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losangelista

Democrazia Gassata


Un istruttivo articolo del Los Angeles Times e’ una lezione sul potere degli interessi industriali nella democrazia americana, in questo caso la lobby delle bollicine zuccherate. La storia riguarda una delle inziative connesse alla riforma della salute messa in cantiere dall’amminsitrazione Obama,  una in particolare che sembrava l’uovo di Colombo. Una tassa sulle bibite gassate che avrebbe contribuito  a finanziare la previdenza e scoraggiando allo stesso tempo l’uso massiccio che gli Americani fanno dei soft-drinks, un delle cause dell’epidemia di obesita’. In un paese con oltre un terzo dei cittadini (in gran parte bambini) sovrappeso l’assunzione di liquidi zuccherati con le bollicine e zero valore nutritivo e’ una pandemia alimentata ad arte da un’industria con un’efficenza da far invidia ai fabbricanti di sigarette. Ogni Americano in media beve 170 (centosettanta) litri all’annoo di bibite artificialmente colorate e aromatizzate con aggiunta di industriali quantita’ di zuccheri – solitamente sotto forma dell’ubiquo sciroppo di mais modificato – unita’ di base di quasi tutta l’alimetazione industriale (insuperata a questo riguardo la lettura di Michael Pollan il suo “Omnivore’s Dilemma“). Bottiglie, lattine e speciali contenitori ‘da viaggio’ sono compagni inseparabili della giornata di milioni di americani in ufficio, in auto e a passeggio. Un’assuefazione promossa e gestita dalle multinazionli produttrici solite ad esempio procurarsi nuovi clienti obbligando scuole elementari a firmare contratti capestro per la vendita della loro marca nelle mense in cambio di contributi alle anemiche casse scolastiche. E’ il mercato bellezza. La proposta di legge caldeggiata da medici, amministratori e Michelle Obama che della riforma alimentare ha fatto un cavallo di battaglia personale, sebrava insomma un ottima idea – uno studio a Yale ha calcolato che il consumo di bibite sarebbe sceso del 23% e la tassa avrebbe generato $50 miliardi in dieci anni. Ottima cioe’ tranne che per i mercanti di acqua zuccherata che in allenza con colossi dell’alimentazione fast come McDonalds hanno costituito “l’associazione degli americani contro le tasse sugli alimenti” e lanciato un campagna di “sensibilizzazione” a suon di milioni ben distribuiti a politici e associazioni di categoria che coincidentalmente hanno cominciato a ritirare il proprio appoggio e i propri voti. Perfino l’associazione dei medici ispanici – comunita’ particolarmente colpita da obesita’ e diabete– si e’ tirata indietro dopo aver incassato $10000 dalla American Beverage Association. Altra beneficiaria della disinteressata beneficenza dei bibitari e’ la American Academy of Family Physicians e esattamente come i fabbricanti di sigarette l’industria sponsorizza regolarmente studi scientifici “favoreoli” atti a  controbilanciare le schiaccianti prove sullla nocivita’ delle bibite. Ah, si, la legge: dopo la pioggia di dollari e  defezioni a catena in parlamento e’ stata defenestrata.

  • Alan Ross

    Grazie per il link all’interessante libro di Pollan, che non conoscevo.

  • http://www.yesmoke.eu alberto

    E’ quello che succede da noi con le sigarette: le multinazionali hanno comperato l’intero mercato italiano, hanno chiuso le fabbriche, e licenziato i dipendenti. Negli anni ’90 il 95% delle sigarette fumate in Italia erano prodotte in Italia, oggi si produce solo più l’1%. Un mercato da 14 miliardi all’anno di entrate fiscali totalmente in mano straniera, inclusa la distribuzione! Come se non bastasse nel 2005 i nostri politici servi, per non alzare le tasse, hanno messo il prezzo minimo delle sigarette, che regala quasi 2 miliardi all’anno alle multinazionali. Dulcis in fundo, le multinazionali hanno smesso di pagare tasse in Italia (basta vedere i bilanci).