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FranciaEuropa

Clearstream: Villepin denuncia “un processo politico”

L’ex primo ministro Dominique de Villepin, imputato al processo delle false liste di clienti della finanziaria lussemburghese Clearstream, è arrivato all’apertura del processo, oggi alle 13,30, accompagnato da moglie e figli. Con un tono solenne, come ai tempi dell’Onu e della guerra in Iraq, ha denunciato l’apertura di  “un processo  politico” a suo danno. “Sono qui per la volontà di un uomo, sono qui per l’accanimento di un uomo, Nicolas Sarkozy, che è anche presidente della repubblica francese. Ne usciro’ libero e pulito, in nome del popolo francese”. Villepin ha aggiunto: “alcuni vorrebbero credere che nel nostro paese non ci sono processi politici, anch’io voglio crederlo, tuttavia noi siamo qui nel 2009 e siamo in Francia”. 

Villepin, che rischia fino a 5 anni di carcere e 45mila euro di multa, è accusato di “complicità in denuncia calunniosa” : pur sapendo della falsità delle liste Clearstream, le avrebbe lo stesso trasmesse alla giustizia nel 2004, per distruggere politicamente il suo rivale, Nicolas Sarkozy, che stava preparandosi per la corsa all’Eliseo. Villepin, che compare come accusato di fronte al tribunale, cerca ora di trasformarsi in vittima di Sarkozy di fronte all’opinione pubblica.

La prima mossa dei suoi quattro avvocati è stata di denunciare la costituzione come “parte civile” nel processo del presidente Sarkozy. E’ la prima volta, difatti, che un presidente della V Repubblica riveste questa posizione. L’anomalia sta nel fatto che la presenza di un presidente in un caso giudiziario contraddice il principio di equità che dovrebbe dominare in materia. Il presidente è difatti “garante  dell’indipendenza dell’autorità giudiziaria” (art. 64 della Costituzione), designa due dei membri del Consiglio superiore della magistratura (art.65), ha potere nelle nomine dei magistratri (art.13) e, per di più, gode dell’immunità penale per la durata del mandato (art.67).  Villepin ha detto di voler portare avanti non una lotta personale, ma “la lotta di tutti coloro che si battono contro l’ingiustizia”, di “tutte le vittime dell’abuso di potere”.

Al processo Cleastream sono imputate cinque persone: oltre a Villepin, l’ex vice-presidente del gigante dell’aeronautica Jean-Louis Gergorin, il matematico Imad Lahoud (entrambi sospettati di aver redatto le false liste e di averle consegnate alla magistratura), e due figure minori, un ex stagista della Arthur Andersen, Florian Bourges,

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che ha copiato illegalmente le liste dei clienti di Cleastream e il giornalista Denis Robert, che, venutone in possesso, le ha fornite a Lahoud. Il processo durerà un mese. Villepin sarà interrogato il 30 settembre.