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losangelista

Davy Jones 1945-2012

Notiamo tardivamente la scomparsa di Davy Jones “leader” dei Monkees la falsa band diventata vero fenomeno musicale a cavallo fra il 1966 e il 1970. Inventata all’epoca da Bob Rafelson e Bert Schneider per capitalizzare sulla Beatlemania il complesso venne creato scegliendo i quattro pseudo-Beatles da oltre 400 provini per una sitcom della NBC che scimmiottava, appunto, i film dei 4 di Liverpool in salsa americana, a meta’ fra Hard Day’s Night e Scooby Doo.  Fra questi il 18enne Jones giunto in California da Manchester in cerca di lavoro come attore. La pseudo-band cavalco’ la moda di Liverpool con successo inatteso diventando “vera” band quando le canzoni appaltate a molti autori dell’epoca (far questi Neil Diamond, Carole King e Harry Nillson) cominciarono a piazzarsi ripetutamente sulle charts grazie vendite milionarie. Scherniti come “prefab four” i Monkees impararono a suonare malgrado se stessi contribuendo al canone pop canzoni come Mary, Mary, Pleasant Valley Sunday,I’m a Believer e Steppin Stone. Un fenomeno insomma che ruppe gli argini “mediatici”,  mutando, non del tutto volontariamente, in happening situazionista, posizionato a meta’  fra prodotto artificioso e l’autentico  fermento controculturale dell’epoca con disonvoltura oggi difficilmente immaginabile.  Un oggetto capace di trascendere la sfera pop/kitsch che l’aveva concepito anche perche’ dietro c’era l’idea di Rafelson regista di Five Easy Pieces e titolare della Raybert  productions che negli stessi anni produsse Easy Rider. Poprio Rafelson quando la parabola Monkees volgeva gia’ al termine ne fece i protaginisti di Head film psichedelico sperimentale a cui parteciparono fra gli altri Nicholson, Victor Mature, Teri Garr, Sonny Liston, Dennis Hopper e Frank Zappa. (sopra: Zappa in Head consiglia a Jones di concentrarsi un po’ di piu’ sulla musica “che la gioventu’ d’America conta su di te”)