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Rovesci d'Arte

Clamoroso flop per le Ninfee di Monet

Non tutti di questi tempi hanno evidentemente milioni e milioni di sterline da spendere per un quadro e può accadere che neanche una tela di Claude Monet faccia gola. Nemmeno se ritrae una di quelle celeberrime Ninfee che fecero scalpore all’esordio del Novecento. La crisi tocca pure gli iper-ricchi e così quel dipinto impressionista, uno dei capolavori assoluti della storia dell’arte, è rimasto invenduto, tristemente accantonato nei depositi della casa d’aste della Christi’es di Londra. I riflettori dei media erano da giorni tutti puntati su quel fiore particolare e le scommesse avevano decretato con sicurezza che Monet avrebbe segnato un nuovo record, a partire dall’astronomica cifra di base d’asta con cui si proponeva al pubblico di collezionisti: fra i 30 e i 40 milioni di sterline. Pablo Picasso, invece, è sempre un leone che non delude mai. Presentato con la stessa stima, il Portrait of Angel Fernàndez de Soto, una tela a olio del 1903 (Periodo blu), che raffigura un amico dell’artista conosciuto come «il bevitore di assenzio», è stato aggiudicato per 34,7 milioni di sterline, pari a 41,9 milioni di euro. Il capolavoro dell’artista di Malaga è stato messo in vendita dalla Andrew Lloyd Webber Foundation, una fondazione benefica che si occupa della promozione delle arti in Gran Bretagna, ed è stato acquistato da un anonimo collezionista via telefono. «Il bevitore di assenzio» era stato comprato dalla fondazione creata dal celebre compositore inglese, autore di musica come Cats, Il fantasma dell’opera e Jesus Christ Superstar, all’asta a New York nel maggio 1995 per 29,1 milioni di dollari. La vendita all’incanto londinese, nel complesso, non è andata poi così male: Christie’s ha incassato 152,5 milioni di sterline, ossia 184 milioni di euro, con un venduto pari al 75% dei lotti offerti.