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Dai col bunga bunga, Minetti contro Fede, Fede contro Mora

Il processo non è neanche iniziato ma tra Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora inizia il più classico degli scaricabarile.

Minetti ha presentato ieri ai pm di Milano una memoria difensiva in cui afferma che non ha portato lei Karima Ruby El Mahroug alle feste di Arcore. Una manovra che tira a incastrare indirettamente gli altri due coimputati per induzione e sfruttamento della prostituzione di 32 ragazza maggiorenni e una minorenne, Ruby. Emilio Fede, raggiunto dalle agenzie, prima sbotta contro Minetti, poi scarica tutta la responsabilità su Lele Mora.

«Nicole Minetti e il suo avvocato avrebbero bisogno di un buon psichiatra – accusa nel pomeriggio il direttore del Tg4 dopo aver letto la memoria dell’ex igienista del premier – forse questa ragazza sta aspettando un bonus dalla procura, perché non credo che si facciano autogol in questa fase. A chi giova dare credito all’impianto accusatorio?». La tesi del giornalista è disperata e quasi paradossale: «Io con Ruby non c’entro nulla, ma il suo legale le ha rilette le intercettazioni della Minetti?»

Passa qualche minuto e in serata, va ad Iceberg, in diretta su Telelombardia. Nella trasmissione condotta da Stefano Zurlo del Giornale , il direttore afferma senza mezzi termini che la minorenne ad Arcore «ce l’ha portata Lele Mora. Io Ruby l’ho vista in questa famosa serata in Sicilia (il concorso di bellezza a Taormina del 7 settembre 2009, ndr) e non l’ho mai più rivista. Poi l’ho rivista una sera ad Arcore. So che è arrivata a Milano, è stata presentata ad un impresario, che ancora non è stato interrogato. L’impresario, non convinto, l’ha mandata da Lele Mora e attraverso Lele Mora è arrivata ad Arcore. Lei dice – attacca ancora il giornalista – ‘E’ venuto a prendermi Emilio Fede….’. E’ più che falso, commette un atto delinquenziale chi sostiene che io sono andato a prendere questa ragazza addirittura con un auto di Mediaset e una scorta di carabinieri in divisa, cosa che non ha nessuno».

Il documento di Minetti, circa 12 pagine, prova a smontare l’eventuale reato di induzione e concorso alla prostituzione solo nel caso di Ruby. Visto il deposito della memoria, l’avvocata Pesce esclude che la consigliera regionale sarà di nuovo interrogata dai magistrati prima della loro richiesta di rinvio a giudizio. Dopo aver appreso dell’intemerata con cui Fede le dà della matta o della venduta, l’ex igienista dentale ribadisce il punto: «Io non accuso nessuno, né Fede né Mora, dalla mia memoria si evince solo che non ho portato io Ruby ad Arcore».

Fin dall’inizio, il 15 febbraio scorso, Daria Pesce avvisò il premier e i suoi legali a mezzo stampa: «Il Cavaliere dovrebbe essere moderato, andare davanti ai giudici e spiegarsi. Potremmo entrare in conflitto se non si adeguasse alla nostra linea difensiva». Un consiglio che dopo la memoria difensiva contro Fede e Mora si fa più concreto.

dal manifesto del 19 aprile 2011