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Rovesci d'Arte

Contestati gli Stati generali della cultura. E tutti i ministri

Sono stati fischiati e contestati tutti i ministri agli Stati Generali della Cultura di Roma, organizzati da Il Sole 24 Ore, l’Accademia Nazionale dei Lincei e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani: il parterre governativo era riunito, presso il teatro Eliseo, per una sfilata di intenti e buoni propositi. Per Lorenzo Ornaghi, mentre sosteneva la collaborazione con i privati: “Lei parla come un economista, perché non parla come un ministro della cultura? Non ne possiamo più di parole, siamo allarmati”. Piccato, ha risposto di preferire i fatti alle chiacchiere (però stava “chiacchierando”, appunto) e ha incalzato dicendo che se le risorse sono diminuite è necessario farne buon uso. Le critiche non sembrano toccarlo: Ornaghi è convinto che i tecnici abbiano fatto “già molto”. Dopo di lui, i fischi sono toccati al ministro Fabrizio Barca e a Francesco Profumo: “Ieri sono stati picchiati adolescenti e nessun ministro ha detto niente!’’, è intervenuto qualcuno dalla platea (in realtà, è stata delegata la ministra Cancellieri a rappresentare la posizione del governo e ha fatto quelle meravigliose affermazioni che sappiamo e che ci riempiono di vergogna). Poi, mentre Profumo discettava sull’urgenza di dare più certezze alla formazione e alla ricerca, si è levato un grido: ‘Voglio sapere del mio presente! Sono preoccupata ora, signor ministro; voi date soldi alla scuola privata!”. Profumo aveva tentato di ammansire la platea contestatrice con la richiesta di più fondi per università e scuola: “Basta con lo stop and go delle risorse. L’innaffiatoio non può essere aperto e chiuso: il finanziamento deve avere continuità”. Ma precari, lavoratori e lavoratrici della cultura conoscono bene l’argomento trattato. E non vogliono più essere ipnotizzati.