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Anziparla

Commento ai commenti

Oggi sul Post ho scritto un articolo intitolato “Internet è un brutto posto per le donne?” raccontando il lunghissimo pezzo di una giornalista americana, Amanda Hess, sul cyber-sessismo. Sul fatto che quando la vittima di minacce e aggressioni su Internet è una donna, la minaccia e l’aggressione prendono immediatamente una declinazione di genere: l’occasione del conflitto politico o d’opinione viene insomma colta per esprimere odio misogino e violenza sessista. L’articolo completo lo trovate qui.

Mentre scrivevo, pensavo già ai commenti che sarebbero stati fatti e che, in qualche modo, non avrebbero fatto altro che confermare gran parte di quel che scrivevo e, soprattutto, gran parte degli errori che vengono commessi quando al centro del discorso c’è un individuo di sesso femminile. Eccoli.

Numero 1: non riguarda solo te

Se per qualche motivo irriti qualcuno (e c’è sempre qualcuno che si irrita) e sei donna, allora succhi i razzi. Ma se sei omosessuale… succhi i razzi comunque, se sei grasso sei un lurido panzone, se sei basso sei un nano di m***a, se sei ebreo “sieg heil!”, se sei nero che te lo dico a fare, etc. etc…

Caro Syntax Terror, le donne sono spesso asso­ciate come nel tuo commento ad altre cate­go­rie di persone: gio­vani, anziani, immi­grati, omo­ses­suali, ebrei e così via. L’errore è ele­men­tare. Quella fem­mi­nile è una dif­fe­renza pri­ma­ria, la dif­fe­renza che si col­loca prima di tutte le altre dif­fe­renze: quando si viene al mondo, da una madre, o si è maschi o si è fem­mine. Mi hanno inse­gnato che per far com­pren­dere e rendere imme­dia­ta­mente chiaro il ses­si­smo o la discri­mi­na­zione di certe affer­ma­zioni o posi­zioni basta sosti­tuire alla parola “donna” quella di immi­grato, omo­ses­suale, ecc. Ben sapendo, però, che si tratta solo di un trucco. Quando invece ci si dimentica di questo, l’intero senso di quel che si sta dicendo o scrivendo svanisce.

Numero 2: se ti metti la minigonna…

Le mie regole base di frequentazione forum e social:

– mai foto personali o a figura intera nel profilo, neanche su facebook, evitare anche quadri ambigui, una volta avevo scelto un nudo di modigliani come foto profilo, e mi sono tirata l’ira di dio dietro per mesi.
– uso di nick neutri dove possibile
– MAI postare foto personali, e se lo si fa le si cancella velocemente prima che la pagina venga indicizzata

Regola della finestra rotta: puoi anche stare serena su internet, ma se un cretino inizia a farti commenti allusivi o offensivi sul blog/post/twitter almeno altri 10 si sentiranno autorizzati a fare lo stesso. 
Cambia profilo

in pratica la versione online di non mettere la minigonna ed evitare i quartieri malfamati la sera. a pensarci è di una tristezza infinita

In effetti lo è. Cancellare la tua faccia, neutralizzare il tuo nome, far scomparire la tua differenza femminile non sono solo una grande rinuncia (alla tua libertà, innanzitutto, che accetti preventivamente che qualcuno ti tolga), ma sono anche una pesantissima sconfitta: simbolica e non solo, virtuale e reale. Mettersi al riparo dal colpo significa non aprire un conflitto e non poter dunque riconvertire l’energia di quel colpo contro l’avversario. Significa insomma, perdere una grande occasione. (Un’altra donna commenta giustamente: il burqa in versione ottimizzata)

Numero 3: la colpa è tua

Lancio una piccola “sfida” al genere femminile, al quale do (sia chiaro fin da subito) il pieno appoggio per questa e altre battaglia di civiltà.

“internet” è un posto poco accogliente per loro. I numeri e questo articolo parlano chiaro. Internet è un “posto” fatto e pensato in maggioranza da uomini per uomini.
Poi, però, mi chiedo: quanto di questo dipende dal gentil sesso?
Quanto è riconducibile al fatto che l’informatica per molte di loro (non tutte) “è roba da maschi/nerd”?
Se uno entra in una facoltà di informatica o ingegneria informatica ci sono 99 ragazzi e una ragazza. Perchè non c’è un gruppo consistente di ragazze nel mondo che si iscrive a informatica, diventa programmatrice e/o webdesigner si fa i propri siti?

Maestroyoda pur di non assumere il problema su si sé trasferisce la colpa e dimostra esattamente quel che l’articolo descrive: il fatto che da parte di moltissimi uomini la questione viene ignorata e del tutto – colpevolmente – sottovalutata. Maestroyoda riceve diverse risposte e la discussione si sposta sul fatto che se Internet è dominato da uomini e non da donne è anche perché le donne o sono meno interessate o meno portate o hanno meno tempo a disposizione per frequentare la rete. E questo “mica è colpa dei maschi”. Qualche esempio:

Se le donne sono maniache dell’ordine e sentono il bisogno di spolverare e riassettare ogni giorno, non è colpa degli uomini, che notoriamente amano ammonticchiare tutto sulle sedie e quindi nel presunto disordine vivono benissimo. Anzi, magari il maschio preferirebbe che la compagna sedesse accanto al pc con lui (per dire..) per scegliere che film scaricare piuttosto che urlare da sopra il rumore dell’aspirapolvere “amore fai tu”.

Le donne al pc si muovono con meno dimestichezza perchè normalmente ci provano di meno e chiedono molto prima. 

Le donne hanno una visione riduttiva di internet.

Numero 4: sei solo una femminista…

Ed ecco che finalmente ci siamo arrivati (questo avrei potuto dirlo io): femministe che non trovano niente di meglio da fare che scagliarsi contro l’internet perchè è brutto, sporco e maschilista

Leggendo l’articolo vedo che oltre alle solite banalità femministe (…) si segnala un problema reale.

L’articolo è squilibrato. Vuol far apparire addirittura gli uomini come una minaccia per le donne. Ma le donne se la cercano. Prima pubblicano tremila foto dove sono mezze nude, poi sparano a zero su qualsiasi forma di sessualità, poi cercano in tutti i modi di passare per vittime… è logico che in una rete estesa e globale, il folle, quello senza cervello possa prenderle di mira. Ma non per questo bisogna parlare di violenza di genere, perché non è un genere intero che se la prende con un altro, ma qualche sporadico uomo che sulla grande massa ha più risalto. Il classico finto problema del femminismo moderno insomma. Dare contro tutti gli uomini per cercare di affermare una supremazia inesistente.

Numero 5: …e sei pure brutta

A questo punto si apre una discussione sulle ciabatte dell’anonima signora con telefonino in mano che ho messo nella foto di apertura dell’articolo (è una donna, potevamo farcela mancare?)

Cosa sono quelle robe che porta ai piedi la tipa della foto??

Ehm… infradito con roselline sulla fibbia?

Orride infradito con decori 

Ah, ho capito la sottigliezza del Post, hanno messo la foto di una che per quelle infradito sarà stata sicuramente sommersa di insulti su internet.