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FranciaEuropa

Dailymotion/Yahoo: un caso di nazionalismo economico?

E’ il ministro del Rilancio economico, Arnaud Montebourg, che ha impedito a Yahoo di acquisire il 75% di Dailymotion, una filiale di France Telecom/Orange specializzata nei video on line. Il governo sembra pero’ diviso sulla questione, che sta sollevando un polverone, con la Francia di Hollande accusata di far scappare gli investitori stranieri. La portavoce del governo, Najat Vallaud-Belkacem si schiera con  Montebourg: “è assolutamente naturale che lo stato difenda gli interessi delle proprie imprese, si trattava di evitare la scomparsa di Dailymotion”, una start up francese che sembra avere un avvenire. Ma il responsabile dell’Economia, Pierre Moscovici, chiamato in causa da Montebourg, smentisce di aver approvato l’intervento: “non c’è stata nessuna decisione congiunta”. Yahoo aveva messo sul tavolo 300 milioni di dollari per acquisire il 75% di Dailymotion, con un’opzione per salire fino al 100% del capitale. Montebourg sostiene di avere dei “timori sullo stato di salute” di Yahoo, che sembra “vacillante”. Il presidente di Orange, Stéphane Richard, ha criticato il governo: “Dailymotion è una filiale di Orange, non dello stato ed eravamo sul punto di trovare un’intesa” ha affermato. Lo stato francese ha ancora il 27% di France Telecom. Richard ha comunque l’intenzione di continuare la ricerca di un partner estero per Dailymotion, che accetti pero’ di acquisire non più del 50% della società, il paletto posto dal governo.

La polemica arriva in un momento difficile. Hollande continua ad essere sospettato di non amare il mondo dell’impresa e di mettere dei bastoni nelle ruote alla libera iniziativa, mentre il paese soffoca con 5 milioni di persone in cerca di lavoro. Il fatto di essere socialista lo fa considerare a priori un nemico degli imprenditori. Per rimediare, il presidente pochi giorni fa ha ricevuto all’Eliseo una delegazione di imprenditori, tra cui i “piccioni”, la lobby che in autunno aveva fatto arretrare il governo sulla tassazione del passaggio di proprietà delle giovani società, giudicata troppo elevata.