closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Islamismo

Contro il burqa per la dignità della donna

Se passerà in parlamento la legge contro il velo integrale il Belgio sarà il primo paese europeo a proibire l’uso del velo integrale (niqab e burqa) quei veli che lasciano scoperti solo gli occhi, o nemmeno, permettendo loro di vedere il cielo solo a quadretti. Si tratta innanzitutto di una misura che garantisce la dignità della donna. C’è chi ha sollevato il problema della libertà di espressione ma ha mai osservato gli occhi di quelle donne completamente velate? Nei loro occhi si può intravedere solo il sogno della libertà, non c’è gioia, solo rassegnazione. Non possono mangiare in luoghi pubblici perché dovrebbero sollevarsi il velo. Ma di che libertà si parla? Non è libertà e nemmeno una imposizione religiosa, allora in nome di chi dovremmo difendere questa umiliazione delle donne? C’è chi parla di sicurezza. Anche la sicurezza ha due facce: una occidentale e una dei paesi di origine. In occidente la destra tratta il velo come il casco da impedire per garantire l’ordine. Nei paesi di origine i fondamentalisti impongono il burqa perché dovrebbe garantire l’integrità del corpo della donna (leggi controllo della sessualità) ma se la maggior parte delle violenze si consumano in famiglia (in Afghanistan il codice della famiglia per le sciite legittima la stupro) vuol dire che il burqa non è una garanzia. Tanto è vero che molte donne si suicidano dandosi fuoco perché non sopportano più le violenze subite in casa.

Dunque non si può in nome della tolleranza condannare queste donne che vivono in occidente a portare un velo integrale che non le lascia nemmeno respirare, ma il divieto del burqa non deve essere accompagnato da pene o dal carcere ma da incentivi che garantiscano diritti per queste donne: istruzione, corsi di formazione e di insegnamento della nostra lingua, lavoro, diritti di partecipare alla vita sociale e politica del paese in cui vivono. Solo così potranno veramente emanciparsi e liberarsi del fardello che portanno addosso.

  • http://europa451it.weebly.com/index.html Francesca

    Buongiorno,

    a me pare delicatissimo come questione: crede dunque che legiferare su una questione come questa sia legittimo e auspicabile?

    Credo che prima debbano venire i diritti (come lei dice) e poi la scelta della donna (e non la legge). Non mi pare che in nessuno dei paesi dove un provvedimento del genere è stato proposto, non ci fosse una sorta di paura all’avanzamento della presenza musulmana nelle nostre società.
    grazie

    fb

    LE segnalo una rassegna stampa dove ho citato il suo blog. http://europa451it.weebly.com/4/post/2010/04/divieto-del-burqa-pi-unanimi-di-cos-si-muore.html

  • paolo1984

    Ancora una volta sono completamente d’accordo con te.

  • giuliana

    grazie francesca

  • Alessandra

    Solo senza velo poranno veramente emanciparsi… beata te che ne sei così sicura. Benchè sia per noi aberrante, l’uso del velo è molto più complesso – e proabilmente diversificato – di quanto si pensi, ed altrettanto sarà impedire di indossarlo. il dibattito deve continuare e coinvolgere le dirette interessate, delle quali si continua a parlare senza che vengano interpellate… ma siamo sicuri di combattere battaglie al posto loro? Qualcuno forse si scarica la coscienza in nome del velo e della repressione altrui, altri credono che l’emancipazione sia una conquista a senso unico. Io non sono così certa che la soluzione sia il divieto punto e basta. Ne parlerei con altre donne, e con altri uomini, a lungo…

  • giuliana

    @ alessandra io ho partecipato a numerosi dibattiti sul velo e sul burqa con donne musulmane e ti assicuro che le più decisamente contro sono quelle che vivono nei paesi d’origine
    giuliana

  • lina

    La società plurale in cui viviamo è caratterizzata da una fondamentale contraddizione: la contemporanea esaltazione delle differenze culturali e delle uguaglianze fra le differenze.
    La cultura della globalizzazione porta con sé l’idea che siamo allo stesso tempo “tutti differenti e tutti uguali”.
    Da un lato, le differenze nei valori, stili di vita e credenze religiose sono marcate come segno di identità distinte, e sono ritenute e vissute come diritti soggettivi. Dall’altro lato, si afferma che tali differenze sono ”uguali” nel senso che devono avere le stesse opportunità di realizzarsi (uguaglianza dei diritti libertari).
    Decidere oggi sul velo non significa quindi prender posizione anche su come far pendere da una parte o dall’altra i due piatti della bilancia ?
    Ovvero stabilire che abbiamo diritto di intervenire anche sulle molte altre questioni culturali-religiose che l’immigrazione comporta ?
    Siamo pronte/i a questo scarto politico ?
    Lina

  • alessandra

    Anche io, però non molte sono a favore di una legge, sebbene siano contro il velo integrale…

  • Massimiliano

    Sono assolutamente d’accordo.
    Gli imham invitano i fedeli in italia, e in europa, a votare i partiti di centro destra, proprio come la chiesa cattolica, perché sono conservatori.
    Perché dovremmo stare al loro gioco?

  • paolo1984

    Comunque, tanto per chiarire il mio pensiero, ovviamente non penso sia giusto strappare il velo a forza alle donne musulmane, penso che la battaglia debba avvenire più sul piano culturale che legislativo.
    Ad esempio sarei contrario a vietare l’hijab che copre solo capelli e collo lasciando scoperto il viso..è comunque un simbolo sessuofobico, ma più “soft” rispetto al niqab e al burka che sono inaccettabili. Penso che l’hijab quando non è imposto dalla famiglia, lasci molta più libertà rispetto al velo integrale: se non altro vediamo il volto che abbiamo davanti e questo è molto importante per qualsiasi rapporto interpersonale: non vedere la faccia della persona che ti parla mette a disagio, inutile negarlo, e questo vale anche per una fasciatura o un casco integrale, ma quelli hanno motivazioni concrete sanitarie o di sicurezza stradale,il burka è imposto da un’interpretazione estremista di un credo religioso. Una cosa ben divesa, quindi.
    Ed è ovvio che non basta togliersi il velo per essere emancipate, si tratta di lottare contro una concezione sessuofobica comune ai tre monoteismi, che considera la sensualità femminile qualcosa di socialmente pericoloso e quindi da ingabbiare nel matrimonio (che nel caso specifico del mondo islamico è in molti casi combinato dalle famiglie). Il velo è simbolo di tutto questo, ma è ovvio che toglierlo non è risolutivo

  • Cesare Giombetti

    Certo ‘sto velo fa sempre discutere. E già questa è una questione su cui riflettere. fa capire quanto si tocchino questioni profonde.

