closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Detroit Dentro

url

Il lancio di Low Winter Sun  e’ previsto domenica su AMC, subito dopo la prima puntata dell’ultima serie di Breaking Bad, la serie cult che si appresta a lasciare legioni di fedelissimi cultori in acuta astinenza da Walter White e la sua metanfetamina. Sun e’ (l’ennesimo) adattamento di una serie nordeuropea (inglese) per un palinsesto cable americano; l’originale era una miniserie in due parti su poliziotti corrotti di Edimburgo, la versione USA e’ una maxiserie  che trapianta i protagonisti  sull’incomparabile sfondo di Detroit, regina sfiorita del Rust Belt, capitale della deindustrilaizzaione e citta’ simbolo del degrado sociale e umano nell’era della nuova poverta’. Gli abitanti, orfani ormai del progresso e della modernita’ si aggirano come fantasmi nella loro terra di nessuno e come spettri si muovono anche gli agenti del commissariato centrale del Detriot PD,  guardiani di un ordine costituito ormai  annientato. Come per i piazzisti di Glen Gary Glen Ross il loro lavoro e’ diventato una pantomima in cui dissimulano la profondita’ del loro fallimento, la loro Detroit interiore. La figura che unisce la serie al precursore britannico e’ Mark Strong un attore che utimamente e’ un po’ dappertutto, solo negli ultimi paio di anni lo abbiamo visto in Kick-Ass, Robin Hood, Garda, The Eagle, Tinker Taylor Soldier Spy e Zero Dark Thirty e scusate se e’ poco. Questa nuova serie potrebbe parcheggiare la sua faccia da Italiano triste (nome originale da figlio di padre italiano e e madre asutriaca cresciuto a Londra: Marco Giuseppe Sallussolia) nei salotti d’America ogni settimana e fare per lui quello che la cable fiction ha fatto per Ryan Cranston, e James Gandolfini. Il suo detective Frank Agnew, che in apertura della storia,  ammazza assieme al partner un collega corrotto e violento,  e’ certamente l’ultima antieroica incarnazione dei personaggi che hanno scritto le pagine migliori del revival televisivo degli ultimi anni. Se Walter White scatena una entropia morale nascosta dietro le auiole tosate della suburbia del New Mexico, Frank incarna e amplifica il disastro urbano che lo circonda, ma come per Walter, dopo il peccato originale, si avvita in un inesorabile spirale discendente che rischia di ighiottirlo. L’impianto e’ quello di un solido polizieso dark con sbirri marci degni del Cattivo Tenente o il Lercio di Irvine Welsh; quello che pesa su Sun semmai e’ come  l’ansia di cavalcare un filone, il tentativo troppo palese del network di trovare una sostituto per Breaking Bad. C’e’ il rischio ormai cioe’ di una serializzazione dell’aniteroe e di passare da un giustificato ethos del degrado ad un estetica gratuita dei bassifondi (ruin porn la chiamano i cittadini esasperati di Detroit). Aspettiamo con ansia di vedere gli episodi successivi augurandoci di cuore che non sia cosi’.