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FranciaEuropa

Destra e estrema destra unite contro le biblioteche

L’ultimo episodio della nuova battaglia della scuola che si sta svolgendo in Francia è la caccia al libro per bambini nelle biblioteche pubbliche. Alcune biblioteche hanno ricevuto mails, altre hanno dovuto far fronte a persone che hanno cercato di fare pressione sui bibliotecari. Un sindaco ha ceduto e spostato in alto dei libri per bambini giudicati inapprorpriati. Di cosa si tratta? Sono dei libri per bambini piccoli accusati di trasmettere la cosiddetta (e inesistente) “teoria di genere”. La battaglia è nata all’estrema destra, con il Printemps français, l’ala radicale delle manifestazioni contro il matrimonio gay. Il presidente dell’Ump, Jean-François Copé, ha ripreso la battaglia e domenica è andato in tv con in mano un libro illustrato di una quarantina di pagine, pubblicato qualche anno fa e destinato ai bambini intorno ai tre anni: “Tous à poil!” è il titolo (tutti nudi). Il libro, che da domenica è schizzato nei primi posti delle vendite grazie alla pubblicità di Copé, vuole semplicemente spiegare che tutti sono eguali, al di là dei ruoli sociali. L’editoria francese si è da tempo impegnata molto sui libri per bambini che, come spiega Sylvie Vassallo, direttrice del Salon du livre de la jeunesse della Seine-Saint-Denis, “passano sempre attraverso delle storie minori per abbordare le grandi storie della letteratura: la conoscenza di sé, l’amore, l’amicizia, la morte, ecc.”.  Un’alleanza tra ultraconservatori cattolici e musulmani è partita all’attacco dell’ABCD dell’eguaglianza, un programma per trasmettere i valori dell’eguaglianza nella materna e alle elementari. Dei genitori, manipolati con false informazioni (a scuola verrebbe insegnata l’omosessualità, addirittura la masturbazione e altre sciocchezze del genere) non mandano i bambini a scuola da qualche lunedi’, per protestare in nome del principio che l’educazione deve essere lasciata ai genitori mentre la scuola deve solo insegnare a leggere, scrivere e contare.

A tre mesi dalle elezioni municipali, la destra – spiazzata dalla politica economica di Hollande, che ormai non si distingue troppo da quella della presidenza Sarkozy – ha trovato il terreno dei “valori” per dare battaglia. Ma questa volta sembra che il ministro dell’Educazione nazionale, Vincent Peillon, non abbia intenzione di cedere contro questa offensiva contro i valori della scuola, dalla laicità all’eguaglianza (come invece ha fatto il primo ministro, che ha ritirato precipitosamente la riforma sul diritto di famiglia, dopo una manifestazione di destra estrema, che accusava il governo – falsamente – di voler estendere il diritto alla procreazione medicalmente assistita alle coppie di donne e il ricorso all’utero in affitto, che è fuorilegge per tutti in Francia, alle coppie di uomini).