    Se si dividono i veli, mi trovo d’accordo anch’io. Ma, parlando dell’integrale, è giust dirlo, in Italia è già vietato. Anche il casco deve essere tolto, finito l’uso specifico di protezione mentre si va in motocicletta.

    A meno che non si voglia cambiare il senso del divieto (non più per questioni di sicurezza, ma per questioni religiose).

    Io sono sempre per l’abolizione dell’obbligo, e non per l’imposizione del divieto. E, soprattutto, per la maturazione, da parte degli islamici e delle islamiche (ma ci vorrà tempo), dell’assenza della questione “velo” dal messaggio coranico.

    Però vorrei fosse preservata la libertà di credere anche a questa impostazione, così come molti cattolici credono che la pillola RU486 c’entri qualcosa col messaggio cristiano.

    Per me si deve poter scegliere di tatuarsi tutto il corpo, di mutilarsi, di mettersi il turbante o allungarsi il collo, per motivi religiosi e non. Quando queste questioni creano handicap, permanenti o meno (piedi piccoli, infibulazione, morte per infezione da circoncisione), ma soprattutto quando ciò sia un obbligo, e, soprattutto, una prevaricazione di un gruppo verso un altro (maschi verso femmine, bianchi verso neri, ecc.), lì nascono i problemi, e stabilire il da farsi è sempre difficile.

    Cioé: è difficile capire se (come in tanti casi) la scelta sia consapevole o (come in tanti altri) imposta.

  • lina

    Il sig. Ciambetti può pensare che col tempo l’islam cambierà, ma io credo si illuda. E’ dal 1200 che si è bloccato nella sua evoluzione. Mi pare preferisca convertire gli altri – con le buone o le cattive – piuttosto che cambiare lui.

    Temo che mollare sulla questione del velo aprirà altre vertenze.
    Non è un caso se il premier Erdogan ha chiesto ufficilamente alla Merkel che vengano aperte scuole turche in Germania, dirette da Ankara.
    So bene che qualcuno penserà a fare un paragone con le scuole cattoliche in Italia, ma non sarebbe proprio la stessa cosa.

  • maria

    se non ci fosse stata la resistenza, ricordo che sono stati ammazzati decine di migliaia di persone per eliminare completamente il nazismo ed il fascismo dalla faccia della terra, e milioni di persone in tutta la seconda guerra mondiale, saremmo qui a strillare, quelli che sarebbero ancora vivi, “sieg heil!”

  • Ahmed

    Il velo e’ solo uno dei tanti punti critici nel rapporto tra laicita’ e fascismo religioso. Iniziamo da questo elemento con grande valenza simbolica e non smettiamo di demolire il resto.
    Vi sono vari fascismi religiosi (islamico, cristiano, hinduista, etc.) e tantissime normative che da queste ideologie regressive derivano.
    La legge civile combatte un’altra legge, religiosa, che viene oramai contrabbandata come “cultura”.
    Qualcuno, a suo tempo, ha inventato prescrizioni, proibizioni, norme, punizioni, spacciandole di origine divina, con la sola funzione di controllo sociale.
    Con i secoli, le vere motivazioni sono evaporate, ma sono rimaste incrostate le normative religiose, difese dai benpensanti come collante della societa’.
    Proprio le societa’ meno religiose al mondo (Svezia, Giappone, Francia, etc.) mostrano come si possa benissimo fare a meno delle prescrizioni religiose e vivere felici.
    La sinistra ha due lotte davanti: una legislativa, in cui sia capace di creare normative equilibrate tra emancipazione e liberta’ dei signoli. Una seconda ideologica, in cui si urli con tutte le forze che il velo e’ una vergogna.

  • Cesare Giombetti

    Il tempo può cambiare tutto, anche in maniera imprevedibile. Quanto tempo ci vorrà, e come sarà il cambiamento, lo sa solo un eventuale onnisciente.

    Non arrocchiamoci sul fatto che, dopo una linea di evoluzione gloriosa dell’Islam, siccome adesso si segue una linea involutiva, si debba per forza proseguire nell’involuzione.

    Nessuno può sapere e, quindi, non escludiamo alcune possibilità a priori.

  • Alis

    In Francia, dalla ricerca parlamentare effettuata sul velo integrale, è emerso che due terzi delle donne che indossano il velo integrale sono cittadine francesi di estrazione cattolica convertite all’islam PER PROPRIA LIBERA SCELTA, che si coprono il volto PER PROPRIA LIBERA SCELTA. Così è nella maggior parte dei paesi occidentali, le donne che portano il velo integralo lo fanno nella stragrande maggioranza dei casi per scelta, per aderire ad un islam rigorista e fondamentalista, spesso politicizzato e rivendicativo. Si può non essere d’accordo su questa scelta, su quello che simboleggia, sulla cultura che ci sta dietro, come si può non essere d’accordo con chi va in giro con le svastiche tatuate sul braccio. Però per favore non diciamo che “nei loro occhi non si intravede la libertà”, è proprio il contrario: nei loro occhi si intravede la libertà tutta occidentale di poter esprimere anche col proprio corpo i propri punti di vista, cosa che nei loro paesi spesso non si può fare: ad esempio in Tunisia e in tutto il maghreb se solo si viene sospettati di far parte di gruppi radicali salafiti si finisce in carcere senza processo, sotto tortura, ci sono migliaia di persone scomparse in questo modo. Il velo integrale è un simbolo di rivendicazione politica e culturale, da parte delle donne è un dire “io rivendico una diversità radicale di idee, modi di essere donna, e persino modi di gestire il mio corpo rispetto al modello occidentale”. Questo può non piacerci, ma non per questo dobbiamo ignorare questo messaggio e far finta che quelle donne siano solo delle poverine obbligate dai mariti a “non vedere il cielo”.

