closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Popocatépetl

Dare a Dio quel che è di Cesare

Il viaggio pastorale di papa Ratzinger in Messico (23-26 marzo), oltre a costituire un’aperta intromissione in un proceso elettorale in corso, ha finito per dare il colpo di grazia a quel che restava dello stato laico. E la sua messa domenicale ha messo letteralmente in ginocchio i tre candidati presidenziali.

i candidati di Prd, Pan, Pri

A pochi giorni dall’inizio ufficiale della campagna per le elezioni generali del primo luglio, la prima visita di Benedetto XVI in  Ispanoamerica  è caduta in un momento delicato – drammatico e cruciale insieme – della storia recente del Messico.

Approfittando degli ultimi otto mesi di governo del Pan, il partito della destra clericale che si prepara a fare le valigie dopo due sessenni al potere, il papato porta a casa un ricco bottino: una riforma costituzionale chierichetta, un recupero di privilegi che si credevano perduti per sempre, un posizionamento sulle chiese concorrenti e perfino la restituzione al pontefice di un ruolo medioevale di king maker. Papa Ratzinger non poteva volere di piú.     

Atterrato alle ore 16 di venerdí nel Pastore 1, un Airbus  dell’Alitalia, il pontefice é stato accolto nell’aeroporto del Bajío dal presidente Calderón e consorte, dal governatore dello stato di Guanajuato, da una folta rappresentanza politica e dagli alti gerarchi della Chiesa messicana. Città del Messico è stata evitata non tanto perché è governata da un’amministrazione di sinistra ma, hanno spiegato i portavoce vaticani, per riguardo alla salute del papa. La scelta del luogo dell’incontro è significativa: Guanajuato è il nido storico del cattolicesimo controrivoluzionario, dove alla fine degli anni ’20 i preti – poi santificati da Giovanni Paolo II nel 2000 – incitarono i fedeli a prendere le armi contro “la Rivoluzione atea” e si macchiarono spesso di atrocità in nome di Cristo Re nel corso di quella che passò alla storia come la “guerra cristera”.

Un onore alle armi, dunque, da parte di papa Ratzinger, che ha sorvolato in elicottero il monte del Cubilete, dove una gigantesca statua di Cristo Re ricorda l’inizio delle azioni armate controrivoluzionarie del clero messicano. Un gesto leggermente contraddittorio, visto che nel suo incontro con Calderón il papa ha lamentato la proliferazione delle armi e condannato in più occasioni la violenza.

"Che carino il presidente che mi ha fatto trovare 50mila croci!"

Ma non è stata l’unica contraddizione. Benedetto XVI ha ricevuto otto vittime della violenza accuratamente selezionate – erano tutte vedove o familiari di persone uccise dai narcos, nessuna dalle forze dello stato – ma non ha incontrato neanche una vittima delle violenze sessuali dei preti pedofili, primi fra tutti gli ex-seminaristi dei Legionari di Cristo, presenti a Guanajuato, violentati quando erano adolescenti dal famigerato padre Marcial Maciel, il fondatore dell’ordine protetto da cinque papi.

 Quindicimila poliziotti nelle cittá di Silao, León e Guanajuato per proteggere il papa, 80mila giovani volontari pronti a cordonare il percorso della papamobile, 300mila ostie preparate dalle monache di clausura per essere distribuite in dieci minuti, 650mila persone alla messa di domenica – secondo le autorità locali, ma il Vaticano si accontenta di mezzo milione. Grandi numeri in apparenza. In realtà, l’afflusso dei fedeli è stato minore del previsto: Benedicto XVI ha molto meno appeal di Juan Pablo II. Tutte le vignette satiriche dei quotidiani accentuano il ghigno del suo sorriso.

