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Nuvoletta rossa

Di Battaglia e altre battaglie: fumetti in guerra con la storia

Disse settant’anni fa l’impresentabile feldmaresciallo Göring durante il Processo di Norimberga: “La storia la scrivono i vincitori”. Chiosa oggi lo scrivente: “E i fumettisti la riscrivono da capo a piedi”. Sullo scaffale del fumetto di trincea non ci sono solo intuizioni meritevoli ma pallosette come la documentaristica Storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi o trombonate alla John Wayne come i Super Eroica pocket della Dardo, con Pratt, D’Antonio e Tacconi a sparare a zero contro i Nazi. Certo, negli ultimi lustri la distanza storica e soprattutto emotiva dai grandi conflitti del secolo breve aveva cacciato elmetti, divise e mitraglie dagli scaffali, ricicciando il tutto en travesti sotto le mentite spoglie del fumetto Mytico, Super-Eroico o fantascientifico. Ma da qualche tempo a questa parte, complici le provocazioni di cinema e Tv, si registra una sottile ma decisa inversione di tendenza. E accanto a serie “filologicamente corrette” come Historica di Mondadori, ecco esperimenti editoriali spericolati ma interessanti. Fumetti bellici con la sicura, senza afrori stantii di propaganda, spesso brutali nella rappresentazione della violenza ma intellettualmente e narrativamente onesti. Storie di guerra perfettamente compatibili con la bandiera arcobaleno.

Battaglia - la copertina del numero 1 © Cosmo Edizioni 2015

Battaglia – la copertina del numero 1 © Cosmo Edizioni 2015

Battaglia, per esempio. Il personaggio creato a metà Anni 90 da Roberto Recchioni e Massimiliano “Leomacs” Leonardo per la collana Dark Side torna in edicola in una mini serie in quattro uscite edita dalla ardimentosa Cosmo Editoriale. Molti i punti d’interesse: il debutto di una squadra di giovani e promettenti autori coordinati dagli autori originali; il formato tascabile di tutti i “neri” che si rispettino da Diabolik in giù; e per finire, l’ambientazione. Che colloca questo bel tipo di mercenario vampiro a metà fra il Magnus de Lo Sconosciuto, il Jordi Bernet di Torpedo e i vampiri di Ann Rice sullo sfondo dei più crudi snodi storici del Belpaese. I primi numeri, già distribuiti  in edicola e in fumetteria e realizzati rispettivamente da Michele Monteleone e Fabrizio Des Dorides, Giulio A. Gualtieri e Ryan Lovelock mettono in scena temi decisamente scottanti come gli ultimi giorni del Ventennio e il Sequestro Moro. Sulle nefandezze della storia, ovviamente, incombe l’ombra di Pietro Battaglia, granitico succhiasangue in grado di attraversare i decenni come amante di Edda Ciano piuttosto che esecutore materiale dell’omicidio del leader democristiano (ma nota bene, non della strage di via Fani, che anche certi vampiri hanno un limite). Rispetto ad altri personaggi dello sceneggiatore romano come David Murphy: 911 o Orfani, Battaglia appare sicuramente più monodimensionale e stereotipato. Ma il tono scanzonato della narrazione e l’espediente della “Storia possibile” danno a questa miscela di azione, horror e poliziottesco una efficacia stracult degna di Di Leo, Lenzi o Sollima. E il guilty pleasure è garantito e a basso costo, due euro e novanta.

The 'Nam - Lettere dal fronte © Marvel/Panini 2015

The ‘Nam – Lettere dal fronte © Marvel/Panini 2015

Altre storie, altre guerre. Appena uscita in fumetteria e assolutamente da recuperare la ristampa integrale di una delle migliori serie Marvel di sempre, The ‘Nam. Come da titolo, il fumetto rilegge la storia della più sanguinosa debacle della storia americana attraverso lo sguardo di un giovane “private” scaraventato dalla tranquillità del suolo americano agli orrori del Vietnam. Compresi quelli mai narrati dal mattinale dei marines Stars and Stripes, e solamente intravisti nelle magistrali riletture di Kubrick, Stone, Irvin etc. La corruzione dei graduati, sempre pronti a barattare con vil denaro una tranquilla corvée nelle retrovie; l’indifferenza nei confronti delle vittime collaterali del conflitto; il macabro commercio di “souvenir” sfilati ai nemici uccisi e svenduti per pochi spiccioli… finalmente oltre la damnatio memoriae scientificamente operata dalla cosiddetta “Casa delle Idee” nei confronti di Jim Shooter, editor che durante la metà degli Anni 80 tentò di rivitalizzare l’universo Marvel a suon di provocazioni creative ritenute troppo in anticipo sui tempi, questa prima raccolta di tre sottotitolata Lettere dal Fronte è uno dei migliori fumetti di guerra e uno dei più maturi comic books mai prodotti negli Stati Uniti. Molto del merito va al team creativo coinvolto in questa scommessa editoriale durata 7 anni e 84 uscite: lo sceneggiatore Doug Murray è un autentico veterano del Vietnam, e il suo vissuto traspare da ogni scena di questa serie quasi documentaristica. I disegni di Michael Golden, l’assenza quasi totale delle onomatopee tipiche dei serial Made in Usa e il segno grottesco, quasi umoristico delle caratterizzazioni trasformano la lettura in un esercizio straniante e tutt’altro che consolatorio. Prezzo non popolarissimo, 24 euro per 248 pagine. Ma il contenuto, la robusta rilegatura cartonata e la veste grafica valgono la spesa.

Churubusco © Coconino Press 2015

Churubusco © Coconino Press 2015

E dopo tanto fumetto pop, un po’ di battaglie d’autore firmate Coconino Press. si intitola Churubusco la fuitina dell’autore Disney di lungo corso genovese Andrea Ferraris nel mondo del fumetto per lettori maturi. La storia è quella del leggendario Battaglione di San Patrizio, nutrito pattuglione di foreign fighters aggregato all’esercito messicano durante uno dei conflitti ottocenteschi più misconosciuti e deflagranti, quello fra Terra dell’aquila e del serpente e Stati Uniti. Poteva essere un’occasione per esplorare i prodromi della prima rivoluzione novecentesca, la rapacità del nascente capitale statunitense, la disparità delle forze in campo o l’invasione epocale di di Città del Messico, tutti fatti che a oltre un secolo di distanza concorrono a giustificare l’odio-amore dei chilangos nei confronti dei vicini più fortunati. Ma in Churubusco non c’è spazio per divagazioni sulla teoria del cortile di casa o sul Messico come laboratorio politico del Novecento: Il romanzo grafico di Ferraris è un’avventura lineare che lascia la grande Storia sullo sfondo per privilegiare le storie minime dei membri del cast. Una sorta di “Ultima resistenza di Alamo” al contrario, che compensa il peccato veniale di un tono forse un po’ troppo manicheo con un montaggio impeccabile e un trattamento grafico di grande impatto visivo. Più che una docu-fiction, una storia di guerra vecchio stile di 195 tavole che riporta alle incisioni di José Guadalupe Posada, alle visioni di Castaneda o allo stile asciutto ed essenziale del miglior Pino Cacucci. A 18,50 euro in tutte le librerie specializzate.