  • paolo1984

    X Alis
    Bè è notorio che i neo-convertiti sono quasi sempre più “rigorosi” dei vecchi credenti. Innanzitutto direi che una gabbia rimane tale anche se ci entri di tua spontanea volontà. Per questo ribadisco che la battaglia deve essere culturale. Se una donna vuole aderire ad una visione fondamentalista della religione che nega l’illuminismo e secoli di progressi sociali, emancipazione femminile e libertà sessuale ha tutto il diritto di farlo…spero solo che, così come lei ha fatto “liberamente” questa scelta, lasci ai suoi figli e alle sue figlie la libertà di fare scelte diverse..però ne dubito: una volta che entri nel tunnel del fondamentalismo religioso, ci mandi anche i tuoi figli. Il problema alla fine è questo: loro hanno fatto la “libera scelta” di indossare il velo integrale, ma le loro eventuali figlie avranno la libertà di non indossarlo? I loro figli avranno la libertà di cambiare religione o essere atei? Avranno la libertà di esprimere la loro sessualità come meglio credono? io ne dubito.
    Poi mi ha sempre colpito come queste donne che attraverso il velo integrale rifiutano di fatto e di diritto la modernità e l’emancipazione femminile dell’Occidente, poi nella vita di tutti i giorni hanno bisogno di donne che lavorano fuori casa come i medici (nessuna musulmana credente e praticante accetterebbe di essere curata da un medico uomo)..insomma hanno bisogno di donne che accettano la sfida di quella modernità che loro rifiutano per se stesse e, presumo, anche per le loro figlie. Mi sembra un po’ contraddittorio.

  • Ahmed

    Le societa’ hanno il diritto, anzi il dovere di difendersi dalle ideologie regressive e fasciste. In Italia vi e’ una legge specifica che vieta la ricostruzione del partito Fascista (o Nazista) e punisce ogni apologia a tal proposito. Nessuno trova questa limitazione della liberta’ obiettabile.
    Non si capisce perche’ quando ideologie altrettanto negative vengono contrabbandate sotto lo scudo del messaggio divino, ecco che spuntano fuori tutta una serie di timidezze ed auto-censure. Anzi, lo si capisce. Perche’ le religioni si spartiscono il territorio ed impediscono qualsiasi dibattito nel merito. Delle religioni si puo’ discutere solo del metodo, mai del merito.
    Nessuno a Sinistra si azzarda a dire che le religioni sono, quando va bene delle favole, quando va male degli incubi.
    La battaglia va portata nel merito, altrimenti ci ridurremo sempre alla discussione sulla liberta’ di portare il velo (o di farsi 1000 piercing).
    La liberta’ di fare una cosa, non esclude che quella cosa sia infame.
    La laicita’ tiene in considerazione il campo delle liberta’, ma la politica prende parte (da cui “partito”). Bisogna scegliere.
    Il velo e’ una vergogna.

  • lina

    @Paolo e @ Alis
    E’ vero : i convertiti sono i più rigorosi.
    Pare anzi che la maggior parte delle donne europee, convertite all’islam, provenga dalle file dell’estrema sinistra. (Io non lo dò per certo, ma sembrerebbe….)
    Forse ai loro occhi quella scelta è il modo più coerente per esprimere la loro radicale opposizione al sistema.
    Forse è un modo per mantenere duraturo nel tempo l’antagonismo di fatto con l’occidente.
    Quanti, anche tra gli uomini di sinistra, – e non solo in Europa – sono quelli che sono passati su quella sponda ?
    Mi ricordo di Roger Garaudy, il filosofo francese , iscritto al PCF, fu uno dei primi.
    Forse la domanda che dobbiamo porci non è tanto sulle ragioni del velo, ma su quelle della conversione.
    Forse l’Illuminismo non gli basta più !
    Lina

  • Alis

    @paolo: il problema di rispettare la libertà dei figli vale per tutte quelle famiglie in cui i genitori fanno scelte “estreme”. Se i tuoi genitori vivono segregati dal resto della società, tu come figlio sicuramenti hai delle limitazioni alla tua libertà, o per lo meno dei forti condizionamenti. Ma questo vale anche per i figli dei rom i cui genitori preferiscono portarli a fare l’elemosina piuttosto che mandarli a scuola, o i figli dei testimoni di Geova che non possono ricevere una trasfusione di sangue o anche i figli degli ebrei ortodossi integralisti. Ma soprattutto bisogna ricordarsi che queste sono minoranze numericamente davvero ininfluenti, si calcola ad es che in Francia su 5 milioni, solo 2.000 donne portano il velo integrale, di cui 2/3 convertite francesi. Non è un po’ esagerato continuare a parlare ossessivamente di questa “minoranza di una minoranza” (pochi lo dicono, ma i musulmani osservanti sono una minoranza di tutti i musulmani immigrati in Italia), ci preoccuppiamo tanto della scelta di abbigliamento(per lo più volontaria) di poche estremiste, quando in Italia ogni tre giorni una donna è uccisa (e non da musulmani), siamo sotto-rappresentate in parlamento, nei luoghi pubblici, sul lavoro, in TV siamo rappresentate solo come merce.

    @Ahmed: sostenere che le religioni sono solo delle ideologie regressive e fasciste è molto riduttivo. è come dire che tutte le persone di sinistra sono stalinisti sanguinari. Inoltre, più l’elemento religioso viene negato e represso, più riemerge in forme virulente.

