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losangelista

Dafoe su Pasolini

Dafoe

C’erano tutti ma proprio tutti al Russian Tea Room sulla 57ma per l’after party dopo la prima di Grand Budapest Hotel a New York. Intanto quasi tutto il cast che di per se e; una bell’elenco di grandi attori: F Murray Abraham, Jeff Goldblum, Saorsie Ronan, Willem Dafoe, Adrien Brody, Ralph Fiennes, Bill Murray – perfino Harvey Keitel seduto al tavolo con Brian De Palma (e arrivata dopo, Vanessa Redgrave). Nella calca fra i camerieri che traversavano con vassoi di antipasti simil-russi, abbiamo scambiato due parole con Willem Dafoe fresco di ritorno dal set romano di “Pasolini” di  Abel Ferrara, di cui ci ha detto: Ho appena finito – abbiamo finito le riprese due giorni fa. E’ per questo che ho i capelli rasati così corti; per il film li avevo lunghi e folti così appena finito ho deciso di tagliarmeli. E’ un progetto di cui sono ancora sotto l’influenza, sto ancora uscendone psicologicamente, intendo dire, e adesso ho come il bisogno di prenderne le distanze. L’ho trovato un personaggio tremendamente ispirante, un uomovisionario col potere di vedere il futuro in procinto di accadere. Per me è stata l’occasione di non solo di rivedere i suoi film ma leggere le sue poesie, le lettere, I suoi saggi critici. Una vera educazione sulle sue idee così originali, non sempre mi sono trovato daccordo col suo punto di vista  ma molto spesso del tutto. Per me  resterà un grande, un vero gigante e sebbene abbiamo finito il film sto continuando a leggere i materiali che ho accumulato per la produzione.