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losangelista

Deutsche Ghetto

casa di Los Angeles di proprieta' Deutsche Bank

La citta’ di Los Angeles annuncia querela contro la Deutsche Bank per mancata manutenzione di centinaia di edifici nelle zone piu’ degradate della citta’. Nell’annunciare la denuncia il procuratore di LA ha chiamato la multinazionale bancaria di Francoforte il peggiore slumlord d’America, usando il termine che definisce i proprietari assenteisti di case popolari fatiscenti abbandonate se stesse. Una dinamica consolidata nei ghetti urbani, le periferie e le enclavi etniche di molte citta’ americane ed e’ abbastanza usuale che, nei casi piu’ lampanti, gli speculatori vengano indiziati di “proprieta’ dolosa”. Il caso DB e’ inususale perche imputato e’ per l’appunto un colosso finanziario, risultato della grande truffa subprime risultata nel collasso del mercato immobiliare. Il ricilaggio su piazze finanziarie di mutui spazzature sotto forma di pacchetti di investimento da parte di banche con la connivenza delle agenzie di rating rende, e’ vero, assai difficle determinare l’effettiva proprieta’ di edifici. Un residente metti di South Los Angeles quasi certamente ignora ad esempio che la catapecchia in cui abita, infestata dai topi e con le tubature a pezzi, appartiene tecnicamente ad una grande banca con sede a 15000km di distanza. Almeno fin quando questa non venga pignorata, come oggi avviene in continuazione, rivelando il proprietario ultimo dell’ipoteca riciclata: la banca garante che a questo punto ha ancora meno incentivo alla manutenzione di una proprieta’ “inutile”. La storia dettagliata dal Los Angeles Times qui e’ emblematica di una finanza globale costruita su un economia della poverta’ che ha provocato un implosione economica nell’ancora quasi completa impunita’.

ADDENDA

La scelta della Deutsche Bank, peraltro gia’  oggetto di simili attenzioni da parte di Cleveland,  New York e Milwaukee, e’ stata motivata  secondo la procura di Los Angeles dal fatto che che la banca negli ultimi mesi ha pignorato 2000 case individuabili in grappoli concentrati in quartieri particolarmente disagiati. La banca tedesca naturalmente e’ solo una delle banche che si erano gettate a fare miliardi vendendo sui mercati finanziari i pacchetti derivati dai mutui fatti alla povera gente, un gioco cui parteciparono e’ ovvio, tutte le grandi banche americane. Le auguste istituzioni da un lato escogitavano le arcane formule matematiche necessarie a dissimulare la vera natura dei mutui spazzatura e “rivenderli” ai risparmiatori e dall’altro usavano agenti per adescare i debitori concedendo prestiti sotto mentite spoglie a gente che naturalmente sapevano non avrebbe potuto ripagarli (si arrivo’ ai disoccupati e agli immigrati clandestini). Chiaro e’ scandaloso che dopo il crac che ci hanno regalato  tante (tutte) siano 1. state riscattate con fondi pubblici  e 2. rimaste impunite; perfino societa’ recidive come la Countrywide, specializzata in aggirare poveri, neri e ispanici (in seguito acquistata da Bank of America). E’ chiaro che in tutta la faccenda furono, e sono sono, all’opera dinamiche di connivenza (fu scoperto ad esempio che mentre strozzinava famiglie working class la Countrywide concedeva mutui invece agevolatissimi ad esponenti politici come Christopher Dodd, capo della commissione bancaria del senato). Le iniziative come quella di Los Angeles contro la Deutsche sono azioni intraprese da amministrazioni locali  rimaste alle prese coi danni “collaterali”  del tracollo. Certo e’ possibile che sia meno politicamente problematico prendersela con una banca straniera ma a Los Angeles non escludono per esempio prossime simili azioni contro l’inglese  HSBC, la Bank of New York e la US Bank. Ad ogni modo bisogna dire il fatto che un poveraccio che vive a Watts per farsi riparare un soffitto pericolante dovrebbe cercare di farsi sentire a Francoforte semmai sottolinea il carattere trans-globale del superstato finanziario  che determina impunemente il destino degli individui.

sede della banca a Francoforte