    @Lina: il capo dell’UCOII Hamza Piccardo era di estrema sinistra, ma ci sono anche molti ex militanti di estrema destra convertiti, soprattutto all’islam sciita. Hai ragione tu: invece di spendere fiumi di inchiostro sui veli altrui, magari sarebbe interessante dare voce alle donne che portano il velo integrale, per sentire dalla loro stessa voce le ragioni di una scelta

  • paolo1984

    Ahmed, tu hai perfettamente ragione, ma chi attacca le religioni nel merito rischia di vedersi accusato di voler reprimere la libertà di culto, di voler privare del “conforto della fede” tante persone che magari sono sole, malate, anziane, tra le tante cose che la Sinistra non dice più c’è anche “la religione è l’oppio dei popoli” e questo è parte del problema.
    Lina, il maggior rigore dei neo-convertiti credo si debba al senso di colpa per il loro passato da “miscredenti”, si vergognano di ciò che erano e sentono fortissimo il bisogno di ribadire la loro “nuova identità”.
    Sapevo di Garaudy (che è diventato pure un negazionista della Shoah), ma questa cosa delle donne ex comuniste che si convertono all’Islam e si mettono il velo integrale mi giunge nuova: evidentemente c’entra la delusione per il fallimento storico dell’ideologia comunista per come è stata realizzata fino ad adesso e la disperazione per aver visto crollare le speranze di cambiamento insite nel marxismo. Forse queste persone avevano bisogno di un’altra fede, un altro Dio il cui messaggio fosse ancor più radicale e ancor più conflittuale verso la società che aveva visto la sconfitta della loro precedente fede, il Cristianesimo per loro non era abbastanza così hanno scelto l’Islam.
    Se poi l’Islam sia veramente così “alternativo” all’occidente capitalista e non piuttosto una sua variante reazionaria..bè su questo si potrebbe scrivere un’enciclopedia.
    certo rimane il mistero di come si possa passare da una ideologia di progresso che è sostanzialmente figlia dell’Illuminismo e dell’ala “giacobina” della Rivoluzione Francese come il marxismo, ad una ideologia come quella religiosa che rifiuta i valori dell’Illuminismo.

  • paolo1984

    Mi correggo: i giacobini francesi, pur attenti ai diritti sociali non hanno mai messo in discussione la proprietà privata, più che figlio loro il marxismo può trovare le sue origini in correnti a sinistra dei giacobini, presenti nella Francia rivoluzionaria. Il legame con l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese è comunque indubbio.

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo Declich

    Allora. Per me il velo, qualsiasi tipo di velo, si determina storicamente come simbolo visibile del potere maschile sulla donna.

    Ci sarebbe moltissimo da discutere su questo ma va bene, non è questo il luogo: vietare solo quello “scabrosamente” integrale è a mio modo di vedere sbagliato e non fa che rendere più cattolico, anzi direi “vaticano”, il nostro ordinamento.

    Inoltre: o la questione si affronta in un modo (cioé con la legge, accettando le contraddizionic he ciò comporta) o in un altro (con il “lavoro” della società, della cultura etc.). Ma senza “tagliare” le cose a metà, altrimenti non si fa altro che creare confusione.

    E, by the way, proibirei anche tutti i simboli del potere maschile sul corpo delle donne.

    Sarà il caso di iniziare a studiarli.

  • Ahmed

    @ Lorenzo
    Condivido la necessita’ di un lavoro di “depurazione” dei simboli dell’oppressione. I simboli sono vessili dietro a cui si conducono battaglie politiche.
    Oppressione maschilista, di classe, razziale, religiosa, etc.
    Spesso queste caratteristiche si mishiano e si rafforzano a vicenda. Non bisogna certo arrivare agli eccessi degli anni ’70, quando tutto era politica, e si stava attenti anche a che tipo di giacca indossare.
    Pero’ si sente una forte necessita’ di re-interpretare il gran lavoro di pulizia fatto dagli occidentali sulla cultura occidentale, aiutando i progressisti del mondo nello stesso prezioso lavoro.
    Nel mondo c’e’ una moltitudine di movimenti di emancipazione delle donne, ecologisti, libertari. E’ necessario un atteggiamento rispettoso (anche perche’ molte battaglie sono nate nel terzo mondo) e di vero internazionalismo.
    Pensiamo alle grandi battaglie di emancipazione in India, o in China ed in Viet Nam.
    Il mondo arabo continua a regredire proprio a causa della controffensiva islamista, ma non disperiamo.
    Merito al Manifesto ed alla Sgrena di parlarcene.

  • lina

    @ Paolo
    Un altro esempio più recente di “donna di sinistra”, che veniva da famiglia “di sinistra” era la compagna, mai sposata, ma che aveva dato tre figli a quell’imam di Carmagnola, che il ministro Pisanu fece espellere e estradare nel suo paese , il Senegal, perchè ritenuto portavoce di Al Qaida, Italia qualche anno fa.
    Immagino ricorderete le immagini che diede quando, completamente nascosta , le mani inguantate, andò a prendere l’aereo per seguire il marito espulso, gridando in continuazione “Allah hac bar”.
    Comunque è vero che altri convertiti nostrani vengono dall’estrema destra, anche se questo percorso per molti nasce dall’odio coltivato contro gli ebrei , proprio della cultura nazista.
    Lina

  • paolo1984

    X Alis
    Certo hai ragione, la libertà dei figli viene repressa da tutti i genitori che fanno scelte di vita “estreme” in particolare sul piano culturale e religioso. Forse è proprio l’educazione religiosa, la mentalità eligiosa in particolare dei tre monoteismi che annichilisce il senso critico e la razionalità (e di conseguenza la libertà) ad essere unproblema, ma a fare questi discorsi passi per il solito laicista cattivo. E poi non si può negare ai genitori il diritto di educare i figli secondo i propri principii anche religiosi (finchè tali principii non entrino in contrasto con la legge).
    Sono contento di sapere che gli integralisti sono minoranza all’interno degli stessi musulmani. In TV le donne vengono rapprresentate come merce se ci si riferisce a certi programmi televisivi, ma nella fiction (ad esempio RIS) le cose vanno decisamente meglio.

