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Clooney “l’Americano”: Venezia non ci ha invitato

George Clooney parla del suo ultimo film, the The American, a partire, inevitabilmente, dall’assenza dal festival di  Venezia: “Non ci hanno invitato” afferma, e un filo di polemica sembra venare il famoso aplomb, “noi certo non avremmo avuto niente in contrario soprattutto uscendo subito dopo. In realta’ siamo rimasti piuttosto sorpresi. E’ vero anche che al festival sono stato ormai tre anni di fila….”. Notoriamente assente dunque a Venezia il film di Anton Corbijn, autore del bio-fiction Control sui Joy Division, anche se ci sentiamo di dire che ne risentira’ piu’ la glamour machine che la competizione. Il film prodotto da Clooney col solito Grant Heslov ha ambizioni da thriller esistenziale alla Jean Pierre Melville o Sidney Pollack, e invece la regia di Corbijn pur non senza spunti, non riesce mai a far quagliare l’estetica, la trama e i personaggi –  e in questo reparto forse ci sarebbe voluto un Lee Marvin o un Roy Scheider a interpretare il killer triste e amareggiato nascosto a Castel del Monte. Insomma un oggetto che non raggiunge le proprie ambizoni, e la promozione piuttosto tiepida (Clooney non fara’ altri incontri a parte la breve  conferenza stampa di ieri) fa sorgere il sospetto che gli stessi produttori non trabocchino di entusiasmo. Altre dichiarzioni di Clooney: gli elogi per la coprotagonista Violante Placido (“prevedo che fara’ un grande carriera, ha il talento nei geni”) e alcune considerazioni sull’Italia: “Il cinema italiano non sta esattamente attraversando un rinascimento, eppure le maestranze  hanno ancora la memoria dei grandi film.”. Poi “il terremoto dell’Aquila e’ stato come Katrina per l’Italia”, “ Appoggio Obama oggi piu’ di due anni fa”, “le polemiche sulla moschea a ground zero sono strumentali e ridicole come ha detto anche il sindaco di New York – non esattamente un radicale”. E sulla valutazione dell’Italia odierna si schernisce con un “posto meraviglioso quanto strano – piu’ ancora di qui”. Non per niente, si sa,  e’ il piu’ diplomatico  di Hollywood.