mesi per la cassa integrazione sono state autorizzate 789 milioni di ore con una diminuzione dello 0,46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (792 milioni di ore). «Seppure in leggerissimo calo, la media di ore di cassa integrazione staziona stabilmente sulle ottanta al mese, il che vuol dire che anche quest’anno supereremo il miliardo di ore di Cig richieste» – afferma il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada – Bisogna rifinanziare la cassa in deroga e rilanciare i contratti di solidarietà. Nella legge di stabilità si mettano in campo azioni per la redistribuzione del reddito e misure concrete per alleggerire il prelievo su lavoro e pensioni».

Per quanto riguarda i dati sulla disoccupazione e sulla mobilità, i dati dell’Inps dimostrano tutta la drammaticità della situazione. Ad agosto 2013 erano state presentate 97.238 domande, il 10,53% in più rispetto allo stesso mese del 2012 (quando erano 87.976). Nel dettaglio sono state presentate 70.797 domande per l’Assicurazione sociale per l’Impiego (Aspi) e 18.647 di mini Aspi, la prestazione introdotta dalla riforma Fornero che dal 1° gennaio 2013 sostituisce la disoccupazione ordinaria e quella a requisiti ridotti erogate ai lavoratori dipendenti che sono stati licenziati.

A agosto, sono state presentate 222 domande di disoccupazione ordinaria e speciale nell’edilizia, 7.373 domande di mobilità e 199 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi. Tra gennaio e agosto 2013 sono state presentate 1.214.582 domande di mobilità e disoccupazione. In otto mesi c’è stato un aumento del 22,3%. Nel 2012 le domande erano «solo» 993.287.