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losangelista

Comic –In-Chief

 

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Bewteen Two Ferns il finto talk show condotto da Zack Galifianakis nei panni dell’inetto e scorbutico intervistatore di varie celebrità più o meno complici appare come occasionale web series su Funny or Die il sito comedy di Will Ferrell. Quando è in vena,  Galifianakis fa scompisciare col suo alter ego ispirato al taciturno  Alan Ganer, il personaggio reso famoso nei film Hangover. Si tratta di una delle serie originali più affermate in rete e ieri ha avuto un ospite  d’eccezione: Barack Obama. Il presidente degli Stati Uniti si e’ seduto fra le famigerate felci per sei minuti di “intervista”  che ha preso subito una brutta piega quando Zack ha chiesto  “come ci si sente ad essere l’ultimi presidente nero?”. “Come ti senti tu a parlare con un presidente per l’ultima volta in vita tua?” ha ribattuto Obama. E poi via: “Perché ha nominato Dennis Rodman ambasciatore?”, “Come la mettiamo con l’Ikea del Nord?”, “La sua biblioteca presidenziale sarà alle Hawaii o in Kenia suo paese di nascita?”. Un presidente sempre più irritato e polemico ha risposto per le rime – quelle del copione ovviamente  approvato dall’ufficio stampa della casa Bianca (dov’era stato allestito lo studio) come mezzo più idoneo per raggiungere il target cruciale. I ragazzi (18-35 anni) che seguono lo show sono quelli che devono acquistare  le assicurazioni mediche sovvenzionate su cui  si basa Obamacare e durante lo show/sketch il presidente si è rivolto a loro promuovendo la sua riforma sanitaria. Allon) sui quali il presidente passa da sempre molto spesso, hanno limiti oggettivi perché i giovani “very” la TV ormai manco l’accendono più. E Obama ha assoluto bisogno del segmento  “young” per la riforma e,  in vista delle elezioni “midterm”, per la sua coalizione politica di cui  sono parte integrante. Le battue sono state anche esilaranti  anche se, o anzi proprio perché così irrispettose della dignità e dissacranti del decoro della carica presidenziale. Soprattutto quando sono andate a toccare alcuni “nervi vivi”: “Ora capisco cosa intendono per drone”  ha sbottato Galifianakis quando Obama si dilungava  nel suo discorso.

Obama:  “Ti puoi iscrivere sul sito dello stato”.

Zack:       “Non vorrei che pi mi controllate gli SMS”.

Obama:  “Guarda  che dei tuoi messaggini non ce ne frega niente.”

Insomma un avanspettacolo ben scritto ed ennesima prova di competenza transmediatica per il comandante in capo che ha mostrato anche un discreto tempismo comico. Anche se a pensarci bene le battutine sui droni che hanno ucciso (e uccidono) numeri non precisati  di innocenti – e sullo spionaggio totale della NSA andrebbero forse lasciate a chi non ne è direttamente responsabile.