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Rovesci d'Arte

Claudio Cintoli, una mostra risarcisce la ferita di un oblio

Il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro ha inaugurato Incidenti Onirici, una retrospettiva dedicata all’artista di origine marchigiana Claudio Cintoli (Imola 1935-Roma 1977) che gli rende omaggio a 75 anni dalla nascita e dopo un oblio ingiustificato da parte delle istituzioni museali italiane (nel 1978, la Biennale di Venezia lo ha ricordato con una personale, seguita da una antologica curata da Giorgio Cortenova alla Galleria comunale di Verona nel 1984 e da una monografica a cura di da Mariano Apa, a Loreto, nel 1988) verso l’arte polimorfa di questo intelligente autore che per tre anni, dal 1965 al 1968, fu anche “americano”. Eclettico e con un immaginario vibrante, Cintoli ha espresso la sua personalità attraverso opere di pittura e scultura, non trascurando le installazioni e, naturalmente, le performances. Timonata da Ludovico Pratesi e Daniela Ferraria, la rassegna (fino al 21 novembre) riunisce una trentina di lavori rappresentativi della ricerca di Claudio Cintoli, provenienti dagli eredi dell’artista e da importanti collezionisti privati. Il percorso parte con i dipinti in tecniche miste sperimentali di matrice pop e approda alle tele iperrealiste degli ultimi anni, che raffigurano i suoi soggetti ricorrenti, quali il perenne bilico fra vita e morte, corpo e anima. Si passa poi alle sculture, come i Nodi e i Pesi Morti, realizzate con materiali poveri e legate alle azioni performative di Cintoli (Crisalide, Roma, Incontri Internazionali d’Arte, 1972, è documentata da un video), o Annodare, Chiodo fisso, Colare Colore L’Attico di Roma, 1969), Uovo nuovo (Galleria Multipla di Milano, 1976), testimoniate da sequenze fotografiche scattate da Pino Abbrescia. L’itinerario si conclude con alcune opere appartenenti agli ultimi anni, tra cui Aceldama/Campo di Sangue (1975), una via Crucis senza più atti di fede che venne esposta nel 1977, pochi mesi prima della prematura scomparsa dell’artista.