closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lo scienziato borderline

Collisioni con la Banda Elastica Pellizza

Banda Elastica Pellizza - Collisioni 2014 (@Anna Pavone, 2014)

Banda Elastica Pellizza – Collisioni 2014 (@Anna Pavone, 2014)

In questi giorni il paesino di Barolo, in quel di Cuneo nel Piemonte, si è trasformato in una sorta di Woodstock nostrana. Alcune decine di migliaia di persone si sono riversate nel borgo, conosciuto altrimenti e principalmente dagli enologi ed assimilati, per la quattro-giorni di musica, cultura e enogastronomia chiamata Collisioni.

Moltissimi hanno suonato e parlato a Collisioni, anche molto famosi, o abbastanza tali, ma non aspettatevi che qui si faccia il compitino di citarli tutti, con tre righe a testa e parole standard di entusiasmo. Alcuni infatti, fra quelli soprattutto che han parlato, non li reggo dall’antipatia. Altri, li ritengo insignificanti o non tali da meritar parola. In primis i radicalchic sedicenti di sinistra.

Ma certuni, invece, mi son piaciuti molto, e questo pezzo parla di alcuni di loro. Principalmente di un gruppo, la Banda Elastica Pellizza, BEP, per brevità e per confidenza.Ovvero Daniele Pellizzari (chitarra e voce), Alessandro Aramu (basso), Paolo Rigotto (batteria e voce), Andrea Sicurella (chitarre e fiati), “Bati” Bertolio (fisarmonica). Il quale ultimo per il live di Collisioni è sostituito da Paolo Serazzi, e vedremo quanto egregiamente in fondo all’articolo. Autore e compositore è Daniele Pellizzari, e tutto il gruppo rema nella stessa direzione, fra canzone d’autore, jazz e rock.

Loro – i BEP – hanno la rara dote di cercar di far pensare (ed anche sorridere) con le loro canzoni, ma sapendo – però – suonare; non strimpellare ridacchiando, intendo: esce dagli amplificatori un suono potente e complesso. Pieno e finito, se rendo l’idea.

Con Daniele Pellizzari dei BEP abbiamo fatto qualche chiacchiera, prima del concerto,  parlando in particolare del loro prossimo album in uscita. Ma non solo. Chiamasi intervista. Lasciamo a lui/noi la parola.

Viene il momento del breve live, un’ora soltanto a disposizione della BEP, come per gli altri, d’altronde. Sentitamente ringraziamo tutti quelli – molti – che c’erano, in “Piazza Verde”, a sentirli; ed anche quelli che non c’erano, ammassati in Piazza Rossa (ogni riferimento politico è qui totalmente fuori luogo), l’assenza dei quali ha reso questo un Concerto Perfetto.

Daniele Pellizzari - BEP

Daniele Pellizzari – BEP

Io li seguo da un po’, i BEP, essendo pure io un po’ antipsichiatrico come loro:”Tutti matti / tutti tutti matti / soprattutto chi decide chi sono i matti!”, un loro brano del primo album che mi piace ogni volta ascoltare: ed essere d’accordo.

Ma un pezzo è quello che mi emoziona, e Paolo Rigotto – loro  batterista, percussionista, cantante – lo sa. Ne abbiamo già parlato: nel 2008 Roberto Freak Antoni – nostro padre e fratello culturale  – ha collaborato con i BEP per il loro album “La parola che consola”.Ed è un brano spettrale e bellissimo, triste e acuminato, che ci è stato regalato dalla Banda anche a Barolo. Pollo. Sì sono pollo e sono tuo fratello. Ciao, mi chiamo pollo, e volo a stento sai, scrivo canzoni ironiche, ma non mi diverto, quasi mai.

Paolo è triste, quando inizia a suonarlo, il pezzo che dedicano al Freak.

Paolo Rigotto, BEP

Paolo Rigotto, BEP

Ma quando si tratta di cantare la sua parte, diventa quasi pieno di rabbia, tanto a lui e a noi fa specie, questo volo anzitempo del Freak da qualche altra parte.

Paolo Rigotto, BEP

Paolo Rigotto, BEP

Paolo Rigotto non è solo il batterista dei BEP, ha anche un suo progetto solista, che è difficile da veicolare, pare, data la vocazione anti-mainstream, che ovviamente a noi piace invece da matti.  Dei suoi tre CD solisti (due dei quali per Controrecords) io ho ascoltato Tabù, l’ultimo uscito nel 2013: il ragazzo i dischi li compone, produce e suona da solo, in concerto ha un gruppo per i live, ma è raro vederli. Da tener d’occhio, e per chi fosse punto da curiosità si può cominciare dal suo canale youtube: https://www.youtube.com/user/plargt dove a giorni apparirà l’ultimo disco per intero in rete (Tabù, appunto, del 2013).

Torniamo ai BEP. Dovevo scegliere una canzone da far ascoltare a chi scorre questo articolo, e – per me – non può che essere quella. Pollo.

Finisce il concerto, davvero un po’ troppo presto.

Ma c’è il tempo per far conoscenza con Paolo Serazzi, che solo per stasera ha suonato con i BEP le tastiere e la fisarmonica: una settimana di tempo per provare, directly in camicia quasi hawaiana da quel di Varigotti dove stava per un po’ di vacanza, e che ha tenuto la scena e la musica da professionista. Mi parla del suo progetto, anche, dell’album di Serazzi & La Cucina, “A la carte”, fresco di quest’anno 2014 che pare per la sua musica un anno di grazia. Ma soprattutto del piacere e del divertimento di suonare con i BEP. La camicia ed il Paolo vanno immortalati, direi….

Paolo Serazzi, per una sera con i BEP a Collisioni

Paolo Serazzi, per una sera con i BEP a Collisioni

Ci sarebbe ancora da dire, su Collisioni. Di Alberto Bertoli, giovane e potente rocker emiliano, che sul palco alterna le sue canzoni a quelle di un certo Pierangelo Bertoli, che era sua padre. E di Suzanne Vega. E dei Deep Purple. E pochi altri. Ma di questo parleremo una prossima volta. Questo pezzo, alla fine, è tutto per loro: i BEP.