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Dal 2012 taglio ai vitalizi dei parlamentari

Blitz di Fini e Schifani con la ministra Fornero. Dal 2012 parlamentari in pensione dopo i 60 anni e con il contributivo. La riforma darà assegni più bassi e più tardi. Ma non per chi è già pensionato.

Zac, dal 1 gennaio 2012 i vitalizi dei parlamentari saranno pesantemente tagliati. Lo hanno deciso con un blitz i presidenti delle camere Fini e Schifani in una riunione a Montecitorio con la neoministra del Welfare Elsa Fornero. Il nuovo sistema entrerà in vigore col nuovo anno e non tocca gli assegni già percepiti dagli ex parlamentari.

Due le novità principali sulla durata e l’importo. Per tutti gli onorevoli in carica o che subentreranno dall’anno prossimo il futuro assegno sarà calcolato col metodo contributivo. Il sistema introdotto nel ’95 con la riforma Dini, com’è noto, collega le pensioni ai contributi effettivamente versati e dunque prevede importi più bassi. Attualmente i contributi degli onorevoli sono pari all’8,6% dell’indennità contro il 33% di un normale lavoratore dipendente Inps.

In più, la pensione non potrà essere mai percepita prima del compimento dei 60 anni di età per chi sia stato eletto per più di un’intera legislatura e al compimento dei 65 anni di età per chi abbia versato i contributi per una sola intera legislatura. Attualmente il sistema prevedeva 65 anni ma a scalare, in modo tale che non sono rari ex onorevoli «baby pensionati».

Secondo stime della camera sono circa duecento i deputati che dovranno aspettare il compimento dei 65 anni per avere diritto alla pensione con le nuove regole. Tra questi anche l’ex presidente leghista Irene Pivetti, che avrebbe potuto andare in pensione ad aprile 2013. Resta in vigore, comunque, l’anomalia di pensioni che si sommano a qualsiasi altro reddito.

L’approvazione definitiva arriverà entro fine anno dall’ufficio di presidenza dei due rami del parlamento ma secondo Fini e Schifani non ci saranno «sorprese». E’ molto probabile che il passaggio al nuovo sistema per gli onorevoli sia il primo passo, da parte della ministra Fornero, per imporre il calcolo contributivo a tutti i lavoratori, anche quelli che furono esclusi dalla riforma Dini.

dal manifesto del 30 novembre 2011