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Lo scienziato borderline

Disinformazione di regime sull’Iraq

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Devo con questo articolo fare una confessione.

Vi sono alcune vicende della politica nazionale e internazionale che seguo con attenzione, mi tengo informato, scrivo, cerco di combattere la disinformazione, che è l’occupazione principale dei media italiani di regime, renziani o berlusconisti ormai non fa differenza alcuna. Di solito me la cavo, leggo la stampa estera e certi siti di informazione online.

Debbo però ammettere che sulla questione del Kurdistan, dell’Iraq, della Siria e dell’ISIS/IS la qualità dell’informazione dei media italiani è stata così bassa, così imbarazzante e lacunosa, così stereotipata e piena di luoghi comuni e falsità o grossolanerie, che ne ero rimasto disorientato.

Ce l’avevano fatta, i media. D’altra parte da quelle parti sta accadendo qualcosa di così DIVERSO da quella che è la favoletta di mondo che i Padroni ci contrabbandano, qualcosa di totalmente spiazzante, che l’unica chance per certi giornalai semprelingua era quella di far polverone e alzare il livello di bassa qualità al massimo possibile. Ne va della faccia dei loro padroni, delle loro ideologie di cartoncino e latta, che – nonostante tutto il lavorio d’umettar con la saliva – stanno crollando. Gli stipendi sono in pericolo, i benefit pure: soprattutto quelli: capiamoli.

Così, secondo I nostri prodi, i curdi che combattono il califfato sono i peshmerga, i curdi buoni e presentabili, quelli amici dell’occidente. Già: quelli che le stan prendendo di santa ragione nonostante l’aiuto degli USA. Come mai, allora, il Califfato è così in difficoltà? Forse – come il sempiterno Tafazzi – si sparano da soli, quelli dell’ISIS/IS? Ve lo siete chiesti, cosa succede davvero laggiù?

La band di scrittori Wu Ming è una magnifica fonte di informazioni di parte. Sì, di parte: della parte di chi non dipinge begli aquerelli per comodità propria o dei propri padroni, ma dice le cose come stanno.

Stanno qui:

http://www.wumingfoundation.com/index.htm

Hanno inoltre la rara proprietà di esser chiari, e non di scrivere per farsi capire da cinque persone, quelle del giro figo, le uniche “che contano”. Come moltissime nostre giustissime e condivisibilissime “vox clamans in deserto”.

Bene: Wu Ming ha pubblicato su Twitter 30 brevi considerazioni, interessanti e condivisibili, su quello che sta succedendo in Iraq. Le riprendiamo e le diffondiamo volentieri.

NB – PKK = Partito Comunista Kurdo.

1) Un mese fa il PKK ha scompigliato le previsioni sulla guerra in Nord Iraq / Sud Kurdistan. Oggi è la principale forza anti-IS sul campo.
1b) Per semplicità diciamo “PKK”, includendo anche la sua forza “cugina” siriana, che ha già liberato dall’IS il Kurdistan occidentale.
2) Di questo ruolo del PKK, intorno a cui ruota gran parte delle decisioni prese in questi giorni da USA e UE, parlan tutti i media globali.
3) Una delle chiavi per capire la situazione è proprio quel che è successo nel Kurdistan “siriano”, oggi zona libera del Rojava.
4) Da quasi 2 anni la guerriglia curda siriana (YPG) infligge pesanti sconfitte all’ISIS/IS, lo stesso accade da circa un mese in Iraq.
5) Ora, provate a cercare sui siti dei giornali italiani, periodo ultimi 30 giorni, queste parole: PKK, YPG, Rojava.
6) Il PKK è una forza di massa laica, socialista libertaria, femminista. In Medio Oriente. E guida una resistenza popolare all’ISIS.
7) Ci sono altre resistenze all’ISIS, episodi di rivolta e di risposta armata anche da parte di popolazioni arabe sunnite.
8) Correttamente, le forze menzionate considerano l’ISIS il mostro di Frankenstein della guerra di Bush e della politica americana in M.O.
9) Di questo protagonismo i nostri media non parlano. Nello scenario spettrale che dipingono, solo ISIS, gruppi filo-USA e armi USA/UE.
10) C’è gente che fino a ieri l’ISIS manco sapeva cos’era e oggi dice che senza gli USA avanzerà la barbarie, quei popoli sono spacciati ecc
11) Di contro, c’è gente che non ha certo aspettato le cazzate lavacoscienza dei nostrani leoni da tastiera per sfidare (e battere) l’ISIS.
12) Mentre PKK e compagn* fermavano l’ISIS e salvavano civili, USA/UE le tenevano (tuttora le tengono) nella lista dei gruppi “terroristi”.
13) Dal giorno stesso in cui PKK e YPG son intervenuti in Nord Iraq, diffondiamo notizie e analisi sulla situazione e sulla guerra all’ISIS.
14) PKK e YPG sono intervenuti quando i Peshmerga curdi filo-USA si sono sbandati a Sengal e altrove di fronte all’avanzata ISIS.
15) L’ISIS era in Nord Iraq da settimane, faceva stragi, stuprava, decapitava, occupava città che poi PKK e YPG hanno liberato.
16) Mentre l’ISIS faceva tutto questo, Obama era fermo come un paracarro. Appena PKK e YPG hanno “sconfinato”, ha annunciato bombardamenti.
17) RIbadiamolo: di tutto questo i giornali italiani hanno scritto poco o – più spesso – niente. La controprova è facile, fate la ricerca.
18) Dopo la morte di Foley, c’è il ricatto morale: o con gli USA o con l’ISIS! Come se gli uni non avessero colpa dell’esistenza dell’altro.
19) Come se non esistessero forze che da tempo sconfiggono sul campo l’ISIS in totale autonomia, nel disinteresse dei ns. “falchi”.
20) Per inciso, molti combattenti in prima linea sono donne. Cosa che fa sclerare una forza ultra-misogina come l’IS/ISIS.
21) Ogni volta che gli USA sono intervenuti in M.O. hanno prodotto mostri sempre peggiori, ormai lo dicono molti analisti americani.
22) Se qualcuno ancora pensa che saranno gli USA a togliere le castagne dal fuoco e riparare la situazione in Iraq, è illuso o in malafede.
23) Dall’altra parte (ma solo in apparenza) ci sono gli idioti che hanno scambiato l’IS/ISIS per una resistenza antimperialista.
24) L’ISIS è una forza d’invasione multinazionale che ha un progetto non di “liberazione” ma di conquista. Sono predoni capitalisti.
25) L’ISIS, fin dal nome, è un progetto coloniale e imperialista. “Sub-imperialista”, se preferite. Non c’è liberazione nel Califfato.
26) L’ISIS è una forza nata grazie a potenze reazionarie (regionali e globali), e aspira allo status di potenza reazionaria.
27) L’«antimperialismo degli imbecilli» si basa sul pensiero bidimensionale: «Il nemico del mio nemico è mio amico».
28) Ma non sempre il nemico del mio nemico è *davvero* suo nemico, e a prescindere da questo, spesso è a pari modo *mio* nemico.
29) Pensare che per andare contro gli USA si possa essere un po’ più “teneri” con l’ISIS è un’aberrazione, chi lo pensa è un nemico, punto.
30) Di contro, chi dice che l’unico modo di essere contro l’ISIS sia appoggiare nuovi interventi USA, o ignora i fatti, o sta truffando.

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Ecco. Vediamo di partire da queste basi per far sì che in Iraq, oltre all’ISIS, non cresca e prosperi anche la peggior bufala dai tempi delle “armi di distruzione di massa” “nucleari” di Saddam

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