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FranciaEuropa

Continental: i lavoratori accettano di “lavorare di più per guadagnare di meno”

I lavoratori dei tre siti della Continental della regione Midi-Pyrenées hanno accettato al 52% la proposta della direzione: ridurre i costi salariali dell’8% in cambio della promessa di non chiudere i siti di Tolosa, Foix e Boussens almeno fino al 2015. I sindacati – qui Cgt e Cfdt rappresentano il 60% dei dipendenti – avevano preso posizione per il boicottaggio del refendum organizzato lunedi’ dalla direzione della Continental, società statunitense che produce conponentistica elettronica per l’auto. Ma i 2500 lavoratori, a malincuore, sono andati a votare all’83%. La direzione è soddisfatta e vede nel risultato del referendum “un forte incoraggiamento a proseguire” sulla strada intrapresa. La direzione vuole imporre una riduzione dei costi salariali dell’8%, che sarà realizzata attraverso la soppressione di due giorni di riposo (che era stati ottenuti grazie alle 35 ore) e facendo passare un punto percentuale di contributi sui salari, sgravando cosi’ il il datore di lavoro. In altri termini, i lavoratoti accettano di guadagnare di meno e di lavorare più ore. I sindacati parlano di “ricatto” all’occupazione. La direzione sostiene che i siti tolosani non sono più redditizi. Ma, risponde la Cgt, “nel 2009, mentre tutta l’industria automobilistica era in crisi, il sito di Tolosa (il più grande, con 1800 dipendenti) ha realizzato 38 milioni di euro di utili su 400 milioni di fatturato”. La Continental era già stata all’onore della cronaca non tanto tempo fa, quando un gruppo di lavoratori del sito di Clairoix avevano saccheggiato la sotto-prefettura di Compiègne. Un gesto disperato, di rabbia, per essere stati presi in giro: la fabbrica aveva chiuso nel 2009, malgrado due anni prima, i lavoratori avessero accettato di rinunciare alle 35 ore e tornare alle 40 ore (pagate 35) contro la promessa di mantenimento dei posti di lavoro.  Cgt e Cfdt affermano che, malgrado il risultato del voto, “non firmeranno” questo accordo.  Negli ultimi anni, i referendum interni si stanno moltiplicando nelle fabbriche in Francia, un modo per bypassare i sindacati e indebolire i lavoratori.