  • paolo1984

    Sulle ragioni che spingono una donna neo-convertita all’islam a portare il velo integrale bè Il manifesto pubblicò qualche tempo fa la lettera aperta di un gruppo di italiane convertite che avevano scelto di indossare il velo integrale: la motivazione che emergeva fra le righe era la loro paura della modernità e delle sfide e anche dei problemi che essa comporta (erano stufe di dover dimostrare di essere sempre le migliori sul lavoro se ricordo bene) specie per una donna, invece di affrontare la sfida, di resistere queste donne scelgono di fuggire rinchiudendosi nella “gabbia dorata” del tradizionalismo religioso (islamico in questo caso). Una scelta legittima, ma che io francamente non condivido. La modernità, la libertà sessuale, l’emancipazione possono avere e hanno contraddizioni e problemi, ma fuggirli non è la soluzione. I problemi e le contraddizioni si affrontano. per le rag
    E poi anche questo neo-tradizionalismo ha le sue contradizioni come ho detto nel post n.16.

  • alma

    Un’ editoriale ineccepibile
    Se tutta la sinistra fosse stata capace di esprimersi in maniera così ragionevole e chiara su questa questione, solo apparentemente marginale, certamente nelle urne si sarebbe trovato qualche voto in più per la Sinista
    Purroppo dobbiamo ancora registrare buffoni che scendono in Piazza scimmiottando i Kamikaze, danneggiando tutta la Sinistra
    Pazienza

  • Marino

    A Pasqua ero a Parigi a visitare il Centre Pompidou e ho assistito alla scena di un gruppo di ragazze velate (solo sui capelli) che ascoltavano un un uomo che stava spiegando qualcosa a proposito delle opere esposte…a una esposizione temporanea delle avanguardie femministe. In particolare stavano commentando una foto apparentemente banale, la classica foto ricordo di una donna in bikini in spiaggia. L’autrice osservava (nella didascalia esplicativa) che l’opera voleva mettere in luce la necessità per la donna ritratta di adeguarsi a un modello esterno. Mi è sembrata una specie di “epifania”, qualcosa che faceva capire come tante volte i giudizi possono non abbracciare tutta la complessità del reale.

  • Ahmed

    Cara Giuliana, sono anni che seguo questa rubrica. Coraggiosa, piena di speranza, piena dei migliori valori della sinistra.
    Molti lettori che inviano posts hanno le idee chiare ed aiutano il dibattito in modo cruciale.
    Serve una concretizzazione politica a questo bel movimento: devi prenderti la responsabilita’ ed agire direttamente nell’agone politico. Non aspettare che i partiti ti vengano a cercare, crea tu un qualcosa che faccia direttamente politica. La collaborazione con i partiti potra’ avvenire in seguito, quando finalmente a qualcuno di loro si aprira’ la mente.
    Per noi che abbiamo girato il mondo la tua rubrica e’ una ventata di aria fresca in mezzo a montagne di derelitti provincialismi sinistrorsi.
    Un solo suggerimento: vola al di sopra della divisione di genere, per abbracciare valori veramente universalistici. La razionalita’ contiene in se anche l’emancipazione femminile.
    Io (nel mio piccolo) ti sostengo.
    Sgrena for President 😉

  • http://www.pippoflash.com Filippo Gregoretti

    Emotivamente, come un bambino, sono d’accordo.
    Sono anche d’accordo che negli edifici pubblici non si possa andare in giro col viso coperto.
    Eppure, mia nonna portava sempre il velo… quello delle nostre signore che andavano a messa… non per questo mi sembrava una donna oppressa, ma solo “modesta” e fiera di esserlo.
    Bisogna andarci piano con queste generalizzazioni.
    Scagliarsi senza granu salis contro un simbolo che emotivamente ci sconvolge, non aiuta certo persone per le quali quel simbolo ha un valore profondo, culturale, tribale, religioso…
    In Italia c’era la malaria pochi anni fa, non si usavano le scarpe, e erano frequenti rapporti sessuali incestuosi. Pochi anni fa. Chi pensiamo di essere?
    Bisogna accogliere questi popoli con cortesia, e solo tramite l’integrazione li si potrà aiutare ad emanciparsi.
    Chi crediamo di essere? Chi credi di essere?
    Siamo riusciti a farci prendere in giro, a farci disprezzare la nostra stessa religione, e di conseguenza a distruggere dentro noi stessi ogni barlume di spiritualità. E ora siamo morti, soli nel nostro materialismo tinto di bontà. In realtà, siamo solo vuoti. E ci sentiamo di poter giudicare persone che nel bene e nel male sono in contatto con il loro sacro.
    L’autrice dell’articolo dovrebbe essere meno perentoria. La certezza di se non è mai “giusta” o “sbagliata”, ma solo autoritaria, rozza e fascistoide.
    Il beneficio del dubbio, e la delicatezza del condizionale, rendono un pensiero sublime.

    Non solo nei paesi musulmani le donne sono oppresse, e si suicidano (col fuoco, ma anche in molti altri modi). In india (un miliardo e mezzo di abitanti), maggioranza Hinduista, accade di frequente. In Cina (un miliardo e tre), accade in altri modi.

    Però come ci siamo cascati, con tutte le scarpe… ormai il nostro pensiero è deviato, è controllato. Islam = cattivo! E’ facile… le donne portano il cappuccio! Gli uomini hanno il barbone e urlano ABHABHABH, e poi… TUTTI i film di hollywood hanno il cattivo col turbante e il barbone ABHABHABH…

    E noi continuiamo a fare il loro gioco. Sentendoci liberi quando invece non abbiamo neanche più la libertà di pensare. Certo, anche le donne col burqa avranno il conto in banca, la carta di credito e il mutuo.

    Complimenti manifesto, sempre peggio.

