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losangelista

Company Men

Visto oggi a Sundance Company Men di John Wells – cioe’ l’autore di serie TV di grande successo come ER e West Wing e produttore di film come One Hour Photo e I’m Not There. Un film sull’America “white collar”” ai tempi della crisi e quindi sul downsizing, la delocalizzazione, i licenziamenti in massa fatti dalle corporation per migliorare bilanci, quotazioni in borsa e agevolare le  speculazioni manageriali. Una sceneggiatura, ha rivelato Wells  nel’incontro col pubblico, originalmente ambientata nel crollo “dot.com” di  Silicon Vally dieci anni fa e riattualizzata dalla crisi di oggi . Ben Affleck e’ manager di una multinazionale siderurgica, il licenziamnto in tronco lo priva via via della tessera al circolo del golf, dell macchina di lusso, della casa nei suburbs e con esse della sua identita’ mentre con centinaia di ex colleghi si sottopone all’umiliante trafila della ricerca di un nuovo impiego. Un film che 50 anni fa avrebbe potuto fare Stanley Kramer, molto classico nella fattura cioe’ e molto americano nel tono e nell’etica. Una storia ambientata di propositio fra i colletti bianchi perche’ ci dice il regista per certi versi sono loro, in quanto  produttori di beni immateriali, piu’ suscettibili alla perdita di un identita’ attraverso la perdita delle proprieta’ e lo stile di vita. Anche quando flirta con le banalita’ un film  arrabbiato contro il collasso architettato dalla finanza sulla pelle dei lavoratori con belle performance di Affleck, Chris Cooper e soprattutto Tommy Lee Jones