closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Compagna Monroe, presente.

documentazione: Freedom of Photoshop Act

documentazione: Freedom of Photoshop Act

L’FBI ha rilasciato  i dossier su Marylin Monroe in forma integrale, o almeno piu’ integrale che in precedenza – senza gli omissis che occultavano molti passaggi nei documenti gia’ rilasciati.    Il fascicolo e’ stato infine reso noto  in seguito alla richiesta FOIA – freedom of infomation act (a proposito quand’e’ che verra’ istituita una metodologia analoga nel paese delle detrologie?)  della Associated Press e dopo un inziale misterioso sparimento delle carte stesse. L’esistenza dei dossier era ben nota,  ne e’ sorpendente che l’FBI  del paranoico ossessivo J Edgar Hoover mantenesse una sorveglianza sulla star, considerata potenziale rischio per la sicurezza nazionale (o leva di ricatto) per i  rapporti che aveva con John Kennedy e i fratello Robert. Le carte confermano altresi’ la motivazione “anticomunista” di  Hoover, l’altra sua mania ossessiva in particolare per quanto riguardava Hollywood, per cui l’agenzia spio’ negli anni del maccartismo non solo sugli sceneggiatori comunisti – come Dalton Trumbo – che vennero rovinati dalla lista nera ma su personalita’ del calibro  di Charlie Chaplin, Frank Sinatra,   Ray Bradbury e Arthur Miller, quest’ultimo gia’ marito della Monroe. Il  carteggio indica anche che agli occhi dell’FBI Marylin intrattenesse rapporti con personaggi   “sospetti” come  ad esempio Frederick Vanderbilt Field, erede della fortuna Vandebilt, intellettuale eretico ma  simpatizzante piuttosto ortodosso, almeno inzialmente,  del partito comunista USA. Marylin lo  incontro’ quando era  esiliato in  Messico, in viaggio che fece  nel 1962, pochi mesi di morire di un suicidio tuttora classificato come “molto probabile” ma non del tutto certo.