closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Deutsche Ghetto

casa di Los Angeles di proprieta' Deutsche Bank

La citta’ di Los Angeles annuncia querela contro la Deutsche Bank per mancata manutenzione di centinaia di edifici nelle zone piu’ degradate della citta’. Nell’annunciare la denuncia il procuratore di LA ha chiamato la multinazionale bancaria di Francoforte il peggiore slumlord d’America, usando il termine che definisce i proprietari assenteisti di case popolari fatiscenti abbandonate se stesse. Una dinamica consolidata nei ghetti urbani, le periferie e le enclavi etniche di molte citta’ americane ed e’ abbastanza usuale che, nei casi piu’ lampanti, gli speculatori vengano indiziati di “proprieta’ dolosa”. Il caso DB e’ inususale perche imputato e’ per l’appunto un colosso finanziario, risultato della grande truffa subprime risultata nel collasso del mercato immobiliare. Il ricilaggio su piazze finanziarie di mutui spazzature sotto forma di pacchetti di investimento da parte di banche con la connivenza delle agenzie di rating rende, e’ vero, assai difficle determinare l’effettiva proprieta’ di edifici. Un residente metti di South Los Angeles quasi certamente ignora ad esempio che la catapecchia in cui abita, infestata dai topi e con le tubature a pezzi, appartiene tecnicamente ad una grande banca con sede a 15000km di distanza. Almeno fin quando questa non venga pignorata, come oggi avviene in continuazione, rivelando il proprietario ultimo dell’ipoteca riciclata: la banca garante che a questo punto ha ancora meno incentivo alla manutenzione di una proprieta’ “inutile”. La storia dettagliata dal Los Angeles Times qui e’ emblematica di una finanza globale costruita su un economia della poverta’ che ha provocato un implosione economica nell’ancora quasi completa impunita’.

ADDENDA

La scelta della Deutsche Bank, peraltro gia’  oggetto di simili attenzioni da parte di Cleveland,  New York e Milwaukee, e’ stata motivata  secondo la procura di Los Angeles dal fatto che che la banca negli ultimi mesi ha pignorato 2000 case individuabili in grappoli concentrati in quartieri particolarmente disagiati. La banca tedesca naturalmente e’ solo una delle banche che si erano gettate a fare miliardi vendendo sui mercati finanziari i pacchetti derivati dai mutui fatti alla povera gente, un gioco cui parteciparono e’ ovvio, tutte le grandi banche americane. Le auguste istituzioni da un lato escogitavano le arcane formule matematiche necessarie a dissimulare la vera natura dei mutui spazzatura e “rivenderli” ai risparmiatori e dall’altro usavano agenti per adescare i debitori concedendo prestiti sotto mentite spoglie a gente che naturalmente sapevano non avrebbe potuto ripagarli (si arrivo’ ai disoccupati e agli immigrati clandestini). Chiaro e’ scandaloso che dopo il crac che ci hanno regalato  tante (tutte) siano 1. state riscattate con fondi pubblici  e 2. rimaste impunite; perfino societa’ recidive come la Countrywide, specializzata in aggirare poveri, neri e ispanici (in seguito acquistata da Bank of America). E’ chiaro che in tutta la faccenda furono, e sono sono, all’opera dinamiche di connivenza (fu scoperto ad esempio che mentre strozzinava famiglie working class la Countrywide concedeva mutui invece agevolatissimi ad esponenti politici come Christopher Dodd, capo della commissione bancaria del senato). Le iniziative come quella di Los Angeles contro la Deutsche sono azioni intraprese da amministrazioni locali  rimaste alle prese coi danni “collaterali”  del tracollo. Certo e’ possibile che sia meno politicamente problematico prendersela con una banca straniera ma a Los Angeles non escludono per esempio prossime simili azioni contro l’inglese  HSBC, la Bank of New York e la US Bank. Ad ogni modo bisogna dire il fatto che un poveraccio che vive a Watts per farsi riparare un soffitto pericolante dovrebbe cercare di farsi sentire a Francoforte semmai sottolinea il carattere trans-globale del superstato finanziario  che determina impunemente il destino degli individui.

sede della banca a Francoforte
  • Benedetta

    Volevo postare ina brave nota di ringraziamento a Luca celada per il suo blog, ma apparentemente il semplice “Grazie Luca!” e’ troppo corto (?!?!)…. vediamo se funziona aggiungendo qualche linea in piu’: grazie Luca, da chi spesso ti legge…. :)

  • Methodologos

    Caro Celada, in effetti i suoi interventi sono sempre molto interessanti ( e tra i pochi autenticamente da leggere nella stampa online ). Ma questa volta, mi permetta, vedo nelle sue righe una carenza. Lei dà giustamente risalto alla notizia relativa alla denuncia contro la Deutsche Bank. Ma al contempo doveva, a mio parere, porsi un interrogativo ulteriore e più complessivo: perché il procuratore di L.A. (carica politica?) trova, guarda caso, proprio in una banca straniera la responsabile principale degli slums della città? Non è un buon modo di indicare un capro espiatorio estero di una situazione altrimenti tutta interna alle logiche liberiste nordamericane? Possibile che non ci fossero delle banche molto più vicine e forse molto più gravemente responsabili a cui “addentare le caviglie”?
    In altre parole, questa iniziativa – come molte altre – a me appare una risposta “nazionale” a una globalizzazione che su tanti altri piani si accetta acriticamente (quando torna utile). E anche la scelta delle due fotografie mi sembra, glielo confesso, un po’ troppo facile proprio perché banalizza la questione.

  • bozo4

    Da anni negli USA le leggi permettono alla finanza i suoi porci comodi alla faccia dell’ economia e dei ceti americani piu’ bassi. Ora la giustizia si muove e il colpevole che hanno trovato guarda caso e’ straniero … ma che coincidenza … forse l’ operato di “Deutsche” e’ stato illegale o almeno immorale pero’ … non saremo a livello di Sacco e Vanzetti ma mi sa che in Europa non siamo gli unici a diventare xenofobi.

  • Methodologos

    Caro Celada, grazie per la precisazione.

  • am

    buonasera. a proposito delle operazioni finanziarie relative le cartolarizzazioni dei mutui e i relativi cds, sono stati pubblicati su propublica degli interessanti approfondimenti basati principalmente sulle attività del fondo magnetar e più in generale sulle dinamiche che hanno contribuito al crack immobiliare