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FranciaEuropa

Contro l’ “islamizzazione”, paradossale intesa rosso-bruna

Se ci fosse bisogno di un nuovo esempio della confusione mentale che sta invetendo lo spazio politico europeo in questo momento, l’avvenimento che ha luogo oggi a Parigi all’Espace Charenton (XII arrondissement) è significativo: il Bloc identitaire, un movimento di estrema destra nato nel 2003, si è unito a Riposte laïque, un’associazione creata nel 2007 da una scissione del sito Internet Respublica, che si rivendica “di sinistra, laica e progressista”, per organizzare le prime “Assise internazionali laiche contro l’islamizzazione dell’Europa”. La riunione era stata programmata prima delle ultime uscite di Marine Le Pen, che ha paragonato alcuni musulmani, costretti a pregare per la strada il venerdi’ (perché manca spazio nelle moschee) all’Occupazione nazista.

In nome della laicité, uno dei principi fondatori del contratto sociale francese (che non significa esclusione, ma neutralità dello stato verso tutte le religioni, quindi assoluta libertà di praticarle per i cittadini), dei gruppuscoli di estrema destra trovano eco in una certa sinistra della sinistra, distorcendo il senso del laicismo. Tra gli invitati, c’è il deputato svizzero Oskar Freysinger, che è stato all’origine dei due recenti refendum della Confederazione, uno contro i minareti l’altro per l’espulsione degli immigrati condannati (iniziativa che sta suscitando grande interesse anche nell’Ump di Sarkozy). Ci sono poi lo scrittore Renaud Camus e Tommy Robinson, portavoce dell’English Defence League, noto hoolingan d’oltre Manica. Sorprendente è la partecipazione, annunciata nel programma pubblicato sul sito di Riposte laïque, di Anne Zelensky, femminista storica (ha fondato con Simone de Beauvoir la Lega dei diritti delle donne).

Ecco come spiega la partecipazione di Riposte laïque, uno dei suoi fondatori, Pierre Cassen, che è stato nel passato militante della trotzkista Lega comunista rivoluzionaria: “non è la prima volta nella storia di Francia che gente proveniente da orizzonti diversi si ritrova assieme”, paragonando quindi la lotta contro una supposta  “islamizzazione” alla Resistenza (in sostanza, paradossalmente, persino Marine Le Pen ha fatto un riferimento indiretto alla Resistenza quando la paragonato la preghiera in una quindicina di strade di città francesi all’Occupazione nazista). Per Cassen, “la Francia è in pericolo. Il numero di territori perduti della Repubblica progredisce di anno in anno”. A Parigi, in rue Myrha, dove la preghiera viene anche fatta in strada perché la moschea è troppo piccola, Cassen vede “la laicità che capitola di fronte alle leggi dell’islam con la complicità di Bertrand Delanoë, di Jacques Chirac prima di lui e dei diversi ministri degli interni”.   Il Bloc identitaire assieme a Riposte laïque considera che esiste “un discorso politicamente corretto che impedisce di parlare di questi problemi senza farsi automaticamente accusare di xenofobia o di razzismo”. Per il Bloc identitaire il problema non è l’integrazione dei cittadini di religione musulmana, ma l’incompatibilità di questa popolazione con l’Europa: “noi diciamo semplicemente: no all’islam in Europa perché questo non corrisponde ai nostri valori”. Riposte laïque, che si oppone in nome dei valori repubblicani e del femminismo, aveva già organizzato una manifestazione con l’estrema destra a Parigi all’inizio dell’estate: allora il Prefetto aveva proibito l’ “aperitivo salame e vino” che volevano servire alla Goutte d’or, quartiere multietnico (un piccolo gruppo si era poi riunito a place de l’Etoile). Oggi, pero’, il Prefetto di Parigi ha rifiuatto di proibire le “Assise contro l’islamizzazione dell’Europa”, malgrado la richiesta di Bertrand Delanoë. “Questa riunione non puo’ che generare odio, xenofobia e disordini” secondo il sindaco di Parigi.

Per protestare e anche per cercare di riportare un po’ di chiarezza in questa confusione di generi, i partiti di sinistra (Pcf, Npa, Ee-i Verdi e il Parti de gauche) hanno pubblicato un appello: “l’oggetto di queste Assise non ha nulla a che vedere con la lalicità ma, al contrario, le idee veicolate sono solo portatrici di un discorso di odio e potenzialmente violento contro una parte dei nostri concittadini, prendendo a pretesto le loor convinzioni religiose”. Assieme ad associazioni come Attac, Resf, La Lega dei diritti dell’uomo e il sindacato Sud hanno organizzato una manifetsazione di protesta nel XII arrondissement. Un’altra manifestazione è stata organizzata da Sos Racisme.