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FranciaEuropa

Défense: Sarkozy jr rinuncia (per il momento)

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Costretto dalla polemica crescente, il figlio di Nicolas Sarkozy, Jean, 23 anni e fuoricorso al secondo anno di legge, ha rinunciato a pretendere la carica di presidente dell’Epad, l’ente che gestisce la Défense, il più grande quartiere d’affari d’Europa. Ieri sera, al tg delle ore 20 di France 2,  Sarkozy junior ha annunciato la decisione, denunciando al tempo stesso “una campagna di strumentalizazione e disinformazione”. Oggi sarà comunque eletto, dai suoi pari, a un posto di rappresentante del dipartimento degli Hauts de Seine nell’Epad. Invece, il 4 dicembre, non si presentarà candidato alla sua presidenza. Per il momento, il figlio rinuncia, ma afferma che la sua “candidatura era legittima”, per far sapere che, più avanti, tra un anno, quando la ristrutturazione delle strutture amministrative della zona della Défense voluta dal padre (con un ampliamento considerevole del territorio interessato, a scapito dei comuni limitrofi) sarà messa in atto, potrebbe ripartire alla conquista del posto-chiave di presidente di un ente che gestisce centinaia di milioni di euro e che rappresenta, per i Sarkozy, un feudo politico-economico di primo piano, che ha già permesso al padre di gettare le fondamenta della sua ascesa politica. Tanto più che, con la rinuncia di Jean Sarkozy, non sarà facile trovare tra gli amministratori dell’Epad una personalità adatta alla carica per la presidenza (il Ps propone una presidenza a rotazione, tra i sindaci dei comuni rappresentanti in consiglio di amministrazione).

Jean Sarkozy assicura di aver preso la decisione da solo, di averne parlato a Nicolas Sarkozy come “padre”, non come “presidente”. Ma è evidente, per tutti i commentatori, che la decisione è stata presa all’Eliseo. Da più di due settimane la polemica infuriava, contro un atto considerato “nepotista”, contro una scelta di un giovane considerato “incompetente” per la carica. Oggi, era stata organizzata via sms una manifestazione alla Défense, contemporanea alla riunione del consiglio generale a Nanterre: cetinaia di giovani avrebbero dovuto mostrare il proprio diploma per chiedere un lavoro il 4 dicembre. Ieri, c’era stata un’altra manifestazione improvvisata: decine di persone con una banana in mano, usata come un telefono, per significare che la Francia di Sarkozy si stava trasformando in una Banana Republic, con il nepotismo come pratica al posto della meritocrazia proclamata, a parole, anche dal presidente. L’opposizione ha protestato, l’opinione pubblica era indignata, e persino nella maggioranza lo scontento non poteva più venire nascosto, poiché, in un periodo di crisi quando è diffcile per i giovani super-diplomati trovare un lavoro, l’arrivo di Jean Sarkozy in un posto di responsabilità era considerato un vero e proprio scandalo. Sarkozy, che da due anni e mezzo regna come un monarca, ha dovuto fare marcia indietro. E’ la prima volta. Ma ha avuto paura delle consegunze elettorali, a pochi mesi dalla regionali. Sarkozy è stato “costretto a inviare suo figlio alla ghigliottina per preservare il suo regime” scrive Libération.