Il papa visto da Hernández
“Progressista” a Cuba, dove si aspetta che pronunci un’esplicita condanna dell’embargo statunitense, papa Ratzinger ha allineato e disciplinato l’intera classe politica in Messico: la modifica di due articoli costituzionali, che si sta cucinando nel Senato, introdurrà come un bulldozer un concetto di “libertà religiosa” che significa insegnamento di dottrina nelle scuole, presenza politica del clero, concessione di stazioni radiotelevisive e così via. Dallo stato laico di Benito Juárez, che con le leggi della Riforma nel 1857 ridusse drasticamente il potere della Chiesa, si approda così alla repubblica talibana del Pan, il partito di obbedienza vaticana attualmente al potere. E con l’approvazione di tutta (o quasi) la classe politica.

I tre principali candidati alla presidenza – Enrique Peña Nieto del Pri, Josefina Vázquez Mota del Pan, Andrés Manuel López Obrador della coalizione di sinistra – hanno assistito alla messa domenicale celebrata dal papa, ugualmente desiderosi di cavalcare la religiosità popolare. La presidenza val bene una messa!      

Solo per dare un’idea dell’aggressività politica della Chiesa in Messico: in risposta all’amministrazione di Città del Messico  che con Marcelo Ebrard nel 2007 aveva fatto approvare la depenalizzazione dell’aborto nella capitale, ben 19 stati messicani – su 32 – hanno votato, per iniziativa del Pan con la complicità del Pri, la sua criminalizzazione. Ma l’indurimento della Chiesa non si sta rivelando produttivo, al contrario. Sebbene i dati ufficiali indichino che i fedeli cattolici superano ancora l’80 per cento della popolazione, le chiese evangeliche guadagnano sempre più terreno.

C’è anche chi ha alzato la voce contro le ingerenze clericali. Sia a Guanajuato che a Città del Messico, in occasione della visita papale, le femministe hanno gridato, prima di essere cacciate a spintoni dai Papa boys :“¡Saquen sus rosarios de nuestros ovarios!”,(togliete i vostri rosari dalle nostre ovaie).

E Anonymous ha bloccato la pagina internet del Vaticano e quella dell’episcopato messicano con una foto del papa macchiato di sangue e la scritta:“Gesú amava i bambini, il Papa protegge chi li violenta. Gesú era povero, il Papa ammassa fortune. Gesú predicava la pace, il Papa benedice i dittatori e le guerre. Gesú viaggiava a dorso d’asino, il Papa in una papamobile blindata.”

  • danilo

    Quanto vi rode a voi comunisti il fallimento del laicismo, dell’intolleranza religiosa, del vostro modello di società violento e repressivo! Quanto vi rode che un papa venga accolto con tanto calore da quei popoli che avrebbero dovuto essere liberati a forza di violenza, ideologia materialista e bugie varie!
    Negli anni ’60 Cuba esportava guerriglieri. Fra pochi anni esporterà missionari che porteranno il Vangelo lì dove i guerriglieri volevano portare il marxismo con le armi. Quanto vi rode!

  • alvise

    Qunado si parla dell’ideologia comunista, i compagni sanno ben distinguere l’idea dal comportamento di questo o di quello.
    Quando invece si parla di cristianesimo l’incapacità a distinguere tra uomini e Fede diventa accecamento.
    L’articolo di cui sopra ne è un classico esempio.

    In un Messico che conta decine di migliaia di morti a causa delle lotte tra bande di narcos e dove le istituzioni laiche falliscono per la corruzione, cosa resta alla gente ?

    Il pezzo mi pare più un discorso d’invidia per come la Chiesa sta avendo successo, che un report della visita.
    Del resto anche in Unione Sovietica la Chiesa ortodossa, sopravvivendo a 70 anni di ateismo, “ha vinto”. Perchè non in Messico o a Cuba?

