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Rovesci d'Arte

Corte dei conti bacchetta il ministero dei beni culturali

La Corte dei conti attacca il Ministero per i beni culturali. E lo fa a partire dalle cifre e dai criteri di «gestione» del patrimonio archeologico, apesaggistico e artistico. Il rimbrotto – che richiede un immediato aggiustamento di tiro – è quindi sì «tecnico», ma soprattutto concettuale. Al centro delle accuse, ci sarebbe un’assenza di raccordo tra le direzioni generali, la difficoltà di spesa delle soprintendenze, le troppe riforme, i

decreti d’urgenza della protezione civile e i vari commissari straordinari (che, infatti, non hanno risolto mai nulla se non addirittura aggravato). Sono queste alcune delle «criticità» che la Corte dei Conti imputa al Mibac, sottolineando – in una relazione – la necessità, vista la penuria di risorse, di più trasparenza nei criteri di scelta delle priorità e nelle procedure di selezione di contraenti e rendicontazioni. Galan, insomma, si deve autocorreggere. E lo deve fare in fretta. Intanto, le coste italiane, bene comune primario, hanno subito un pesantissimo attacco con la nuova legge sulle spiagge: novant’anni ancora di privatizzazioni che mettono una ipoteca centenaria sulla natura (libera per sua costituzione) alle cricche «made in Berlusconi»