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Antiviolenza

Denuncia dopo 20 anni di botte e la stampa parla ancora di “raptus”

È così, la maggioranza delle donne denuncia il proprio compagno, marito, partner, dopo anni di maltrattamenti, botte e violenza, solo quando vede in serio pericolo i figli e le figlie. Non è un fatto nuovo che una madre “resista” alla violenza domestica, diminuendo così anche la percezione  della gravità e del pericolo della situazione che sta vivendo, denunciando il marito solo quando vede la possibilità di danno verso i figli. Solo quando la prole rischia di essere seriamente coinvolta, la donna sceglie di non salvaguardare più “la famiglia” reagendo alla dipendenza, sia essa psicologica o economica (o entrambi), dall’uomo prendendo così la decisione di uscire dall’incubo. È successo ieri, a Roma, in zona Monteverde, dove una donna che da 20 anni subiva le violenze del marito, si è decisa a denunciare l’uomo con cui viveva e che aveva minacciato di uccidere anche il figlio maggiore. I giornali hanno scritto che “al culmine di una lite, quando l’uomo, in preda a un raptus l’ha picchiata con violenza afferrandola per il collo, in sua difesa è intervenuto il figlio 16enne della coppia, che però è stato a sua volta pestato e scaraventato a terra. Poi l’uomo si è diretto in cucina, ha preso un coltello e ha tentato di scagliarsi verso il figlio e la donna. Solo allora è arrivato il coraggio e la presa di coscienza del reale pericolo”. Parlando di un compagno “malato”, di “raptus”, di “momento di follia”, non si capisce che non solo si è ignoranti, nel senso che si “ignora” la situazione vera e propria perché in 20 anni ci sono parecche cose da valutare, ma anche che per stabilire lo stato patologico di una persona e l’incastro che si può produrre tra due persone in un arco di tempo così ampio, ci vogliono esperti. La cosa assurda è che, pur lanciandosi in diagnosi su sconosciuti e su situazioni in cui ci vorranno anni per capire e districare la questione, si omette di dire, basandosi sui fatti, una cosa molto semplice: ovvero che un uomo che da venti anni picchia e maltratta la donna con cui vive, è prima di tutto un uomo violento, senza contare che ridurre a “eccessi di ira” un reato, su cui poi si vedrà lo stato psicologico della coppia, è una gravissima mancanza. Un dramma che colpisce non una ma tantissime donne, anche quelle che stanno insieme a uomini “normali”.