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in the cloud

Un delirio, ma in parlamento non vale la prova tv

di Andrea Fabozzi

Quattro minuti di pura follia scolpiti nei byte. Rosa Angela Mauro è in trionfo nella rete, dove però si sospetta che la prestazione sia da invalidare per doping. Il presidente del senato l’ha invalidata per altre ragioni: tumulti sugli spalti. Travolgendo regolamenti e buon senso. Eppure il filmato è nitido e l’audio squillante.

Diciassette votazioni fast and furious inframmezzate da urla contro le opposizioni e dal classico «vergogna». Dieci emendamenti bocciati. Tre emendamenti dichiarati inammissibili – se era follia c’era anche del metodo. Ma quattro emendamenti inequivocabilmente «approvati», quando ne basta uno per affondare la riforma dell’università. Purtroppo in senato non vale la prova tv.

«Rosi Mauro vota da sola poi sospende la seduta» commentano su twitter. Su Youtube il video ha già pacchi di commenti, non piacevoli, quando a tarda sera gli uffici del senato diffondono il resoconto stenografico della seduta. È tutto una «vibrata protesta» e «lancio di fascicoli».

Rivedendola alla moviola ai margini dell’inquadratura si scorgono il vicesegretario generale del senato, Giuseppe Castiglia, e la direttrice del servizio assemblea Elisabetta Serafin che provano a contenere la vicepresidente Mauro. Le mettono una mano sulla spalla, ma lei continua a bocciare emendamenti da sola, a raffica. E quel che è peggio, ad approvarli. Poi sospende quando è troppo tardi.

Ma troppo presto perché Pd e Italia dei Valori capiscano che hanno in tasca quattro emendamenti approvati. Per cui sono loro a chiedere a Schifani di ripetere le votazioni. Barattando un’ora di ostruzionismo con quello che sarebbe stato il colpo mortale per la legge, il ritorno alla camera. Schifani torna alla poltrona di presidente scortato dal segretario generale titolare, Antonio Malaschini. Incassa il sostegno di quei responsabili del terzo polo e fa passare la ripetizione del voto, contro Pd e Idv che a quel punto hanno cambiato idea.

Caso eccezionale: una votazione si può ripetere solo nell’immediatezza del primo voto – di un voto, non di diciassette. Come aveva ricordato poco prima in aula proprio Rosi Mauro.

Infatti durante la mattina di quella che sembrava una giornata tranquilla, il senatore Pedica dell’Idv aveva ripreso con il telefonino il ministro Bondi che allegramente dai banchi del governo votava per il collega Sacconi, assente. Voto irregolare, ma irripetibile secondo l’allora inflessibile Mauro perché nel frattempo – mentre la prova video si diffondeva sui siti internet – si era andati avanti con le votazioni.

Un pasticcio, neppure il solo. Perché scaduto il tempo della vicepresidente leghista – vicepresidente perché Bossi non riuscì a farla ministra – tornata la Mauro tra i banchi della Lega, in aula si è alzata la ministra Gelmini. Per spiegare che effettivamente la legge bisognerà cambiarla, ma non in parlamento, non adesso. Per oggi basta.

da www.ilmanifesto.it – uscito sul manifesto del 22 dicembre 2010