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losangelista

Corsa gli armamenti digitali

Snowden

Un articolo illuminante sull’egemonia americana nell’era della sorveglianza globale spiega perche’ gli Usa stanno  vincedo la corsa agli armamenti informatici. Nel turbine delle rivelazioni su Prism e dintorni, delle intercettazioni diplomatiche incrociate, delle accuse reciproche di hacking industriale e di stato energono i vaghi contorni di un vasto sommerso di spionaggio cibernetico. Per quanto possano protestare le cancellerie indignate di mezza Europa, e’ chiaro che tutti gli stati si adoperino per spiare gli uni sugli altri e tutti, chi piu’ chi meno,  sui propri cittadini. A limitare la sorveglianza non sono tanto gli scrupoli quanto i limiti tecnologici  e in fatto di tecnologia gli Usa sono ancora una superpotenza grazie in gran parte al sodalizio col settore privato. Come accadeva in epoca analogica-manifatturiera con la United Fruit, la General Motors o la ITT – l’idustria americana ha un ruolo sinergico nei disegni geopolitoci del governo. L’affaire Snowden ha rivelato l’esistenza di un complesso militare informatico fatto di contractors privati dell’intelligence digitale, appaltatori di CIA e NSA,  ma la vera potenza americana e’ costituita dall’accentramento del business di internet. 2/3 delle ricerche mondiali passano dai motori Google, Facebook gestisce un traffico pari ad un terzo degli utenti planetari di internet, Microsoft produce ancora il 90% dei sistemi operativi  e il traffcio “cloud” passa pur sempre per Silicon Valley, basta pensare ai 425 milioni di utenti Gmail. Twitter, Amazon, WhatsApp, Tumblr, Instagram, Apple, la rete sara’ anche immateriale ma i server hanno pur sempre  un peso specifico: strano a dirsi ma internet vive in gran parte in California. Un dato che offre oggettivi vantaggi a chi quei dati li vuole controllare. Anche in paesi dove “esiste una cultura endemica delle intercettazioni” – l’articolo ne sceglie uno caso: l’Italia – manca, per ora,  l’infrastruttura sofisticata come quella made in Usa per rendere capillare la sorveglianza “totale” di tutto il traffico internet. Indicative sono state le dichiarazioni fatte dal capo della NSA, Michael Hayden, a Blooberg News: “Nel estrarre informazioni da archivi avversari, nessuno ci batte”.