  • giuliana

    @ Ahmed grazie per la fiducia, io sono impegnata a sostenere le mie posizioni ovunque cercando di scuotere la sinistra che su questi temi è estremamente confusa e refrattaria, difficile a pensare di costruire qualcosa di nuovo, ci sto provando all’interno di Sinistra econogia e libertà ma non è facile, quindi soprattutto non abbandono il mio impegno personale in ogni ambito, approfittando del contatto con le persone che ho presentanto i miei libri e ora il mio ultimo, Il ritorno.
    grazie giuliana

  • lina

    @Giuliana
    perchè non è facile ? Quali ragionamenti oppongono ? Chi è confuso e refrattario ? Non pensa che anche noi meritiamo di saperlo ?
    Lina

  • Mario

    Giuliana, come sempre sei illuminante e intelligente. Ho letto i tuoi due libri “Il Prezzo del velo” e “La schiavitù del velo”, li rileggo e li consulto spesso. Come gay sento molto vicino certe tematiche perché la libertà della persona è una questione universale. Tutto inizia con la repessione della differenza di genere, ma dietro il velo può essere nascosto ogni essere umnao. Tu cogli molto bene quest’aspetto e lo fai andare con molta onestà e molto coraggio oltre le ideologie politiche. Grazie per tutto quello che fai. Mario

  • Alis

    scusate ma in questo sito si tende a fare di tutta l’erba un fascio. si parla sempre dell’islam o del cristinesimo come fossero una cosa unica, monolitica, sempre e comunque oscurantista e bacchettona, e invece gli ideali occidentali-illuministici come un il non-plus-ultra. Ma perché non ammettere che ci sono tanti islam e tanti cristinesimi quanti sono i credenti che professano queste fedi, e che il mondo è pieno di sfumature, ad esempio sia bush che obama sono due ferventi cristiani protestanti, ma direi che c’è una bella differenza fra le due concezioni del mondo (consiglio di leggere il libro di obama “la mia fede” che spiega il suo risveglio religioso), come l’islam degli integralisti sia autoctoni che convertiti non è uguale all’islam progressista di esponenti come shirin ebadi, o irshad manji, o anche tariq ramadan. Allora perché si insiste a voler sempre porre l’accento su quella piccolissima minoranza di musulmani integralisti, di fatto in questo modo legittimandoli come rappresentanti del pensiero islamico in generale? forse questo è strumentale a un certo discorso occidentale, che deve identificare la religione sempre e comunque come un nemico oscurantista per ribadire le proprie posizioni anti-clericali e anti-religiose.
    se non ci fossero quelle quattro donne col velo integrale a spaventarci tanto, di fatto, forse saremmo costretti ad occuparci di problemi un po’ più reali, ad esempio i problemi delle donne italiane, di tutte le religioni e colori, e dei loro uomini, e dei loro bambini.
    Ma forse questi argomenti non sono così appassionanti
    La pace sia con tutte/i voi

  • giuliana

    @ filippo intanto questo è il mio blog e non estendere a tutta la redazione gli insulti che rivolgi a me, devo dire che non capisco perchè ti scaldi tanto: anch’io non condivido quello che dici ma non viste le motivazioni non ritengo necessario rispondere e che dovrei dire a chi mi accusa di rozzezza e di fascismo?

  • giuliana

    @lina penso che non ci sia nulla da spiegare basta guardare le prese di posizione di buona parte della sinistra sui temi di cui stiamo parlando
    giuliana

  • giuliana

    @ alis evidentemente non conosci le mie posizioni e leggi distrattamente anche questo blog
    g.

  • paolo1984

    X Alis e Gregoretti
    non capisco con chi o cosa ce l’avete. L’illuminismo è quella corrente di pensiero grazie alla quale io oggi posso esprimermi liberamente sulla religione senza rischiare la pelle, vi sembra poco? A me no.
    So benissimo che non tutte le persone religiose sono integraliste, ma rivendico il mio diritto di affermare che si può vivere senza credere in Dio, che l’etica e la morale non sono patrimonio esclusivo dei credenti, rivendico il mio diritto di affermare come Immanuel Kant: “la legge morale dentro di me e sopra il cielo stellato”. il cielo stellato e non Dio.
    Ma perchè dichiararsi orgogliosamente atei o agnostici da’ tanto fastidio ai credenti? Io non mi sento offeso dal fatto che nel 2010 c’è ancora gente che crede che il mondo sia stato creato in sette giorni, che le acque del Mar Rosso si siano aperte in due o che una donna vergine abbia partorito. Eppure voi credenti (suppongo che lo siate) siete inorriditi dal mio “materialismo anti-religioso occidentale”
    Caro signor Gregoretti, anch’io ho qualcosa che considero sacro: si chiama libertà dell’individuo, autodeterminazione del proprio corpo, si chiama libertà di esprimere la propria sessualità tra adulti (o perlomeno coetanei) consenzienti senza un religioso che rompa le scatole.

  • lina

    @Paolo
    Mi pare che questo blog abbia raggiunto un target che era rimasto sempre in sospeso. Parlare di islam significa confrontarsi anche con le altre religioni.
    Se il sig. Paolo crede che la formula illuministica sia ben accolta al di fuori dell’occidente, non deve prendersela con i cristiani europei.

    Deve invece pretenderla da chi , arrivato tra noi, non la concepisce proprio.
    E qui , mi dispiace dirlo, fallisce il suo progetto di “dialogo”.
    I cattolici di cui lui si lamenta, non fanno altro che avvertirlo di quanto distante sia la sua posizione da quella di qualunqe persona abbia una fede nell’al di là. Hanno tutti un’altra scala di valori.

    PS Quanto ai miracoli, nell’islam c’è quello dell’assunzione in cielo del Profeta. Il quale venne “rapito” in cielo dalla roccia che è al centro della moschea di Gerusalemme.