  • Gromyko

    La speranza che un terzo, non ben definito nè definibile, ci salvi è viva in molti uomini.
    Molti di quelli che ravvivono quella speranza lo fanno perchè gli viene del bene, un potere, una cima di una anche piccola piramide ma comunque una cima.
    La chiesa non pare all’attualità in grado di dare o suggerire soluzioni, le vittime della pedofilia vanno ignorate, gli aborti idem, le violenze sono risolvibili non con la messa in non capacità di ledere del violento ma nel far tacere chi subisce violenza; idea questa comune a molte religioni che invece di dare ausilio al leso da violenza lo invitano al perdono inteso come dimenticanza ed assoggettamento alla violenza.
    Il Messico non è con un aumento della cristianità che risolverà i suoi problemi come non lo è per uno stato assoggettato per anni all’embargo, altre sono le strade che portano a dio, quello vero e non quello che fà la mano sx non deve saperlo la dx, oppure quello del: “ascolta quello che dico e non guardare quello che faccio”!
    La chiesa come tutto il sitema del profitto è inserito in un canale discendente ed umiliante per la civiltà umana.

  • carlo

    @Gromyko
    E’ un grave errore pensare che la Chiesa sia composta solo dai preti.
    Se così fosse, non si capirebbe come mai sia in piedi da 2000 anni.

    Non so se la Chiesa sia in un canale discendente, dal momento che è sopravvissuta al crollo delle ideologie.
    Il suo compito, come quello di tante altre religioni, è ricordare all’uomo da dove viene e dove andrà.

    C’è chi la ascolta (non necessariamente fin da piccolo) e chi la travisa.
    Il perdono che il cristianesimo propone non è dimenticanza (Gesù morendo disse : Padre perdona, perchè non sanno quello che fanno”) e nemmeno accettazione della violenza (S. Paolo è spesso criticato per aver scritto a favore del “tirannicidio”).
    Di sicuro ha fallito uno dei suoi compiti : spiegare meglio il suo messaggio agli increduli.

  • danilo

    @Carlo
    L’espressione “Di sicuro ha fallito uno dei suoi compiti : spiegare meglio il suo messaggio agli increduli” è evidentemente tautologica.
    Avrà pure tanti difetti la Chiesa, ma se si considera che Gesù ha detto che dev’essere “il sale della terra” (e non che tutta la terra dev’essere salata) e che lo stesso Gesù non ha promesso che persecuzioni e tribolazioni ai suoi fedeli, il successo di qualcosa che- partita da poche centianaia di fedeli – ha resistito a farisei, sadducei, romani, ariani, arabi, turchi, luterani,giacobini, comunisti, laicisti, nazisti e ad altri che ho sicuramente dimenticato, e che è in piena espansione nel mondo nonostante le persistenti persecuzioni, è indubbiamente innegabile. Non ci sono nella storia fenomeni paragonabili di affermazione.
    E questo ai comunisti rode da morire.

  • Gromyko

    Egr Carlo,
    la chiesa è composta da uomini.
    Tutte le aspettative (credenze) dell’uomo vivono dalla nascita o creazione dell’uomo assieme a lui come la sua ombra, chi non spera (crede) in un futuro con un mondo migliore, privo di ingiustizie, sicuro, equilibrato in cui gli uomini si rispettano ed aiutano e non si sfruttano?
    Gli stolti, i “saziati” dall’ingiustizia?
    Forse, ma chi non lo è cerca quella strada e quella strada avvicina a correnti filosofiche di vita e speranza di cui una sono le religioni e l’altra è la scienza.
    Quel che è certo è che sovente chi si trova investito di tale responsabilità, di tale ricerca di speranza da parte degli uomini non risponde in modo consono, limpido, sincero, vero e percorre quella strada che và contro la speranza, contro i principi dei quali si dice portatore.
    Anche la chiesa oggi risponde all’uomo come tutti gli altri, la base filosofica si è affievolita e gli uomini si stanno disperdendo facili prede dell’avidità e della rapacità di pochi!

  • http://hotmail.com sergio

    sergio scrive
    a Carlo
    E´certo che la chiesa non e´solo composta da preti, in effetti la chiesa e´
    un potere raffinato (economicamente e mediaticamente potente) dove i preti con la recitazione continua delle verita´della chiesa – paradiso per i “buoni” inferno pèr i “cattivi”riesce ad esercitare un controllo di massa sulle coscienze (la solita storia della paura come forma di manipolazione).
    La chiesa e´solo e soltanto questo :”POTERE”, la fede eventualmente e´altra cosa e sicuramente non necessita della chiesa e dei suoi officianti.
    P.S. solo per precisare, vivo in messico e´il viaggio del papa alla fine no n e´stato quel successo di massa come e´stato descritto dalle televisioni locali e dalla maggior parte dei periodici.

