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Lo scienziato borderline

Contro la guerra – Manifestazione Nazionale a Varese

Pur essendo molto lontano fisicamente, sono vicino ed ho aderito alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE contro la guerra, presso l’AleniaAermacchi di Venegono -Varese- contro le produzioni belliche ed in particolare contro la vendita degli aerei AleniaAermacchi M346 ad Israele, di sabato 13 ottobre. Anche come membro del Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra, cui anche io appartengo da anni.

manifesto13ottobre

Manifestazione Nazionale a Varese, sabato 13 ottobre

Trovo particolarmente importante il loro riferimento – nel Comunicato Stampa di cui riporto il programma al fondo di questo articolo – al ripudio del falso concetto di guerra “umanitaria” e “preventiva”, così dolorosamente presente negli ultimi vent’anni a livello internazionale, e anche attualissimo, ora che si discute a cuor leggero di un’altra guerra, la guerra in Siria. La guerra “umanitaria” – così la intende oggi l’attuale politica – non può essere:

  • Mai giusta, perché la categoria stessa di giustizia è inapplicabile al concetto di guerra, dal punto di vista etico, e perché la giustizia è un valore avulso dall’attuale sistema di governo del mondo, che invece sull’ingiustizia della disuguaglianza si regge e prospera.
  • Mai inevitabile, perché esistono altri mezzi per ottenere, qualora necessario, gli stessi risultati che costituiscono i presunti scopi delle guerre: basta pensarci per tempo ed averne la volontà, ogni conflitto può essere risolto in maniera negoziata e non violenta.
  • Mai conveniente, perché le ragioni che vengono addotte per la guerra non sono – come ci insegnano tutti gli episodi più recenti – quelle reali, mentre quelle reali non sono convenienti per l’umanità ma solo per una ristretta minoranza, e consolidano ed estendono l’ingiustizia invece che porvi rimedio.
  •  Allora, la guerra non è mai umanitaria. Non può essere chirurgica. Non può essere proporzionata e limitata. Si abbia la decenza di non paludarla di questi aggettivi impropri.
  • Meno che mai la si definisca democratica. Democratico è ciò che va nella direzione della volontà popolare: e la volontà dell’umanità, quando non viene distorta da informazioni false che ne alimentano ad arte i sentimenti di paura e di irrazionalità, è contro la guerra, nel profondo delle convinzioni che la coscienza collettiva ha ormai acquisito. Chi ibrida ed incrocia guerra e democrazia, si prende la responsabilità di cercare di far nascere, nella coscienza dell’umanità, un mostro che si pensava sepolto e relitto dalla storia.
  • Si chiami la guerra con i sinonimi che le sono più adatti, da sempre: morte, sofferenza, distruzione, sopraffazione, violenza, miseria materiale, intellettuale e morale.

Per quanto riguarda la vendita di armamenti ad Israele, ed in prticolare di aerei da guerra, principale oggetto della Manifestazione, è ovvio che aderisco in toto. Ma voglio portarvi oltre ed estendere il mio invito ad un boicottaggio più ampio, che non si limiti alla vendita delle armi, ma coinvolga anche l’ambito culturale e accademico.  Il PACBI (Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel), dal 2004, hachiesto agli accademici e agli intellettuali della comunità internazionale di boicottare globalmente e coerentemente tutte le istituzioni accademiche e culturali israeliane come contributo alla lotta per mettere fine alla occupazione, alla colonizzazione e al sistema di apartheid israeliano. Io ho curato l’introduzione di un libro nel 2010 “Pianificare l’oppressione”, dove si documentano i profondi collegamenti esistenti tra le università e il complesso sistema militare, di sicurezza e di oppressione israeliani, con uno sguardo molto attento alle università stesse come luogo di produzioni di ingiustizie nei confronti del popolo palestinese. Occorre avere uno sguardo realistico sull’articolato sistema di occupazione, colonialismo e apartheid israeliano, e una panoramica storica degli effetti di questo sistema sull’istruzione palestinese; non possiamo nasconderci il ruolo decisivo che l’accademia israeliana ricopre nel fornire gli apparati ideologici e tecnologico-scientifici indispensabili per la perpetrazione delle decennali violazioni del diritto internazionale e dei fondamentali diritti del popolo palestinese.

Giusto quindi il boicottaggio di ogni commercio di armamenti con Israele, ma occorre andare oltre nella denuncia di un intero sistema di connivenze che – alla fine – è responsabile della tragedia pluridecennale di un popolo e di decine di migliaia di morti, quasi tutti civili innocenti.

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Dal “Comunicato Stampa” degli organizzatori della Manifestazione, riporto il programma:

Parteciperanno e interverranno tra gli altri Alex Zanotelli, Massimo De Santi, Mauro Cristaldi, Mario Agostinelli, Luisa Morgantini.

ORE 10.30: laboratorio coi bambini “Creare percorsi di Pace” presso il Castello dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore, in preparazione della Manifestazione, con eventuale pic-nic e poi partecipazione alla stessa.

ORE 14.00: concentramento in PIAZZA MERCATO via C. Menotti – Venegono Inferiore (VA)

ORE 15.00: partenza corteo (Km da percorrere: 6)

ORE 18.00: fine corteo presso il castello dei Comboniani, con musica e vari interventi. L’INTERVENTO di ALEX ZANOTELLI è previsto in una sosta lungo il percorso.

ORE 19.30: chiusura della manifestazione