  • Silvia

    Una gabbia è tale anche se ci entri spontaneamente, dice un commento; giusto mi pare. Il velo integrale è una gabbia paragonabile alla gabbia/clausura delle “nostre” suore? Perché la clausura nn dà fastidio?Perché queste imposizioni/scelte sono sempre solo per le donne? Di solito scelte inventate (se non imposte) da uomini?
    Penso che il velo integrale vada vietato in luoghi pubblici chiusi (scuole, uffici, aziende, hotel etc.),come tutti gli altri segni religiosi molto visibili (crocifissi, corani, candelabri, tutti); penso che vadano tolti crocifissi e altri simboli religiosi dai muri di luoghi non sacri, per rispetto di chi non ci crede e di chi ci crede. Penso che a scuola si debba insegnare cosa gli uomini riescono ad imporre ad altri uomini (e soprattutto donne)in nome della fede; solo ciò che non ha una buona ragione ha bisogno della fede per essere imposto. Solo la fede fa fare cose che ragionevolmente uno non farebbe, a volte nel “bene”, spesso nel “male”. Però il bene (dalla solidarietà alla santità) si giustifica da solo invece il male (dal burqa al kamikaze)ha bisogno della fede, perché la ragione non lo giustifica. Con la parola Fede parlo di tutto ciò che va dal tifo da stadio (spesso violento) al kamikaze che viene convinto a farsi saltare in aria nella metropolitana (dietro a ogni kamikaze c’è un “maestro”, che non si fa mai saltare di persona però…) e dietro alle squadre ci sono i padroni (che nn si picchiano personalmente). E dietro al burqa che c’è? e dietro alla clausura?

  • Alfredo

    Cara Giuliana,
    tra proibire l’uso del burka e obbligare a indossarlo in realtà c’è poca differenza. Credo che l’ideale sarebbe trovare una maniera di proteggere quelle donne che non vogliono indossarlo e vi sono obbligate. Ma quelle donne per le quali l’uso del burka è una scelta vanno rispettate: come ti sentiresti se il paese dove vai a vivere ti obbligasse ad andare nuda per strada??? Non difendo il burka, semplicemente mi preoccupa che dietro la difesa delle donne possa nascondersi il rifiuto della cultura alla quale appartengono. Come a dire: povere vittime di una società barbara, noi vi salviamo, mettetevi una minigonna, siate occidentali e vi accetteremo.
    Qualche tempo fa ho conosciuto una donna che ha lasciato suo marito (entrambi arabi) perché non voleva che indossasse il burka.
    Prima di difendere qualcuno bisogna conoscerlo a fondo, quanta gente c’è che pensa che i cani siano pericolosi e ne ha paura? Eppure non lasciamo che nessuno prenda a bastonate il cane che accompagna il cieco, no?

  • Alis

    Io il blog lo leggo con attenzione (almeno mi pare), rispetto la posizione di chi vi scrive, dico solo che dal mio punto di vista la tematica del velo integrale sembra avere un’importanza sproporzionata rispetto alla reale portata del fenomeno, e che si tende sempre a porre l’accento sul fondamentalismo islamico, come se esso rappresentasse la corrente maggioritaria dell’islam. Sarebbe come dire che le posizioni dell’opus dei o di ratzinger rappresentano i cristiani cattolici, io non sono d’accordo. Poi accusare chi dissente di essere superficiale invece di rispondere puntualmente alle domande che pone non mi sembra un atteggiamento molto produttivo.
    @paolo: io non ce l’ho con nessuno. Rispetto gli atei ed i valori illuministi, sto solo dicendo che essi non sono incompatibili o in contrapposizione con una visione religiosa della vita, che può esistere una religiosità moderna e che l’equazione religioso osservante=bigotto fondamentalista mi sembra un po’ superata, sarebbe come dire ateo illuminista=giacobino sanguinario.

  • mauro gasperini

    C’è una legge che vieta a chiunque in Italia di andare in giro col volto coperto o travisato, non vedo per quale motivo io la debba rispettare e chi indossa il burqa no, qui non esiste nessuna questione di religione, è una legge sulla sicurezza pubblica che non mi sembra affatto discriminatoria nei confronti di nessuno, infatti non si parla affatto del velo che tante donne mussulmane indossano ma solo del burqa o del velo che lascia scoperti solo gli occhi. Io sono stato diversi anni in Danimarca, paese famoso x le sue leggi liberali, li sei accolto e benvenuto chiunque tu sia, ma una volta in Danimarca sei tenuto a rispettare gli altri che vivono li come in tutti i paesi dovrebbe essere, ma non puoi (come si vede qui) fare propaganda a favore o contro paesi e leggi che vigono in altri paesi. Per esempio a Piazza Venezia a Roma spesso ci sono degli iraniani che ti chiedono di firmare perchè nel loro paese vengono torturate ed uccise delle persone, ma quando tu non gli dai dei soldi della tua firma non gliene potrebbe fregare di meno, beh questo in Danimarca non si può fare, stai li, stai in un paese sicuro ma per campare devi lavorare, non puoi chiedere soldi alla gente x strada x nessun motivo e cmq mi piacerebbe sapere che fine fanno quei soldi che tanta gente da a Piazza Venezia. Sarò prevenuto ma io non ci credo che quei soldi vengono impiegati a favore delle persone che vengono impiccate in Iran o per cercare di cambiare le leggi.

  • Vito

    Giuliana,
    non credi che vietare il velo integrale per legge sia rischioso dal punto di vista politico/legislativo? Come giustificarlo? Secondo te e` solo un modo per forzare l’aberrazione culturale dell’oppressione della donna?

    Io vivo in Belgio e qui se ne parla tanto, infatti oggi dovrebbe esserci il voto in Parlamento (a meno che non ci siano rinvii causa scossoni politici). Human rights watch ieri ha dichiarato che si tratterebbe di una violazione dei diritti umani e che creerebbe un pericoloso precedente. Io (da giurista) sono abbastanza a favore di questa visione e al massimo adotterei il divieto nei luoghi pubblici (scuola in primis).

