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losangelista

Crisi in Medioccidente

Jesse Jackson coi ribelli del Wisconsin

Tutto ci si sarebbe potuto aspettare fuorche’ una sommossa di stampo “mediorientale” sui gradoni del neoclassico “campidoglio” di Madison, Wisconsin dove una folla di queste dimensioni al massimo si raduna giusto quando i Packers vincono il Superbowl. Invece il tentativo di colpo di mano del governatore repubblicano che con rito immediato (voto in una settimana) vorrebbe  azzerare le conquiste sindacali di un secolo di labor, ha galvanizzato il popolo sindcale di questo strapazzato stato dando luogo a uno sciopero selvaggio e l’occupazione senza precedenti del capitol da parte di una folla rabbiosa e festante. Tutto questo mentre i senatori democratici di minoranza hanno disertato non solo l’aula ma l’intero stato  pur di sabotare il voto che darebbe sicura vittoria ai repubblicani. Una tattica estrema  di spontaneita’ e organizzazione che ha rivelato insospettate risorse di lotta da parte di sindacati che da  anni ormai sembravano in rotta, spezzati dalla deindustrializzazione e dalle concessioni  estratte dal padronato sotto minaccia di delocalizzazione – le ultime in occasione del salvataggio federale dei giganti dell’automobile.  La strategia neoreaganiana della destra consiste nel salvaguardare i profitti delle corporation socializzando al contempo le perdite, addossando l’onere della ripresa ai lavoratori e colpevolizzando i poveri – tutto condito dalla retorica del ridimensionamento virtuoso dello stato. Un programma politico che mira a spezzare la schiena dei sindacati ovvero la colonna portante del partito democratico.  A sopresa in Wisconsin a migliaia non ci sono stati e accanto agli statali nel capitol occupato sono entrati insegnanti, infermieri e membri del AFL-CIO che molte delle rivendicazioni penionisiche e salariali dei colleghi le hanno gia’ perse.