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losangelista

Disintermediazione

Penthouse Studios - San Fernando Valley

E’ il termine sociologico che vorremmo proporre come lessico-simbolo dell’era presente, coniato per descrivere le transazioni che grazie ad internet avrebbero perso ogni bisogno di mediatori professionali  (critici, giornalisti, discografici, negozi, distributori).  Inaugurata l’era del peer-to-peer esistenziale, ognuno e’ finalmente libero di scorrazzare per le ciberpraterie interagendo in piena autonomia coi contenuti che crede. La realta’ di internet 2.0 pero’ e’ quella dove gli originali aneliti utpoici dell’era digitale si scontrano dolorosamente con le realta’ del mercato sul terreno della creazione dei contenuti originali. Ne fa le spese soprattutto l’industria culturale,  e come l’editoria, la musica e il cinema anche il porno – originale motore di innovazione tecnologica – ha sofferto le conseguenze della concorrenza di materiali gratuiti disponibili online. I dati non mentono e le case di produzione attive nella San Fernando Valley di Los Angeles– la Hollywood del porno –  sono cosi’ scese da 50 a 30 negli utlime tre anni per effetto appunto dell’eros disintermediato. Allo stesso tempo il blog del LA Times trova motivo di ottimismo in una ripresina attualmente in corso a Holywood che investe anche i cugini della Valley: i Penthouse Studios, tre hangar nel quartiere periferico di Chatsworth, si attestano accanto a quelle di dozzine di film, programmi TV e pubblicta’,  fra le dieci location piu’ attive della citta’. Apparentemnte c’e’ ancora qualche spazio per i professionisti.