    Dovresti venire qui a discuterne (con SEL, per esempio). Sarebbe interessante

  • lectiones

    Il burqa non deve proteggere la femmina da sguardi lascivi, deve proteggere il maschio dalle insidie della concorrenza sessuale e garantirgli la rassegnazione fatale della donna sotto burqa.
    La democrazia c’entra come cavolo a merenda, è un problema d’onore che il maschio tutela con il nascondere l’oggetto del desiderio (in Sicilia si uccideva). Una schifezza islamica mimetizzata dal fanatismo religioso. Ma son certo che queste cose le conosce benisismo la giornalista che fu vittima della ferocia STATUNITENSE.
    CF

  • http://www.civiltano.it anna

    cara giuliana, seguo sempre i suoi scritti e condivivo lo spirito con cui guarda ai fenomeni che riguardano le culture dell’islam. Il velo integrale ha un fondamento più tribale che religioso, diciamo che le due cose si sono saldate. Noi cosa possiamo fare? Fuori dal contesto tribale, cioè nelle nostre società penso che si possa dire che non sia accettabile anche con punizioni pecuniarie, come avviene per chi si metta un passamontagna. In una società tribale le distanze tra i membri sono molto più ravvicinate e le donne sono e sono state sempre controllate nei comportamenti perchè l’ordine gerarchico di genere maschile non venga o non venisse scardinato.
    Il passaggio da un ordine tribale ad uno come il nostro avviene con un cambiamento economico e culturale che parte dagli stessi soggetti e ci vogliono anni e anni e condizioni favorevoli. Il Velo non integrale, invece, è un discorso più articolato e sul quale nessuno, se non le donne stesse,dovrebbe intervenire.

  • giuliana

    @alfredo i tuoi paradossi sono inquietanti. E vorrei chiederti: a quale cultura corrisponde il burqa?
    g-

  • giuliana

    @ vito, si sarebbe interessante discuterne anche a Bruxelles, quando avrò i mezzi…
    anche perché la questione si pone diversamente (rispetto alla legge o non legge) in un paese laico e in uno, come l’Italia, che laico non è.
    g-

  • paolo1984

    X Alfredo. Per quanto mi riguarda non ho mai detto che le donne islamiche devono mettersi la minigonna, questa è una caricatura ingiusta delle mie idee e credo anche di quelle di Giuliana.
    Le donne e gli uomini possono vestirsi come vogliono (ma nei luoghi pubblici i simboli religiosi non andrebbero ostentati), Però so riconoscere un simbolo sessuofobico quando lo vedo e il bourka lo è e ciò vale anche per il velo delle suore
    X Alis: io vorrei che questi religiosi moderni e moderati si facessero sentire, si organizzassero invece mi sembra che siano pochi e sostanzialmente inascoltati.
    Sulle religioni in generale continuo a pensarla come la penso. E a lina dico che non m’importa di quanto i miei valori illuministi siano condivisi, io continuo a difenderli come i credenti difendono i loro.

  • martino

    Penso sia sbagliato fare appello ai “religiosi moderati”, faremmo forse appello ai nostri “religiosi moderati” italiani e cattolici per difendere la legge sull’aborto? In Francia Sarkozy ha voluto identificare i francesi di 1a,2a e 3a generazione attraverso la loro religione, ignorando che la maggioranza di loro non sono piu’ religiosi o blandamente, e proprio perché si sono liberati dalla tutela soffocante degli imam a casa loro, si sentono cittadini francesi. Il fatto di identificarli come “musulmani” serve a negare loro una piena cittadinanza francese, perché infatti nessuno qualifica un ebreo francese o un cattolico o un protestante francese, invece quando si parla di un intellettuale francese che non si dichiara se stesso come musulmano, i media usano una perifrasi, “che viene dalla diversità”, perché insistono a non considerare chi è francese da piu’ generazioni come cittadino uguale ai francesi “de souche” cioè di stirpe.Nella vicenda francese sul niquab della giovane donna, mi ha colpito il fatto che non si esprime mai direttamente, lo fa il marito per lei, l’avvocato del marito, uno stronzo come Tariq Ramadan, ma lei non apre mai bocca. Ora, la legge serve a ricordare che non si puo’ fare tutto in una repubblica, che esiste un patto tacito per il quale chi esce da casa sua rivolge alla comunità almeno il suo viso perché è questo che li identifica come facente parte della comunità. Se la proibizione del niquab vuol dire che queste donne resteranno a casa loro, visto che quelle che si sono espresse pubblicamente rivendicano questa scelta, è loro responsabilità e loro scelta.

  • Cesare Giombetti

    Grazie ai religiosi moderati italiani ci sono sia una legge sull’aborto che una sul divorzio! Se non avessero votato loro non ci sarebbe la legge. Ciò significa che una religiosità intelligente è possibile. A questo bisogna puntare. Segnalo la foto-notizia di oggi che ritrae il re saudita con delle donne più scoperte del solito. Son piccoli grandi segnali. Le cose cambiano, se ci si crede e se non si fanno facili equazioni: religione = oppio dei popoli; islam = non democrazia; mondo arabo = sessuofobia; ecc.
    Questi preconcetti non aiutano a crescere e a far crescere.
    Ieri ho visto a teatro La casa di Bernarda Alba. Leggetelo se non l’avete fatto. È bellissimo. È una magnifica fotografia del modo oscurantista e maschilista di vivere la religione da parte delle donne. In quel caso era cattolica, ai tempi di Garcia Lorca. Fino a ieri c’era Franco in Spagna. Ora è uno dei luoghi più liberali.

  • Vito

    Giuliana,
    se hai tempo, possiamo sempre organizzare, un volo per Bruxelles lo troviamo facilmente. SeL e` ben organizzata qui a Bruxelles. Quando vuoi…

  • giuliana

    ok. si può fare
    giuliana

  • alma

    L’ orrendo omicidio di Saana
    Ogni giorno estremisti fondamentalisti islamici sedicenti “Imam” arringano i fedeli da Moschee più o meno improvvisate cercando di convincerli ad applicare la “sharia” nei loro rapporti interfamiliari ( maltrattamenti a mogli e figli )
    Ed è logico che, predica oggi, predica domani, ogni tanto il morto ci scappa
    Sappiate solo che se questi Imam ( che spesso sono cellule “dormienti” di Hamas o Al Queida” ) se osassero fare queste prediche in Marocco, Algeria, Tunisia, verrebbero immediatamnte incarcerati
    Pertanto che aspettiamo ad espellere questi pericolosi parassiti e sovversivi ?
    Vogliamo forse aspettare che riescano a rovinare la parte sana degli immigrati islamici in Italia ?