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Lo scienziato borderline

Continuo a parlare di Nino di Matteo!

Non lasciamo soli i magistrati minacciat!i (di Roberto Morgantini e Massimo Zucchetti)

Sì. A costo di annoiare, a costo di ripetersi. Il movimento “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino organizza per domani, 3 aprile, ore 18 circa, una iniziativa per rompere ul muro di silenzio e omertà intorno a Nino di Matteo e altri magistrati nel mirino della mafia. A Palermo, a Bologna ed in tante altre città. E da queste pagine continueremo a parlarne, sempre: perché il silenzio,  in casi come questo, uccide; quello delle istituzioni poi, è ancora più colpevole, signor ministro Alfano.

Vari magistrati, in special modo Nino Di Matteo e la sua scorta, sono in serio pericolo di vita. Recentemente Di Matteo è stato preso di mira da Totò Riina che l’ha indicato, di fatto, come prossimo bersaglio da colpire.

Nel silenzio assordante delle istituzioni e dei media.
E, ancora oggi, non viene disposto sul convoglio di scorta di Di Matteo, un dispositivo chiamato “Bomb Jammer”. Questo dispositivo inibisce il segnale che da un telecomando permette di azionare e far esplodere una bomba.
Il 3 dicembre 2013, a Palermo, il ministro Alfano promise che presto Di Matteo avrebbe avuto il “Bomb Jammer” che, attualmente, costituirebbe la miglior forma di protezione per il magistrato e la sua scorta.
Ma, ad oggi, nulla è stato fatto. Perché?
Mentre l’allarme è giunto al massimo livello, assistiamo ad un immobilismo davvero preoccupante da parte di coloro che dovrebbero aver a cuore la vita di chi si impegna a far luce sulle stragi del ’92.
A Palermo, intanto, si respira la stessa aria che precedette le stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Si avverte la stessa paura.
Occorre continuare a mobilitare le coscienze e sostenere l’impegno dei magistrati in prima linea contro le mafie. Lo stesso Di Matteo dice che “l’attenzione dell’opinione pubblica costituisce per noi tutti da una parte uno scudo vero e reale, e dall’altra un ulteriore sostegno per andare avanti nel nostro lavoro”.
Dopo il presidio del 21.12.2013 tenutosi a Bologna in Piazza Maggiore con letture, manifesti e flash mob per manifestare solidarietà al giudice Di Matteo e a tutti i giudici del pool di Palermo (lo striscione con la foto di Di Matteo calato da Palazzo d’Accursio in quell”occasione è stato poi issato durante i successivi presidi di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza in occasione

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delle udienze dei primi mesi del 2014 del processo sulla Trattativa) e l’iniziativa della vigilia di Natale, quando furono esposte 5000 candele alle finestre da parte dei cittadini per illuminare la strada della giustizia e sostenere i magistrati, riteniamo utile unire le forze, invitando tutti
GIOVEDI’ 3 Aprile dalle ore 18.00 alle 20 davanti alla PREFETTURA di BOLOGNA per un presidio a sostegno e appoggio dei magistrati minacciati dalle mafie.

Invito tutti quelli che possono ad aderire all’iniziativa dell’amico Roberto Morgantini, che sarà al sit-in insieme a Mattia Fontanella, Riccardo Lenzi, Stefania Pellegrini e Antonio Monachetti.

E, come loro, in tante Piazze d’Italia si manifesterà. No alle mafie, no al silenzio complice e criminale, no ai veleni, alle mezze parole, ai “coccodrilli” già pronti che i media aspettano di pubblicare,  ma solo”dopo” il fatto di sangue che rende di nuovo “di moda” l’essere antimafia.

io faccio mio il grido di Salvatore Borsellino: “Io non chiedo, io ESIGO”: che chi deve agire a tutela, lo faccia, e subito.