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FranciaEuropa

Dall’11 aprile il burqa è fuorilegge. Inizia la campagna di informazione

Inizia oggi la campagna ufficiale per spiegare alle circa 1900 persone che portano il burqa in Francia (i dati sono del ministero degli interni) le ragioni della sua messa al bando. L’11 aprile la legge entra in vigore e sei mesi dopo verranno applicate le sanzioni previste a chi la contravviene: una multa fino a 150 euro e gli stage di cittadinanza obbligatori. La campagna si svolge sottotono, con la sola diffusione di 400mila volantini e l’affissione di 100mla manifesti nei luoghi pubblici. Lo scopo è più informare le persone che dovranno far rispettare la legge che rivolgersi alle donne che portano il burqa. “La nostra preoccupazione è di non stigmatizzare” afferma il primo ministro, François Fillon. I manifesti – un busto di Marianna su fondo blu – spiegano che “la Repubblica si vive a viso scoperto” e precisano “in tutti i luoghi pubblici: strade, trasporti pubblici, commerci e centri commerciali, istituti scolastici, uffici postali, ospedali, tribunali, amministrazioni”. Invece, si potrà continuare a guidare l’auto in burqa, perché la macchina è considerata dalla legge “luogo privato” (in pieno dibattito della legge sul burqa, un anno fa, un fatto di cronaca era stato al centro dell’attenzione: una donna era stata multata perché guidava con il burqa, ma poi, dopo molti sviluppi, il tribunale aveva annullato la multa).

Mentre il mondo arabo si solleva e la diplomazia francese segna il passo, pagando il prezzo della troppa vicinanza con i dittatori abbattuti, Sarkozy e il suo governo insistono con l’ossessione dell’islam. L’Ump (il partito di Sarkozy) ha deciso di seguire Marine Le Pen e il Fronte nazionale e mettere al centro della futura campagna elettorale delle presidenziali la questione dell’islam. Il 5 aprile ci sarà una “convenzione” dell’Ump che doveva essere dedicata all’islam e che ora, per evitare troppe derive, sarà centrata sulla “laicità” e sul “patto repubblicano”. Il posto dell’islam in Francia diventa cosi’ solo “uno degli elementi” del dibattito. Viene messa un po’ la sordina alle intenzioni iniziali, che erano dibattere, per meglio reprimere, sulla presenza dei minareti, sulla preghiera in strada, sui menu hallal nelle mense e sulla presenza di imam venuti dall’estero. L’Ump e il governo sono ora nell’imbarazzo, perché il “dibattito” non sembra la migliore risposta alla domanda di democrazia che viene dal sud del Mediterraneo. “E’ molto strano – ha affermato in parlamento il centrista Hervé de Charette, ex ministro degli esteri – che nel paese della laicità, i responsabili politici organizzino un dibattito su una religione”. Il “dibattito” è fatto per mettere paura, insiste il Ps.  Persino Alain Minc, consigliere occulto di Sarkozy, denuncia l’ “ipocrisia” che sta dietro la condanna della preghiera per strada e il rifiuto di contribuire alla costruzione di nuove moschee, che permettano ai credenti musulmani di avere un posto dove pregare.

E’ stata Marine Le Pen a scegliere la “laicità” come punto di attacco per le presidenziali. L’Ump, temendo che Sarkozy perda voti a destra, la segue su questa strada. Il ministro dell’Educazione nazionale, Luc Chatel, ha deciso di proibire ufficialmente alle madri con il foulard islamico di  accompagnare i figli nelle gite scolastiche. “Quando si accompagnano gli allievi in una gita – afferma Chatel – si partecipa al servizio pubblico di educazione. Questo implica gli stessi doveri che deve rispettare il personale della pubblica istruzione”. Finora, pero’, secondo l’interpretazione della Halde (Alta autorità di lotta contro le discriminazioni e per l’eguaglianza) della legge del 2004 che proibiva i segni di appartenenza religiosa a scuola, la proibizione del velo riguardava solo il personale insegnante e non le famiglie.

Intanto, l’Ump ha già dato un’idea delle derive a cui puo’ portare il “dibattito” sull’islam: l’ala liberista ha invitato in una sala dell’Assemblea nazionale a fare un intervento il giornalista Eric Zemmour, appena condannato per provocazione all’odio razziale (in una trasmissione tv aveva affermato che tra le popolazioni di origine araba o tra i neri ci sono più delinquenti che tra i bianchi).    Zemmour è stato accolto con una standing ovation.

per vedere la campagna: www.visage-decouvert.gouv.fr