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losangelista

Coraggio, fatti votare

Da quando il cavaliere pallido e’ salito sul palco di Tampa, la narrativa della campagna Romney e’ stata deragliata dal binario attentamente predisposto dagli strateghi repubblicani. Clint Eastwood e’ “sceso i campo”  al costo del signorile riserbo per cui e’ universalmente beneamato dai colleghi hollywoodiani. Ma il fatto rimane che si continua a parlare di lui e ora i sondaggi vengono condotti anche sulla sua popolarita’. Malgrado lo scalpore suscitato dall’estemporanea performance, Clint registra indici gradimento di oltre il 70% sia fra democratici che repubblicani, numeri da fare invida a entrambi i candidati.

  • http://blog.terminologiaetc.it/2012/09/06/significato-narrative-inglese/ Licia

    Un commento lessicale: leggendo questo intervento sembra che i repubblicani scrivano romanzi, infatti in italiano la parola “narrativa” descrive un genere letterario. È un’accezione assente in inglese, dove “narrative” ha altri significati tra cui “a representation of a particular situation or process in such a way as to reflect or conform to an overarching set of aims or values” (definizione da Oxford Dictionaries).

  • luca celada

    Grazie del commento. Il tuo appunto pone una interessante questione di cui da tempo mi ripropongo di discutere – dal punto di vista di parlatore part-time e ormai oriundo della lingua italiana ovviamente, ma con la presunzione di alcun precise opinioni in merito. Accetto la ciritica nella misura in cui avrei dovuto inserire il termine “narrative” fra le virgolette. Non concordo invece, ritenendolo emblematico di un attitudine linguisticamente “poco costruttiva” insisitere su significati univoci delle parole in un galassia lessicale ormai fluida e in continua evoluzione. La globalizzaione culturale, l’evoluzione tecnologica, la maggiore promiscuita’ promossa da internet favoriscono quotidiane contaminazioni linguistiche e cio’ non e’ necessariamente un male. E’ vero che la manifestazione principale e’ un anglofilia dilagante quanro irritante ma d’altra parte e’ nota la straordinaria adattabilita’ e facilita’ di quest lingua alla produzione di neologismi che passano regolarmente nel dizionario grazie all’uso corrente, le qualita’ che (assieme al successo geopolitco dele popolazioni che la parlano) ne hanno determinato la meteorica diffusione. Ora siamo daccordo che l’uso sempre piu’ diffuso di anglicismi da parte sopratutto dei media italiani e’ sintomo di una sudditanza dettata da un provincialismo che vede nell uso talsimanico del vocabolo esotico un marchio di prestigio. Ma esistono anche i neologismi effettivamente utili,a dottati per l’inedita efficacia descrittiva. In questo caso poi piu’ che un neologismo parliamo dell’”estensione” di un significato, un valore semantico aggiunto alla lingua, adottata non a caso nella terminologia accademica, nella critica e nella scrittura. “Narrativa” intesa come il costrutto proposto per inquadrare un fenomeno sociale, politico o culturale (ad esempio la percezione che una societa’ ha di se stessa) soddifa questi criteri, e’ presente in questo senso in libri, articoli, discorsi; insomma ha ricavato un nicchia semantica sufficentemente essenziale da essere intesa in questa nuova accezione anche da un lingua in cui non e’ inizialmente prevista. Daltronde anche nello stesso inglese prima di venire intesa anche come “finzione identitaria attorno a un fenomeno collettivo” narrative era stata semplicmente l’aggettivo che denota la creazione letteraria. I due significati sono ora semplicemente affiancati e distinguibili a seconda del contesto. Non voglio certo invocare una automatica sudditanza ma per evitare di peggiorare il fisiologico isolamento culturale che affligge l’Italia, credo che sarebbe opportuno adottare una attitudine piu’ flessibile e futurista in questo paese congenitamnte passatista – a cominciare dalla lligua.

  • http://blog.terminologiaetc.it/ Licia

    Grazie per la risposta. Penso che quando viene introdotto un nuovo concetto proveniente da un’altra cultura vada sempre spiegato e mai dato per scontato, soprattutto se per identificarlo si usa un neologismo semantico, altrimenti la parola verrà interpretata con il suo significato più diffuso.
    In italiano altri hanno reso questo nuovo concetto con narrazione (cfr. ad es. il libro pubblicato recentemente da Manifesto Libri, “Politica è narrazione. Da Vendola a Obama” di Guido Moltedo e Marilisa Palumbo), parola che più si avvicina al significato di base inglese di “storia” e “modo di raccontare” espressi da narrative (che in inglese non ha mai il significato dell’italiano narrativa, concetto che in inglese si rende quasi sempre con fiction).
    A me narrazione non convince del tutto (ne ho parlato qui) ma lo ritengo meno fuorviante di narrativa, che invece mi sembra il tipico “falso amico”.

  • Marco

    I’m sorry Luca but the Italian translation of “narrative” is “narrazione”, used journalistically.

  • topanga is the limit

    solo per ricordare che nel 1997 dj albertino è stato premiato dall’ accademia della crusca per le sue capacità di comunicare ai giovani.
    e non vorrei mai sapere come tradurrebbe “narrative”…