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losangelista

Cronache d’occidente

Il viaggio da una capitale europea a una metropoli americana oggi e’ anche un volo fra due facce della crisi globale del paleocapitalismo. Quello appena fatto da Roma via Amsterdam a  Minneapolis, metti, che  evidenzia subito alcuni dati epidermici. Il contrasto per esempio fra l’aeroporto olandese di Schipol, moderno efficente, sontuoso nell’elegante offerta di consumi e servizi (wine bar; zona massaggi) e quello sdrucito, malconcio di Minneapolis con quella moquette beige da motel e i fast food, incapsula il confronto fra edifici pubblici espressi da una socialdemocrazia nordica e un tardo-liberismo antistatalista che vive momenti di sfacelo. Il Minnesota, ricordiamolo, e’ uno stato ufficialmente in default e l’aspetto del suo aeroporto si confa’ perfettamente all’aspettativa di uno straniero che atterri in un paese “declassato “ di fresco. Poi, se vai a vedere, la crisi attuale assicura che la minaccia di bancarotta incomba  in uguale misura su entrambi i luoghi, che per ogni Detroit deindustrializzata e in rovina ci sia  una rivolta londinese, che la finanza  esiga “manovre” altrettanto draconiane da Obama e Berlusconi. Ma si puo’ forse dire che il darwinismo sociale prevalente di qua dell’oceano esplicita  la situazione piu’ evidentemente che in Europa. E’ vero che azzerare le province e’ un gesto drastico ma contemplare la chiusura del servizio postale come avviene oggi in America e’ sintomatico di un attacco piu’ diretto al concetto dello stato e ai servizi pubblici che lo rappresentano nel nome di un antistatalismo paranoico, gutturale. In entrambi i casi comunque,  i segnali di una crisi drastica sono altrettanto inequivocabili.

* Nella pubblicita’ per i mutui agevolati per i reduci,  un altro sintomo della regressione di un paese schiacciato fra una recessione senza sbocco visibile e le sue guerre palesemente futili. Almeno quanto la tentata rievocazione iconografica  (eroi, casa moglie, bandiera) di una “narrativa” roosveltiana irrimediabilmente anacronistica.