  • carlo

    @sergio
    Per chi non ha una fede è facile pensare che un’organizzazione religiosa sia solo un centro di potere. Un ragionamento che vale per la Chiesa cattolica, come per quelle Protestanti e anche per le musulmane o ebraiche ….
    Per chi invece ha avuto e coltiva una fede – anche qui senza distinzione di credo – è molto di più di un’organizzazione.

    Tra le altre cose “di più”, c’è una visione che manca all’incredulo.
    Non che sia un problema recente, anzi.
    Lo affrontò S. Paolo, quando confutò le ragioni dei manichei , i quali sostenevano che un prete, in quanto essere umano imperfetto, non avrebbe mai potuto amministrare i Sacramenti, se avesse commesso una colpa.
    Lui sostenen invece che la Grazia che riceviamo attraverso un Sacramento non è del prete, ma viene da Dio. Il sacerdote è solo un mezzo e in quanto tale non è quest’uomo-peccatore che ne toglie o ne arricchisce l’efficacia. (Per uno che vive in Messico, questa proposizione dovrebbe ricordarle la trama di un romanzo di Graham Greene : “Il Potere e la Gloria”, con un prete nel Messico rivoluzionario)

    Se non si approfondiscono le ragioni filosofiche e la profondità delle esperienze spirituali che ogni religione affronta, non restano che i ragionamenti suoi, caro sig. Sergio.
    E tanto meno si può comprendere e quindi essere in vondizione di dare una risposta alla radicale forma religiosa del kamikaze islamico.

    Detto in parole più abbordabili : chi mai oserebbe sanzionare con un suo drastico giusdizio un’opera d’arte moderna (musicale o pittorica…) se prima non si sentisse sicuro del fatto suo , avendo studiato qualcosa della storia dell’arte.

    Non pensa nche lei, sig. Sergio, che lo stesso valga anche nel campo delle religioni ?

  • Alessandro

    Questa mail vuole essere anche un omaggio a Gianni che non vedo da molti decenni.
    Non conosco con precisione al situazione sociale e politica del Messico, ne la politica che i cattolici perseguono in quel Paese. So però che il Messico é uno di quei paesi sul quale si dovrebbero accendere con maggiore attenzione i riflettori dell’informazione soprattutto in Europa.
    Il Messico con i paesi centroamericani é fondamentale nell’equilibrio geo-eco-politico del continente americano e probabilmente planetario, e immagino che la complessità dei problemi che deve affrontare non possa minimamente essere compresa dall’interno di un conflitto ideologico tra laici e credenti, almeno non nei termini che evinco dai commenti già pubblicati. Penso che Gianni descriva e viva dall’interno la difficile e contraddittoria situazione dei Cattolici in quel paese da secoli, come del resto in tutta l’America Latina, soprattutto verso quel depauperamento dei saperi locali che molti, dall’una e dall’altra parte denunciano da sempre. Penso però, che non possiamo modificare la situazione (se questo fosse il problema?) solo trasferendo i nostri conflitti interni su più ampi campi di battaglia. Oggi noi assistiamo ad un enorme mutamento nelle stesse strutture del pensiero, dove la comprensione dei problemi, piccoli o grandi che siano, devono essere capaci di spostarsi dal locale al globale tenendo in se con forza l’elemento dell’integrità, di quella stretta connessione che i problemi hanno tra loro e coi contesti nei quali sorgono, quindi della sacralità. Non di una sacralità che diviene comodità ideologica, come spesso accade a molti integralisti cattolici, ma di una integrità, spesso scomoda a molti laici, che sappia leggere l’enormità dei problemi legati all’antropizzazione del pianeta e alla vita dei viventi.
    Alessandro