closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Delitto e Castigo Inc.

prison-hands-x1

Gli Stati Uniti detengono il record mondiale assoluto dei carcerati: due milioni e trecentomila detenuti su un popolazione di 300 milioni ovvero un tasso di 751 detenuti  per ogni  100000 cittadini che distacca di buona misura i seondi in classifica (Russia: 627/100000),  mentre la media mondiale e’ 125/100000 (un sesto di quella americana). Significa che un paese con il 5% della popolazione mondiale detiene un quarto di tutti i carcerati del mondo. Solo in California, Stato con una popolazione di 34 milioni sono 755000  le  persone in carcere o in liberta’ vigilata.  L’esplosione demografica dei carcerati e’ avvenuta in gran parte negli ultimi 30 anni, come conseguenza della war on drugs inaugurata da Reagan; nel 1980 erano 40000 i carcerati che  scontavano pene per uso, detenzione o spaccio di stupefacenti, oggi sono oltre mezzo milione,  effetto dell “tolleranza zero” implementata dalle forze dell’ordine in base a leggi sempre piu’ severe e “punitive” propugnate dai moltissimi uomini  politici (e giudici) che hanno capito che l’uso della demagogia populista “anticrimine” era il modo piu’ certo per farsi eleggere. Un infelice convergenza insomma di giustizialismo “calvinista” e opportunismo politico che ha dato luogo all’escalation inarrestabile del ‘complesso industriale-carcerario’. Le prigioni sono divenatate una growth industry, spesso unica fonte di impiego e sviluppo per hinterland disagiate, i sidacati delle guardie carcerarie sono potenti lobby corporative e il settore delle prigioni private e’ pure lui in boom. Oltre al business, il quadro di una ‘cultura penale’ basata su una indole manichea e “punitiva” (esistono studi che rilevano la maggiore propensione carceraria dei paesi anglosassoni) e la sua strumentalizzazione (espressa nelle popolarissime leggi 3 strike che impongono automaticamnte lunghissime condanne alla terza infrazione, comprese quelle non violente).