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Antiviolenza

Da #Paestum2013 la contro-guida

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Di ritorno da Paestum 2013, con un mondo ancora da reinventare, da rivoluzionare, da mettere “sottosopra”. Una forza che finalmente ha rotto le dighe, la resistenza, per la voglia dirompente di ricominciare dalla lotta politica, con quel “furore” con cui sono partita e che mi riporto a casa più potente di prima. Perché le giovani femministe adesso sanno di avere un futuro incerto, un non-futuro, e lo rifiutano; perché quelle di mezzo, come me, non accettano di concludere così e di stare zitte; perché anche quelle, che le lotte le hanno già fatte, capiscono che è ora di rimettersi in gioco. Per dire no, per reinventare modalità di lotta e nuovi linguaggi, per far tesoro del prima nell’affrontare il presente che “ci fa orrore”, diamo spazio a nuovi-vecchi desideri, ma diamo spazio (alle proposte).

La voglia di libertà

di Giulia Druetta (Altereva)

“Siamo andate a Paestum mosse dal desiderio e dall’esigenza di ricostruire un percorso di relazione tra donne che pur abitando luoghi diversi agiscono nella società in ottica femminista. Ciò che ci aspettavamo da questa voglia di libertà era la voglia di mettersi in gioco, l’entusiasmo nell’incontrarsi, lo scambio di esperienze, pratiche e punti di vista differenti. Paestum in parte è riuscita a soddisfare quelle aspettative anche se siamo consapevoli che il potenziale di questo incontro non è riuscito ad esprimersi a pieno. Nonostante una presenza di donne straordinaria, multigenerazionale, persiste una questione di “autorità di pratiche” che rischia, come in parte è capitato, di portare al non riconoscimento e al non rispetto delle differenze che nel movimento femminista (per fotuna!) esistono in maniera diffusa. Non possiamo dire che Paestum non abbia lasciato nulla. Paestum  è stato anche un incontro che ci ha emozionato e ci ha permesso relazioni e scambi che diversamente non avremmo vissuto. Nel laboratorio che abbiamo  proposto “Pratiche di autodeterminazione: corpi e sessualità” si è creato un dialogo politico sincero e generoso. Anche per questo questo, abbiamo deciso di proporre un progetto di scrittura collettiva per un a contro-guida alla sessualità nell’ottica che questa spinta di incontro e scambio che Paestum è riuscita a dare crei le basi per un dopo che ci trasporti davvero verso altri immaginari”.