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Lo scienziato borderline

Da Wounded Knee a Orlando

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Da: A Warm Gun, by EndertheThird

Nel 1968 John Lennon scrisse “Happiness is a warm gun”. Era il pezzo migliore del doppio Album Bianco dei Beatles: ma non è di musica che dobbiamo parlare oggi. Dobbiamo parlare di una strage orribile: 50 persone uccise da un criminale armato in una discoteca a Orlando, Stati Uniti d’America.

Il titolo di quel pezzo – secondo molti – è una frase che Lennon notò nella sua continua ricerca e ricezione delle assurdità del mondo:  Happiness Is A Warm Gun In Your Hand (“La felicità è una pistola calda nella tua mano”), lesse John su una rivista statunitense di armi della National Rifle Association.

Era, la frase, il riassunto perfetto di un mondo: il sogno tutto americano dell’arma individuale che mette in mano a qualunque American Citizen la libertà e la giustizia. Come la interpreta appunto il cittadino stesso, quale che sia la sua particolare visione, magari del tutto personale e che sta nella sua mente. E che può essere facilmente messa in pratica col piombo dei proiettili di un’arma automatica, così semplice da procurarsi.

Il testo della canzone fu facile da interpretare come una descrizione della deriva delirante che può esserci – a volte – nella testa di un uomo con la pistola, se è un po’ disturbato: o magari molto disturbato. E armato.

E Lennon protesta a suo modo – laterale ma impressionante – contro l’assurda libertà di circolazione, acquisto e uso delle armi individuali negli Stati Uniti.

Il testo ci dà dei flash. C’è quest’uomo fra la folla, che mente con gli occhi, mentre le sue mani sono impegnate altrove, facendo finta di nulla. Mentre soppesa la sua arma, mentre rimugina che si sente a pezzi; e allora la punta, spara. E quando poi spara, è la felicità. E spara ancora, e ancora. Una pistola calda. Fumante.

Sono passati 48 anni, dal 1968.  Strage dopo strage. Ma “libertà” prima di tutto, nel Grande Paese. Anche quella di un criminale di entrare in una discoteca a Orlando e ammazzare 50 persone.

Poi tutti inorridiscono. Ma il fatto è che una nazione nata grazie a un genocidio perpetrato a colpi di pistole Colt e fucili Winchester non riesce a liberarsi di una certa mentalità. Da lì, dalle tante stragi di Wounded Knee, parte il filo che ci porta fino a Orlando.

L’omofobia è solo il pretesto assurdo che vale questa volta. ISIS è solo circonvenzione criminale di una mente disturbata, prima, e ributtante sciacallaggio ex-post, dopo.

Qui il discorso è più di fondo, Questo è infatti solo l’ultimo episodio di una sequenza di terribili stragi simili, nelle scuole, per le strade.  Impressiona che pochi vedano quanto sia consequenziale, la loro storia.

Inevitabile. E probabile a ripetersi.

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